Redazione

Il contatto incriminato fra Perotti e Skirinar era da rigore. Pacifico. Il problema è un altro. Perché non è stata utilizzata la tecnologia? Eh, ottima domanda. Risposta: il non utilizzo del VAR non è stata una svista. É stata una scelta. Corre il minuto 56′ di Roma-Inter. 1-0 per i padroni di casa. Partita dominata in lungo e in largo. Padroni di casa e del campo. Solo due pali tengono l’Inter ancora in corsa.

Il fatto incriminato

Corre il minuto numero 56. Corre anche Perotti, imprendibile per Skriniar. L’argentino lo punta, lo salta, guadagna lo spazio vitale per incunearsi in area di rigore, curvare e mettere al centro dove aspettano Dzeko e Nainggolan. No, Skriniar non glielo permette. Spallata sin troppo energica. Contatto evidente. Perotti vola via. RIGORE. Irrati si ferma. É il momento della VAR? No. Come no? No. Niente. Si riprende dal calcio d’angolo. Ma…Cosa è successo? E perché? Irrati evidentemente valuta l’episodio come contatto di gioco e non ha ritenuto necessario l’intervento del VAR.

Ecco, invece cosa è successo a bordo campo

La versione emersa nelle ultime ore è leggermente diversa. Quanto basta per non parlare di svista. Cosa è successo? Irrati ritiene che il contatto ci sia. Eccome. Tanto che richiama, via auricolare, l’attenzione della postazione VAR, dove sono posizionati Osato e Aureliano. Il signor Orsato da Schio è, in Italia, l’ “UomoVAR”. Ed è anche, fra la classe arbitrale, il più considerato. Quanto basta, insomma per  non prendere una decisione senza consultarlo.  Irrati non si prende la responsabilità. Passa la palla Il labiale è chiaro “Che faccio?”….

La risposta dalla postazione Var e Avar

Il Var è anche “silente”. Ovvero non richiama l’attenzione dell’arbitro se ritiene che la decisione sia corretta. É successo qualcosa di simile in Inter-Fiorentina, quando Tagliavento, giustamente, assegna il rigore ed è sorretto dalla “giuria” che lascia fare. Torniamo, pero al minuto 56 di Roma-Inter. Il “cosa faccio” arriva alle orecchie di Orsato. La risposta è veloce, sbrigativa, netta. Si va avanti, si gioca. Evidentemente le immagini sono cosi chiare da non dover richiedere l’intervento. Un bel pasticcio. Un triplo errore. Che ha violentato il risultato di Roma-Inter e rovesciato giudizi e prospettive. Date quel rigore alla Roma. Magari segna il raddoppio. E sul 2-0? Che partita sarebbe stata? Sicuro che l’Inter avrebbe completato la rimonta? Con i se e i ma non si scrive la storia. Ci ha pensato Orsato. La Roma è la prima squadra italiana danneggiata da una decisione presa e dettata dalla scelta di non affidarsi alla tecnologia.