Matteo Muoio

Una settimana fa il baby fenomeno svedese Alexander Isak sembrava un nuovo giocatore del Real Madrid: c’era l’accordo con l’AIK Solna per 10 milioni di euro, mercoledì gli agenti del giovane erano attesi in Spagna per mettere tutto nero su bianco. Non ci sono andati, per volontà dello stesso Isak, che ai blancos ha preferito il Borussia Dortmund, ritenendo quello dei gialloneri un progetto più congeniale per la sua crescita. A ragione, considerando l’alto numero di talenti lanciati negli ultimi anni dai tedeschi, che in estate hanno rimpolpato la linea verde investendo su alcuni degli Under 21 più interessanti dell’intero panorama calcistico: sono arrivati il francese Ousmane Dembelè dal Rennes, già titolare, il nazionale turco Emre Mor, lo spagnolo Mikel Merino e il più “esperto” Rapha Guerreiro, campione d’Europa col Portogallo A questi vanno aggiunti talenti allevati in casa come Pulisic, Passlack o Weigl. A Dortmund il futuro è assicurato, Isak è in buona compagnia. Per averlo, il club della Ruhr dovrebbe aver sborsato la stessa cifra proposta dal Real – i dettagli dell’operazione non sono stati forniti ma l’offerta era stata pareggiata – rendendo così il giovanissimo attaccante svedese il minorenne più caro mai arrivato in Bundes, oltre che il calciatore più costoso nella storia del campionato svedese, record fino a ieri appannaggio di Ibrahimovic. Farà apprendistato da Aubameyang, poi ne raccoglierà l’eredità.

Alexander Isak-Dortmund

Isak con la maglia dell’AIK

Nuovo Ibra, meglio di Ibra

Svedese, s’è detto, di origine eritrea, classe 1999, attaccante. Isak ha esordito tra i professionisti il 28 febbraio dello scorso anno, a 16 anni, 5 mesi e 7 giorni, andando subito a segno nel match di Coppa di Svezia contro il Tenhult. Qualche settimana più tardi, il 7 aprile, debutta da titolare anche in campionato siglando la rete del 2-0 in casa dell’’Östersund. In patria l’hanno da subito ribattezzato “nuovo Ibrahimovic” o “Ibrahimovic nero” per fisico – 190 cm – caratteristiche tecniche e senso del gol. Paragone pesante, eppure i numeri di Isak in Svezia sono addirittura superiori a quelli dell’illustrissimo connazionale: Ibra esordì con il Malmö a quasi 18 anni, segnò il primo gol a 18 anni compiuti e al momento dell’addio direzione Amsterdam aveva segnato solo 4 gol in Allsvenskan, 12 li aveva fatti in seconda serie. Isak, nel primo campionato svedese disputato – conclusosi lo scorso novembre – ha totalizzato 24 presenze e ben 10 gol, oltre a 3 gol in 2 presenze di Coppa di Svezia e 3 gettoni nei preliminari di Europa League.

ISAK IN NAZIONALE
Ad ottobre la chiamata e l’esordio in Under 21, esperienza destinata, probabilmente, a non durare; un paio di settimane fa è arrivata la convocazione con la Svezia dei grandi, mister Andersson ha deciso di testarlo nella tournèè di Abu Dhabi: l’8 gennaio ha esordito, da subentrato, nel match perso contro la Costa d’Avorio, 4 giorni dopo è partito titolare, segnando il primo dei 6 gol rifilati dai suoi alla Slovacchia. A 17 anni, 3 mesi e 21 giorni è diventato il più giovane marcatore nella storia della Nazionale svedese.

CARATTERISTICHE TECNICHE
A livello statistico ci troviamo di fronte al miglior craque europeo degli ultimi 10 anni insieme al “nostro” Donnarumma. Numeri – impressionanti – a parte si tratta di un ragazzo dal potenziale enorme. Sotto porta sembra già un 9 navigato, capisce sempre dove andare per rendersi pericoloso, ha un ottimo tiro – è destro di piede – ed è fortissimo di testa. Potente e molto rapido nonostante l’altezza, non ha l’eleganza di Ibra ma salta l’uomo con estrema facilità, con l’AIK spesso gli capitava di allargarsi o venire basso per ricevere e partire in progressione: fattori per cui, col Dortmund, potrebbe essere impiegato anche come esterno d’attacco.