Matteo Muoio

Il leit-motiv è sempre lo stesso: in Italia non si dà abbastanza spazio ai giovani, non si valorizzano i vivai. Ma qualcosa sta cambiando; da due anni  a questa parte la Serie A sta presentando molti più under in campo rispetto a quanto accadeva, ad esempio, 4 o 5 anni fa. L’età media del campionato si è sensibilmente abbassata, merito di virtuose realtà di provincia come pure di club più blasonati che hanno improntato il mercato su strategie diverse; basti pensare a squadre come Lazio o Milan, oggi tra le più giovani del campionato, tra le più anziane fino a poche stagioni fa, oppure alla Juve che attenziona – e spesso acquista – quasi tutto il meglio della gioventù italiana offerta da A e B.

L’inversione di tendenza dopo Francia 2014

Il tonfo al Mondiale del 2014 ha dato la scossa e suggerito il cambio di rotta, poi questioni economiche, di sostenibilità, emulazione di modelli vincenti. Comunque i giovani in campo ci sono. Diversi sono italiani, e bravi. Proprio per questo abbiamo deciso di proporvi oggi il possibile 11 azzurro del futuro, magari dal post Russia 2018, dove molti pilastri dell’odierna nazionale saranno ancora protagonisti. Abbiamo scelto tutti ragazzi nati dal ’93 al ’97, fatta eccezione per due ’92. Il modulo è il 4-3-3. In porta, ovviamente, Donnarumma. Erede eletto di Buffon, 17 anni e già un anno da titolare nel Milan, condito da parate e una costanza di rendimento impressionanti in relazione alla giovanissima età. Ventura lo ha portato e fatto esordire in Nazionale maggiore, è il secondo. In Russia Buffon giocherà il suo ultimo Mondiale, poi il passaggio di testimone, con buona pace di Perin.

L’abbraccio tra Donnarumma e Buffon durante l’ultimo Milan-Juve

In difesa, a destra, trova spazio De Sciglio, tornato su ottimi livelli dall’Europeo francese dopo un paio d’annate buie. Sulla coppia centrale pochi dubbi che sia quella del futuro: Rugani – Romagnoli, uno dei due potrebbe essere pure protagonista in Russia considerando l’età avanzata della B-B-C bianconera. Dietro di loro scalpita Caldara, fra i gioielli dell’Atalanta di Gasperini e già fermato dalla Juve per il 2018 con un’operazione da 25 milioni. A sinistra puntiamo su Barreca del Toro, ennesimo giovane lanciato da Mihajilovic; attacca e difende bene, ottima gamba e un buon piede. Il perno del centrocampo sarà Marco Verratti, da anni faro del centrocampo del Psg. Giocatore di livello assoluto, tra i più forti in Europa nel suo ruolo, per una serie di sfortunate circostanze non è ancora riuscito ad incidere in azzurro ma il suo momento è arrivato. Ai lati una maglia se la prende Marco Benassi, divenuto capitano del Torino con Mihajilovic, giocatore in continua crescita: è diventato una mezzala completa, vede la porta, ha un gran destro e corre per due, eccellente in fase offensiva, generoso in quella difensiva. L’ultima casella del centrocampo spetterebbe al romanista Florenzi, che sicuramente, magari in un ruolo diverso, sarà ancora protagonista nei prossimi anni, ma i paletti anagrafici imposti ci spingono a virare su Gagliardini. Altro crack della Dea, è stato appena acquistato dall’Inter per 22 milioni fra prestito e riscatto.

Verratti con la 10 azzurra

Davanti il fattore B, col tridente formato da Bernardeschi, Belotti e Berardi. Classe, rapidità, potenza, fiuto del gol, c’è tutto. Bernardeschi sembra definitivamente esploso, alla Fiorentina è già leader e quest’anno, riportato nel suo ruolo naturale, risulta determinante anche in fase realizzativa. Così come Belotti, che alla seconda stagione in maglia granata si sta dimostrando bomber di razza, purissima: 15 gol fra campionato e Coppa Italia, segna in tutti i modi e lavora tantissimo per la squadra. Berardi è stato fermato dal brutto infortunio di inizio stagione dopo aver realizzato 7 gol in 7 presenze tra campionato ed Europa League. A 22 anni nessuno fra i grandi attaccanti italiani d’epoca moderna – Totti, Baggio, Del Piero, Vieri, ecc…- aveva segnato quanto lui, già a quota 51 gol tra A e B. Il talento è indiscutibile, deve crescere caratterialmente ma sembra sulla buona strada.

Bernardeschi esulta dopo un gol al Cagliari

Un undici assolutamente interessante: i giocatori elencati mostrano potenzialità da top player, da altri si attende il salto di qualità ma i presupposti ci sono. In ogni caso, in Italia non siamo messi poi così male.