Luigi Pellicone

Italia, è andata. Si giocheranno i play off, ma questo si sapeva. La buona notizia è che la Nazionale sarà testa di serie al sorteggio del prossimo 17 ottobre. Prestazione leggermente migliore rispetto a quella vista con la Macedonia, ma non ci voleva molto. Restano i problemi emersi nella nottata di Torino: centrocampo che non produce gioco. Manovra asfittica e difesa ancora ballerina. Solo la modestia della Nazionale di Panucci e il guizzo di Candreva evitano una nuova figuraccia.

Quattro punte e zero tiri in porta

Il 4-2-4 scelto dal CT continua a non convincere. Nessuna squadra in Serie A e forse al mondo, utilizza questo modulo. É un modulo che utilizza solo l’Italia e senza interpreti adeguati all’occorenza. Se i due di centrocampo sono una mezzala (Gagliardini) che fatica a trovare spazio anche nell’Inter e un tuttocampista (Parolo), che tutto è tranne che regista, è chiaro che si fatichi a costruire gioco. Eppure il CT insiste nel proporre un modulo che penalizza oltremodo Immobile e Insigne, che il pallone non lo vedono quasi mai

Una non esultanza che dice molto

Il modulo a quattro punte dovrebbe generare un calcio divertente, fruttuoso, carico di occasioni da gol. Invece, niente. Fraseggio scarso, costante ricerca di una verticalizzazione mai trovata. L’immagine di Ventura che non esulta, quasi repressa, soffocata, è lo specchio di un’Italia bloccata, con la paura addosso. Il gol di Candreva più che una liberazione, giunge come un sollievo. Anche perchè il viaggio verso Mosca è appena cominciato. Alcune scelte non hanno convinto. Candreva in panchina, con questi elementi, è un lusso che non ci si può permettere.

E adesso, non si può sbagliare

Fra un mese sarà un’Italia diversa, sopratutto a centrocampo. Basterà per arrivare ai mondiali? Di certo nessuna nazionale si può permettere di fare a meno del centrocampo titolare. L’Italia, al 99,9% affronterà una tra la Svezia, le due Irlande e la Grecia. Nazionali alla portata degli azzurri versione 1.0, quelli prima della terribile notte del Bernabeu. Quando l’Italia pur senza stupire, è sempre stata in piena corsa per la qualificazione diretta e ha mostrato scampoli di bel gioco. Poi è arrivato il cappotto spagnolo. E tutto ciò che ne è conseguito.