Francesco Cavallini

Non è la prima volta, non sarà l’ultima. La Nazionale, colpita e affondata dalle bordate iberiche, barcolla. L’approdo agli spareggi non è certo messo in discussione dalla pesante sconfitta del Bernabeu, ma lo shock è forte. E per superarlo e puntare dritti alla Russia senza se e senza ma, Ventura, assieme a tutta l’Italia, affida le speranze calcistiche tricolori al suo vecchio Toro. Che ha piuttosto le sembianze del Gallo, di Andrea Belotti, l’unico in tutta la partita a spaventare De Gea, e di tutti gli ex granata che affollano la lista dei convocati del CT, anche lui con un passato quinquennale nella città sabauda.

Qualificazioni 1978, Ital-Juve e Ital-Toro

Non è la prima volta, dicevamo. Anche nel 1976, dopo la delusione dell’Europeo non raggiunto e due anni dopo un Mondiale abbastanza catastrofico, Enzo Bearzot, friulano sì, ma neanche a dirlo bandiera granata, optò per una strana convivenza in Azzurro. Da una parte il granitico blocco juventino, con Zoff, Gentile, Scirea, Bettega e compagnia bella. Dall’altra, ovviamente, una nutrita rappresentativa targata Torino, guidata dal duo Graziani-Pulici, ma che comprendeva anche i due Sala, Zaccarelli e Pecci. Questo strano minestrone in salsa torinese portò la Nazionale alla qualificazione al Mondiale 1978 a scapito dell’Inghilterra, anche grazie al contributo granata.

Belotti, Baselli, Barreca, la meglio gioventù

Ora la storia può e deve ripetersi. L’Italia ha perso il treno per la qualificazione diretta, ma può e deve già pensare agli spareggi, dove saremo teste di serie, ma non è escluso il rischio di affrontare avversari ostici come Olanda o Bosnia. E quando l’adrenalina scorre e i match si fanno importanti, sul cuore Toro si può sempre contare. Oltre a Belotti, Ventura può pescare dalla rosa di Mihajlovic anche due elementi come Baselli e Barreca, in grado di regalare freschezza e gioventù a una rosa che è sembrata un po’ troppo spenta. Inoltre c’è Sirigu, che con un’annata interessante può strappare il pass come terzo portiere per l’eventuale viaggio in Russia.

La carica degli ex

Ma i ragazzi granata di oggi non sono soli perchè, pur avendo lasciato Torino, molti degli attuali azzurri hanno indossato la maglia del Toro e dall’Olimpico hanno spiccato il volo verso il palcoscenico internazionale. È il caso di Matteo Darmian, fresco vincitore dell’Europa League con lo United di Mourinho, o di Ciro Immobile, tornato a segnare a raffica in Italia dopo due esperienze non felicissime in Spagna e Germania. Tra gli esterni convocabili ci sono anche D’Ambrosio, quattro anni in granata prima dell’Inter, ed il neo-Chelsea Zappacosta, che Conte ha portato lontano dagli occhi ma non dal cuore di Ventura. Che per l’assalto finale si affida al Toro, per una carica devastante e vincente.