Redazione

Italia-Danimarca, e non potrebbe essere altrimenti, regala diversi colpi da teatro. Una partita in tre atti. Uno sul campo, due sugli spalti.

Il primo atto è tragico: l’eroe, in negativo, è Gigio Donnarumma. I tifosi del Milan non gli hanno perdonato il gran rifiuto. Carneade, chi era costui, prima di vestire il rossonero? La contestazione prende forma con uno striscione “Dollarumma” poi si concretizza nel lancio di banconote finte.Un gesto di cattivo gusto. Non da sportivi. Nè da tifosi della Nazionale. Perchè turbare la serenità del portiere in una sfida decisiva per il proseguio del cammini europeo? Gigio non reagisce, anche se il suo sguardo, intenerisce. Cerca di celare il turbamento, ma la sua maschera tradisce imbarazzo. In fondo, è solo un ragazzo. Finito in un gioco più grande di lui. La personalità, comunque, non gli fa difetto. Mantiene la concentrazione. É chiamato solo per un unico grande intervento, risponde presente. Certo, se è questa l’aria che tira, meglio andare subito via da Milano. Una eventuale permanenza appare perlomeno complicata.

Il secondo atto è comico: eroi, in positivo, alcuni tifosi del Tottenham. Guasconi, buontemponi, houmor tipicamente inglese. I “colleghi” italiani insultano Donnarumma, loro apprezzano, con ironia tipicamente anglosassone, Wenger. Sventolano alcuni cartelloni: c’è scritto Wenger In. Letteralmente: resta. Ovviamente l’invito è goliardico: l’Arsenal, negli ultimi anni, chiude la stagione in Premier anni luce dal titolo e regolarmente dietro al Tottenham. Quanto basta per invitare Arsene a restare al suo posto.

Il terzo atto è epico: protagonista, Lorenzo Pellegrini. Il ragazzo gioca una partita da cavaliere senza macchia né paura. Prende in mano il centrocampo, trascina i compagni. E sblocca la partita con un gesto tecnico da raccontare ai nipotini. Quella rovesciata racchiude talento, coraggio, personalità. Niente istinto. Pellegrini, quel gesto lo ha cercato, inarcandosi verso il pallone. E da buon cavaliere, dedica il gol alla sua bella. Sorride anche la Roma, che ha fissato prima dell’Europeo il prezzo della “recompra”. Altrimenti erano guai…

Miglior attore non protagonista: Andrea Petagna. Il ragazzo fa tutto quello che ci si aspetta. Tiene palla, la protegge, gioca con e per i compagni. Tante doti, agilità e senso del gol a parte. Lo dicono tutti: se iniziasse a vedere la porta, sarebbe un’arma non convenzionale. Lo ha fatto…e se il buongiorno si vede dal mattino, questo Europeo può tingersi di azzurro.