Adriano Stabile

Italia contro Germania, un grande classico del calcio mondiale che si ripete domani, in amichevole a Milano (fischio d’inizio alle 20.45). In 9 incontri, tra Mondiali ed Europei, i tedeschi hanno raccolto 4 sconfitte e 5 pareggi senza mai vincere, se non ai rigori nei quarti di finale degli ultimi Europei. Sono 34 in totale le partite tra Italia e Germania (considerando anche la Germania Ovest e non la Germania Est): 15 i successi azzurri, 8 quelli teutonici e 11 i pareggi. 50 a 41 il conto dei gol a favore dell’Italia. Le due nazionali si sono affrontate due volte il 15 novembre, come accadrà domani: è successo nel 1936 a Berlino (2-2 con reti azzurre di Gino Colaussi e Giovanni Ferrari) e nel 2013 proprio a Milano (1-1 con gol tedesco di Hummels e pareggio azzurro Abate)

Italia-Germania, sei precedenti da ricordare

VITTORIA A CAPODANNO. Italia-Germania 3-1 del 1° gennaio 1923. La prima sfida, sul campo di viale Lombardia a Milano, si concentra tutta nel finale, con quattro gol nei 18 minuti conclusivi. Le cronache sottolineano il sorprendente atteggiamento tattico tedesco, con i due terzini molto avanzati e il possente portiere Heiner Stuhlfauth, del Norimberga, una sorta di Neuer ante litteram, pronto a uscire per sventare i passaggi in profondità in caso di mancato fuorigioco, che peraltro all’epoca prevede tre giocatori (e non due come oggi) tra pallone e porta per essere evitato.

La Germania passa in vantaggio al 72’, con un’azione veloce del centravanti Seiderer. Quando tutto sembra perso gli azzurri pareggiano al 79’ con “Zizì” Cevenini III, bravissimo a liberarsi in dribbling dei difensori tedeschi. All’85’ il raddoppio è firmato da Santamaria, noto per essere stato squalificato nel 1913 per uno dei primi casi di professionismo calcistico in Italia. Il tris, infine, è siglato all’88’ da Migliavacca. Tra gli azzurri da segnalare gli esordi di Aliberti del Torino e “Geppe” Della Valle del Bologna mentre tra i tedeschi il solo debuttante è il terzino Toni Kugler, del Norimberga.Italia Germania precedenti

 “ITAL-GENOVA” BATTUTA. Germania-Italia 5-2 del 26 novembre 1939. Finisce male l’esperimento tattico che Vittorio Pozzo prevede per questa amichevole a Berlino. Il ct azzurro infatti schiera una formazione inedita, con 7 giocatori del Genova (il nome autarchico del Genoa di allora) perché i rossoblù sono votati al “sistema”, modulo nuovo che anche la nazionale vorrebbe adottare. Nell’undici italiano ci sono quindi due debuttanti, i terzini Marchi e Sardelli, che non vestiranno più la maglia azzurra, oltre a Genta, Battistoni, Neri, Scarabello e Boffi (quest’ultimo del Milan) alla seconda presenza in nazionale.

Italia-Germania precedenti

L’Italia del 26 novembre 1939. Da sinistra: il ct Pozzo, Colaussi, Scarabello, Demaria, Sardelli, Perazzolo, Neri, Boffi, Olivieri, Genta, Marchi, Battistoni.

Finisce con una debacle per l’Italia, dopo un inizio incoraggiante su un campo reso pantano dalla pioggia e dal disgelo. Al 15’ Neri porta in vantaggio gli azzurri con un tiro potente e preciso, al 20’ pareggia Binder, formidabile bomber austriaco “prestato” alla Germania dopo l’Anschluss del 1938. Al 27’ Demaria riporta avanti l’Italia con un rigore concesso per fallo di mano del terzino e capitano tedesco Janes su azione di Colaussi. Quindi ancora Binder, al 36’, pareggia avventandosi su un pallone fermato da una pozzanghera in occasione di un retropassaggio di Perazzolo al portiere Olivieri.

Nella ripresa i padroni di casa dilagano: al 67’ l’ala destra Lehner costringe di testa Olivieri alla respinta, sul quale si getta nuovamente appoggiando in rete il 3-2. Al 70’ Conen firma il poker recuperando un pallone calciato via dalla nostra difesa e all’85’ Binder completa la sua tripletta personale, su rigore concesso per un ingenuo fallo di mano di Sardelli. Per l’Italia bicampione del mondo è la seconda bruciante sconfitta consecutiva, dopo quattro anni e 30 gare di imbattibilità.

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Sconforto azzurro e gioia tedesca dopo il 2-2. Si notino le condizioni del campo.

LA PARTITA DEL SECOLO. Italia-Germania Ovest 4-3 del 17 giugno 1970. La regina di tutte le sfide tra azzurri e tedeschi, la “partita del secolo”, forse la più emozionante mai giocata dalla nazionale italiana nella sua ultracentenaria storia. Italia-Germania dei Mondiali 1970, disputata all’Azteca di Città del Messico davanti a oltre 100 mila spettatori, è un icona del calcio: si gioca alle 16 ed è valida per l’accesso alla finalissima della Coppa Rimet.

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La targa ricordo del 4-3 del 1970 allo Stadio Azteca.

All’8’ Boninsegna porta in vantaggio l’Italia con uno splendido sinistro poi la partita è un crescendo di occasioni per i tedeschi, che tentano di raggiungere il pareggio, ma cozzano contro le parate di Albertosi, in gran forma. Solo al 92’, quando il match sembra ormai finito, Grabowski crossa da sinistra al centro dell’area dove c’è Schnellinger, stopper del Milan, che indisturbato appoggia in rete in spaccata. «Ero là perché stavo avvicinandomi all’ingresso degli spogliatoi in vista del fischio conclusivo», racconterà anni più tardi il difensore tedesco, all’unico gol in nazionale in 47 presenze.

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Il 4-3 segnato da Rivera nella mitica partita del 1970.

Si va ai supplementari e al 4’ Gerd Müller approfitta di un pasticcio di Cera, trovando la zampata vincente che porta avanti la Germania. All’8’ Rivera batte a palombella verso il centro dell’area tedesca un calcio di punizione, Overath respinge corto favorendo l’intervento del terzino azzurro Burgnich che segna il 2-2. Al 14’ Riva raccoglie un passaggio da sinistra, scarta un difensore e trafigge il portiere Maier con un preciso diagonale rasoterra. Al 20’, su azione di calcio d’angolo, Seeler mette in mezzo di testa, Müller prolunga la traiettoria verso la porta azzurra e la palla si infila tra il palo e Rivera, appostato sulla linea, ma incapace di intervenire: è il 3-3. Passano pochi secondi e, sulla ripresa del gioco azzurra, Boninsegna affonda sulla sinistra mettendo un rasoterra preciso indietro verso il centro dell’area: Rivera arriva in corsa con la forza della disperazione e appoggia di piatto il gol del 4-3 conclusivo. «Che meravigliosa partita, ascoltatori italiani», esclama raggiante il nostro telecronista Nando Martellini. La partita del secolo finisce così. L’Italia del ct Valcareggi perderà 4-1 la finale contro il Brasile di Pelé, ma per la nostra storia, tutto sommato, conta poco.

APOTEOSI MUNDIAL. Italia-Germania Ovest 3-1 dell’11 luglio 1982. L’Italia di Enzo Bearzot si laurea campione del mondo per la terza volta, dopo i successi del 1934 e del 1938, battendo 3-1 i tedeschi nella notte di Madrid. Gli azzurri, lanciati dai successi contro Argentina, Brasile e Polonia, sono favoriti alla vigilia, ma la Germania, che schiera fuoriclasse del calibro di Schumacher, Breitner e Rummenigge, è un osso duro, campione d’Europa in carica. Il primo tempo si chiude sullo 0-0 con il cattivo presagio del rigore calciato fuori da Cabrini, dopo un atterramento di Conti da parte di Briegel.

italia-germania precedenti

Rummenigge, l’arbitro Coelho, Zoff e i due guardalinee nel 1982.

Nel secondo tempo però gli azzurri scacciano gli incubi portandosi a casa la Coppa del mondo. Al 56’ Tardelli batte velocemente una punizione verso destra, Gentile mette al centro un pallone incornato in tuffo da Paolo Rossi, eroe azzurro e capocannoniere del Mondiale ’82. Al 69’ la nostra nazionale riparte velocemente in contropiede, Scirea e Bergomi, due difensori, si passano il pallone nell’area tedesca finché il compianto libero della Juventus non vede arrivare Tardelli e gli porge la palla del raddoppio. “Schizzo”, che infila Schumacher con un sinistro teso, esplode di gioia urlando “gol” con un’esultanza per sempre impressa nella nostra storia. All’80’ arriva il terzo gol, tra gli olè del pubblico: contropiede di Conti sulla destra, assist al centro per Altobelli che scarta Schumacher e mette al sicuro il titolo mondiale. Tre minuti più tardi Breitner segna il gol della bandiera tedesco con un destro preciso, ma la coppa ormai ha preso la via dell’Italia. Al 90’ l’arbitro brasiliano Coelho, con un gesto unico e teatrale, prende il pallone tra le mani decretando la fine del match. L’Italia è campione del mondo: Bearzot e i suoi ragazzi si guadagnano l’eternità.

italia germania 1982

Rummenigge contrastato dal 18enne Bergomi.

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Gli azzurri con la Coppa del Mondo 1982.

BATTUTI IN CASA. Germania-Italia 0-2 del 4 luglio 2006. A Dortmund, in casa tedesca, gli azzurri del ct Lippi si lanciano verso il quarto titolo mondiale battendo la Germania di Klinsmann in semifinale. E’ una partita giocata davvero bene dall’Italia che merita il successo, nonostante arrivi soltanto alla conclusione dei tempi supplementari, quando ormai si aspettano i calci di rigore. L’extratime sembra stregato per gli azzurri, che colpiscono un palo con Gilardino e la traversa con Zambrotta. Poi sale in cattedra Pirlo che serve Grosso in area con “no look”: il terzino del Palermo calcia di prima intenzione di sinistro e firma l’1-0 al 119’. L’apoteosi è completata da un contropiede iniziato da Cannavaro nei secondi di recupero: intelligente assist di Gilardino per Del Piero che timbra di piatto destro.

«I ragazzi devono essere fieri di aver risvegliato tanto entusiasmo e amore nel nostro paese – dice il nostro commissario tecnico Marcello Lippi a fine match – abbiamo sofferto, ma la sofferenza ci fa godere maggiormente. La soddisfazione è grandissima. Ma se stasera c’era una squadra che doveva vincere, questa era la nostra. Abbiamo rischiato pochissimo, loro hanno fatto un solo tiro in porta. Questi ragazzi sono speciali». L’Italia in finale batterà la Francia ai rigori, ma questa è un’altra storia, bellissima.

AZZURRI MALEDETTI. Italia-Germania 2-1 del 28 giugno 2012. Anche agli Europei in Polonia e Ucraina non si smentisce la maledizione per i tedeschi, che arrivano favoriti alla semifinale di Varsavia contro l’Italia, ma alla fine soccombono. Gli azzurri approdano all’ultimo atto di Euro 2012, che perderanno contro la Spagna campione del mondo, affidandosi ai bad boys Cassano e Balotelli, autore della doppietta decisiva. Al 20’ il talento di Bari Vecchia si libera di due avversari giostrando di destro e poi crossa al centro di sinistro un pallone che Balotelli incorna in rete. Al 36’ Montolivo lancia lungo verso Balotelli che controlla per poi sparare un missile di destro sotto l’incrocio della porta di Neuer.

Nella ripresa Marchisio e Di Natale sfiorano il tris in contropiede mentre la Germania preme alla ricerca del gol, trovato soltanto nei minuti di recupero: Balzaretti tocca di mano in area e Özil trasforma il rigore, pur intuito da Buffon. E’ però troppo tardi per la rimonta tedesca: vincono gli azzurri.

«Noi ci siamo, dico solo che quando si parla di Italia bisogna stare tutti molto attenti – le parole di rivalsa del nostro commissario tecnico Cesare Prandelli – abbiamo fatto una gara straordinaria. Noi abbiamo dato l’esempio di correttezza e attaccamento alla maglia». Il titolo europeo non arriverà, ma resta il bel ricordo di una serata importante.