Adriano Stabile

Sono 35 i precedenti tra Italia e Spagna, che domani si affrontano allo Juventus Stadium di Torino (fischio d’inizio alle 20.45, diretta tv su Rai Uno), nell’ambito delle qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018. Gli azzurri sono in leggero vantaggio grazie al successo nell’ultima uscita, il 2-0 negli ottavi di finale a Saint Denis lo scorso 27 giugno, agli Europei: 11 le vittorie dell’Italia, 14 i pareggi, l’ultimo dei quali l’1-1 nell’amichevole del marzo scorso a Udine, 10 le vittorie spagnole, l’ultima l’1-0 in amichevole a Madrid il 5 marzo 2014. Azzurri avanti nel computo delle reti: 42 a 36.

Italia-Spagna, otto precedenti nella storia 

LA PRIMA VITTORIA AZZURRA: Italia-Spagna 1-0 del 25 maggio 1924
Gli azzurri battono per la prima volta le “Furie rosse” al terzo tentativo, in occasione dei Giochi Olimpici di Parigi. Le premesse non sono delle migliori perché i nostri ragazzi attraversano un periodo di crisi: sono reduci da 6 gare senza vittorie, su cui pesano le pesanti debacle contro Cecoslovacchia (5-1), Austria (4-0) e Ungheria (7-1). Il 9 marzo di quel 1924 il nuovo ct Vittorio Pozzo aveva iniziato il suo terzo mandato azzurro proprio contro la Spagna, in un’amichevole conclusa 0-0 a Milano, caratterizzata da un’inaudita violenza in campo da parte degli iberici. Stavolta Italia e Spagna si affrontano a Colombes, a due passi da Parigi, nel turno eliminatorio del torneo olimpico, e l’arbitro dell’incontro, il francese Slawick, non tollera il gioco duro delle Furie Rosse che al 55’ perdono Larraza, espulso per aver atterrato e poi scalciato il nostro attaccante Della Valle.

Gli azzurri, che schierano per la prima volta insieme la famigerata coppia di terzini Rosetta e Caligaris, giocano meglio degli spagnoli, trovando il gol vittoria soltanto nel finale, in maniera fortunosa: all’84’ il nostro capitano Baloncieri va al tiro dalla distanza, la palla colpisce Vallana, terzino e capitano della Spagna, impennandosi e scavalcando il formidabile portiere Zamora. Gli azzurri festeggiano il passaggio agli ottavi di finale, ma, dopo il successo sul Lussemburgo, il loro cammino si fermerà contro la Svizzera, ai quarti.Italia Spagna precedentiSETTE SCHIAFFI AGLI SPAGNOLI: Italia-Spagna 7-1 del 4 giugno 1928
Per la terza Olimpiade consecutiva, dopo quelle del 1920 e del 1924, azzurri e “Furie rosse” si incrociano nel torneo calcistico a cinque cerchi. Ai Giochi di Amsterdam è in programma la ripetizione dei quarti di finale tra Italia e Spagna dopo che, il 1° giugno, si sono già affrontate pareggiando 1-1 ai supplementari. All’epoca non sono previsti i rigori così le due nazionali devono sfidarsi nuovamente: la nostra squadra, guidata dal ct Augusto Rangone, dilaga già nel primo tempo grazie alle reti di Magnozzi al 14’, Schiavio al 15’, capitan Baloncieri al 18’ e Bernardini al 40’.

In apertura di ripresa la Spagna, che in occasione di queste Olimpiadi non ha tra i pali il mitico Zamora, accorcia le distanze con il suo capitano Yermo. In una manciata di minuti però riprende la sinfonia azzurra: Rivolta va in gol al 72’, Levratto al 76’ e 77’, con due delle sue proverbiali fiondate, la prima delle quali sfonda la rete. Ancora oggi quel 7-1 è il successo più largo sulla Spagna da parte dell’Italia, che in quei Giochi del ’28 vince la medaglia di bronzo, battendo nella finale per il terzo posto l’Egitto con un pirotecnico 11-3. 

Italia Spagna precedenti

La comitiva azzurra in posa all’arrivo ad Amsterdam nel 1928

IL GIALLO DI ZAMORA: Italia-Spagna 1-0 del 1° giugno 1934
Ancora una volta tra Italia e Spagna non è sufficiente un incontro con i supplementari per designare un vincitore. Nel pomeriggio del 31 maggio, a Firenze, si gioca la prima sfida tra le due nazionali, valida per i quarti di finale dei Mondiali di casa nostra, ma il match si chiude in parità, 1-1, grazie alle reti di Regueiro per gli spagnoli e Ferrari per gli azzurri.

Dopo appena 24 ore è in programma il “replay”, sempre a Firenze: la Spagna cambia sette uomini, in gran parte infortunati e acciaccati, tra i quali il portiere Ricardo Zamora. Sul forfait del mitico capitano delle “Furie rosse” pesa l’ombra di una pressione da parte di Mussolini, che sarebbe intervenuto presso il governo spagnolo chiedendo di favorire i padroni di casa: la verità non si è mai saputa. Gli azzurri, che di uomini ne cambiano quattro, si impongono per 1-0 grazie a un gol di testa di Meazza su cross di Orsi al 12’. Il match è duro e combattuto, come quello del giorno precedente. Non mancano le polemiche per due reti annullate alla Spagna: una, di Campanal, per fuorigioco di Regueiro, e l’altra con l’arbitro che fischia un calcio di punizione per gli iberici, ignorando la regola del vantaggio.

Italia Spagna precedenti

La nazionale italiana schierata contro la Spagna nel 1934

L’ULTIMA DEL GRANDE TORINO: Spagna-Italia 1-3 del 27 marzo 1949
A Madrid, nel nuovo Stadio Chamartin, che successivamente sarà dedicato a Santiago Bernabeu, l’Italia affronta per la prima volta nel dopoguerra la Spagna, cogliendo il suo primo successo e unico in terra iberica. Sugli spalti c’è anche Giulio Andreotti, deputato della DC, che ammira, come gli oltre 80 mila spettatori presenti, l’ultima prestazione dei calciatori del Grande Torino in maglia azzurra: quel giorno, in campo, ce ne sono sei (Bacigalupo, Ballarin, Rigamonti, Castigliano, Menti e capitan Mazzola). Poco più di un mese più tardi, il 4 maggio, l’intera squadra granata morirà tragicamente nell’incidente aereo di Superga.

Gli azzurri passano in vantaggio al 9’ con l’esordiente Lorenzi, ma vengono raggiunti poco dopo la mezz’ora da un rigore realizzato da Gainza e concesso per fallo del terzino Ballarin. In apertura di ripresa Carapellese e Amadei, anche lui esordiente, fissano il punteggio sul definitivo 1-3. La Spagna ha un secondo rigore a disposizione all’86’, concesso per una manata di Becattini, terzo esordiente tra i nostri, ma stavolta Gainza calcia malissimo e Bacigalupo blocca il pallone senza difficoltà.

BAGGIO & BAGGIO: Italia-Spagna 2-1 del 9 luglio 1994
Azzurri e Furie Rosse si affrontano in un Mondiale 60 anni dopo la doppia sfida di Firenze del 1934. Si gioca a Foxborough, per i quarti di finale di Usa ’94. La gara è tesa e combattuta: l’Italia, guidata in panchina da Arrigo Sacchi, gioca meglio nel primo tempo e passa in vantaggio al 25’ con un gran destro da oltre 20 metri di Dino Baggio. Gli iberici pareggiano al 58’ grazie al centrocampista Caminero, il cui tiro è deviato da Benarrivo, per la disperazione del nostro portiere Pagliuca. Poco dopo un sinistro di Goikoetxea costringe il numero 1 azzurro alla parata in tuffo. Pagliuca è ancora provvidenziale in uscita su Salinas lanciato a rete e su un bolide di Hierro indirizzato all’incrocio dei pali.

Al’88’, quando il match sembra destinato ai supplementari, arriva il guizzo vincente. Benarrivo verticalizza per Signori, bravo nel servire, quasi senza guardare, Roberto Baggio dalla parte opposta: il fantasista della Juventus si trova solo davanti al portiere Zubizarreta, lo scarta, e appoggia in rete da posizione defilata evitando il ritorno di un difensore spagnolo. L’Italia deve ancora soffrire perché l’arbitro ungherese Puhl prolunga il match di 7 minuti, ma alla fine la qualificazione è nostra. L’incontro è macchiato da una gomitata di Tassotti sul naso di Luis Enrique, che resta in campo, pur visibilmente ferito. La scorrettezza, non vista dal direttore di gara, viene sanzionata, grazie alla prova tv, con 8 giornate di squalifica per il terzino del Milan, che finisce così qui la sua breve permanenza in nazionale.

Tassotti Luis Enrique

La pace tra Tassotti e Luis Enrique nell’ottobre 2011

RIGORI FATALI: Spagna-Italia 0-0 (4-2 ai rigori) del 22 giugno 2008
Secondo alcuni questo è il match chiave per l’inizio del ciclo della Spagna, che si aggiudicherà in serie Euro 2008, Mondiali 2010 ed Euro 2012. A Vienna gli azzurri di Donadoni e le Furie Rosse di Aragones si affrontano nei quarti di finale del torneo continentale: il match, non spettacolare, è condotto soprattutto dagli iberici che alla fine prevalgono ai rigori, stavolta amari per noi, dopo il titolo mondiale conquistato dagli undici metri due anni prima a Berlino.

Toni non riesce a pungere là davanti dove soltanto il nuovo entrato Camoranesi fa gridare al gol, al 61’, sventato però prodigiosamente da Casillas con il piede sinistro. All’81’ Senna va al tiro, Buffon non trattiene ma viene salvato dal palo. I supplementari offrono ancora qualche emozione prima dei rigori: si fanno parare il tiro, nell’ordine, l’azzurro De Rossi, lo spagnolo Guiza e il nostro Di Natale.  «Nessuno aveva un briciolo residuo di energia – dice a fine partita il ct Donadoni, che pagherà con l’esonero l’uscita da Euro 2008 – mi dispiace molto e sono molto triste per questa eliminazione. Ma l’orgoglio resta». La Spagna si qualifica per la semifinale: andrà avanti fino al titolo europeo, vinto superando la Germania.

Italia Spagna precedenti

Casillas e Toni nella sfida del 2008

FINALE A SENSO UNICO: Spagna-Italia 4-0 del 1° luglio 2012
La finale di Euro 2012 è, per l’Italia, una di quelle partite che si affrontano sapendo di essere condannati alla sconfitta, pur raccontandosi la favoletta che qualche possibilità c’è. E infatti va malissimo ai ragazzi di Prandelli che a Kiev perdono nettamente, dopo aver condotto un buon Europeo, pareggiando peraltro all’esordio proprio contro gli spagnoli (campioni del mondo e d’Europa in carica), in un match che però aveva meno posta in palio.
Giocandosi la conferma del titolo, la squadra di Del Bosque non concede nulla e dilaga per 4-0. Al 14’ Fabregas sfugge sulla destra a Chiellini, mettendo in mezzo un cross che David Silva infila di testa in rete. Al 41’ Xavi verticalizza per Jordi Alba che supera Buffon in uscita. All’84’ De Rossi perde palla sulla trequarti, Xavi lancia per Torres che invita Buffon all’uscita e lo beffa. All’88’ Mata cala il poker, su suggerimento di un Torres assai altruista. Gli azzurri hanno l’attenuante di essere rimasti in dieci nell’ultima mezz’ora, a causa di un infortunio del nuovo entrato Thiago Motta, dopo che erano già state esaurite le tre sostituzioni. «Va detto che stasera loro entrano con merito nella storia – le parole a fine gara del nostro commissario tecnico Prandelli – hanno dominato e gli facciamo tanti complimenti. Un voto all’Italia? Do un otto pieno: abbiamo iniziato il torneo con qualche problema, ma abbiamo disputato grandissime gare e abbiamo avuto difficoltà solo a recuperare energie».

Italia Spagna 2012

La festa degli spagnoli a Euro 2012

DISCHETTO ROSSO: Spagna-Italia 0-0 (7-6 ai rigori) del 27 giugno 2013
A Fortaleza, in Brasile, Italia e Spagna si affrontano nella semifinale di Confederations Cup. Stavolta gli azzurri di Prandelli giocano alla pari contro i campioni spagnoli, perdendo ai tiri dal dischetto come nel 2008. Decide l’unico errore, di Bonucci, che calcia fuori il secondo rigore a oltranza. La cronaca del match registra un legno per parte, colpito da Giaccherini e da Xavi, oltre alle ghiotte occasioni fallite da Maggio e Piqué. A fine match Prandelli elogia i suoi, pur con qualche rimpianto: «Ai rigori tutto può capitare, siamo stati sempre in gara dal primo all’ultimo minuto e abbiamo fatto una partita molto buona. La Spagna è ancora davanti a noi perché lavora da anni su certi concetti con grande continuità, ma stiamo migliorando anche noi. Vorrei rigiocare la partita in altre condizioni». Il commissario tecnico azzurro dedica la partita all’ex centravanti Stefano Borgonovo, che proprio quel giorno muore dopo otto anni di battaglia contro la terribile Sclerosi laterale amiotrofica.

Italia Spagna 2013

Maggio e Jordi Alba nella sfida di Confederations Cup 2013