Maurizio Compagnoni

O la va o la spacca. E questo rende molto bella e molto intrigante la sfida del Bernabeu. Andiamo a giocarcela con una formazione molto offensiva: un 4-2-4 che è rarissimo vedere nel nostro calcio. Bravo Ventura a provarci. E il giudizio di chi scrive non cambierebbe anche se dovesse vincere con ampio margine la Spagna.

Giocare con il doppio centravanti e due esterni offensivi come Candreva e Insigne non è incoscienza. Si può fare, anzi si deve fare a patto che i quattro davanti partecipano alla fase difensiva. E lo daranno, perché a aiutare la squadra appartiene alle loro caratteristiche. L’equilibrio non è dato dal numero di difensori o di attaccanti che si schierano ma dalla disponibilità dei protagonisti a giocare per la squadra e non per sé stessi. Ventura sa che può contare su questa disponibilità e ci prova. Anche perché il pari non serve a nulla, la classifica del girone ci obbliga a vincere.

É palese che battere la Spagna al Bernabeu, a prescindere dall’atteggiamento tattico, non è facile. All’andata sfiorammo la vittoria nel finale ma per due terzi di partita fummo messi sotto. Ecco che la partita di questa sera, fondamentale per il risultato, darà anche delle risposte importanti a Ventura sulla reale consistenza della sua nazionale. Perché al Mondiale si può andare anche attraverso lo spareggio. Il vero problema sarebbe andare al mondiale con una squadra inadeguata. Sulla carta credo di poter dire che siamo forti. È arrivato il momento di dimostrarlo sul campo.