Luigi Pellicone

Il Belgio garantisce una certezza all’Italia. La Nazionale gioca i prossimi play off per la qualificazione mondiale. Resta da capire contro chi e se al sorteggio sarà testa di serie. Anche se conta poco, a questo punto. Le forche caudine aspettano gli azzurri, che devono uscirne indenni: o si attraversa l’inferno, o si brucia la possibilità di vivere l’avventura mondiale. Un’ipotesi che il gruppo azzurro non vuole neanche prendere in considerazione.

Riunione, senza lo staff tecnico

Nel pomeriggio, i calciatori si sono guardati in faccia. Da soli. Hanno chiesto e ottenuto il permesso di parlarsi. Forse per chiarirsi? Da quanto filtra, Buffon avrebbe fatto da garante e richiesto al CT un confronto chiarificatore. Da cui sarebbe scaturito un patto. Tutti uniti per il Mondiale. Nessuno vuole rinunciare a questa avventura. La Russia è l’ultima chiamata di una grande kermesse internazionale per Barzagli, De Rossi, Buffon e Marchisio e forse Chiellini. E sarebbe la prima esperienza mondiale per Immobile, Belotti e gli altri giovani. Insomma, tutti hanno un buon motivo per non perdere il volo per Mosca.

Un patto in tre punti?

Dall’incontro sarebbe scaturito un patto. In tre punti chiave. In primis. Niente paura. Pensare positivo. Il problema di chi affronterà l’Italia è degli avversari, non certo degli azzurri. La seconda linea guida si legherebbe, invece, ai rapporti in campo. I senatori avrebbero chiesto più personalità ai nuovi. I giovani invece vorrebbero sentire maggiore fiducia da parte dei compagni. Il pallone deve passare fra i piedi di tutti con uguale serenità: di chi lo consegna e di chi lo riceve. Il terzo punto sarebbe la diretta conseguenza del secondo. Cementare il gruppo. Coinvolgere tutti. Non a caso Belotti e Marchisio avrebbero raggiunto il gruppo in hotel. La sensazione, o la speranza, è che l’1-1 contro la Macedonia possa fungere da contraccolpo psicologico in positivo. Una figuraccia che sproni a unirsi e migliorarsi.