Luigi Pellicone

Countdown agli sgoccioli. La Svezia ci aspetta. Sebbene non superi gli azzurri da quasi 20 anni e le abbia buscate spesso e volentieri, questa volta gli scandinavi sono assai fiduciosi. Sic transit gloria mundi. Come si battono i vichinghi? Cuore, muscoli e nervi saldi. Il modulo è l’ultima cosa che conta in una partita del genere, ma qualcuno (inteso sia come CT che come sistema di gioco) dovrà pur sceglierlo. E allora, quale Italia contro la Svezia? Le convocazioni lasciano aperti più spiragli. 4-3-3 o 4-2-4. E pare che il tecnico stia provando il 3-5-2. I punti fermi sono pochi, 27 convocati troppi. Tant’è.

L’Italia che lotta: il 3-5-2

Il modulo forse più caro agli azzurri e che ha già fatto piangere la Svezia agli Europei. Anche in questo caso gli interpreti non mancano. BBC in difesa, e non ci piove. Gli esterni possono essere offensivi o difensivi. Zappacosta e Spinazzola, oppure Florenzi e Candreva (spostabile anche a sinistra) a tutta fascia. Centrocampo di muscoli e cervello con De Rossi o Jorginho al centro, spalleggiati da Verratti e Parolo. In attacco c’e ampia scelta: Immobile può giocare, in primis, con Belotti, poi in alternativa con Zaza (con cui rispolverare la “coppia ignorante”) oppure con un “piccolo”, come Eder e Insigne. L’interista è più duttile tatticamente e adatto a giocare a due. Il napoletano, in questo caso, sarebbe il più penalizzato in quanto non abituato a giocare in coppia. Si può rinunciare al miglior talento, per i primi 90′ e indossare guanti e tuta da lavoro? Una scelta di conserva per poi sfruttare il fattore campo al ritorno.

L’Italia che non cambia: il 4-2-4

Ventura però potrebbe benissimo decidere di non cambiare idea e giocarsi i play off con un modulo che, serataccia di Madrid a parte, ha sempre funzionato. Il rischio è sempre quello: lasciare in mano il centrocampo agli avversari anche se, questa volta, rispetto a Macedonia ed Albania, tornerebbe la coppia titolare formata da De Rossi e Verratti. Travolta in Spagna, d’accordo, ma la Svezia in comune c’ha solo l’iniziale. Più che altro, sarebbe curioso capire chi formerebbe il poker d’attaccanti. Chi accanto a Immobile? Eder, che porta fortuna? Belotti, che è il più compatibile? Zaza, che vede la porta? Sulle fasce giocherebbero Candreva (o Florenzi) e Insigne. E a quel punto sorgerebbe una domanda. Ma Jorginho, cosa l’ha convocato a fare?

L’Italia che ragiona: il 4-3-3

Il modulo più sensato, considerando stato di forma e uomini, è il 4-3-3. Il che significherebbe restituire Verratti al suo posto di mezzala e De Rossi in mezzo al campo a corpo a corpo con gli svedesi. Jorginho giocherebbe con il pallone e il cronometro. Ma Ventura affiderà, chiavi in mano il centrocampo azzurro al faro del Napoli, poco più che un esordiente? L’alternativa è il capitano della Roma vertice basso, con Verratti e Parolo ai lati. Anche il tridente avrebbe più senso, con Insigne a fare il suo, ovvero l’esterno d’attacco e Candreva a mettere palloni in mezzo per Immobile.