Adriano Stabile

E’ una storia lunga 104 anni quella delle sfide tra Italia e Svezia. Sono 22 i precedenti tra le due nazionali con 10 vittorie azzurre, 6 svedesi e altrettanti pareggi. 27 i gol dell’Italia contro i 24 degli scandinavi. In gare di tornei ufficiali il bilancio è di 4 vittorie a testa e 2 pareggi.

Italia-Svezia, cinque precedenti da ricordare

LA PRIMA CON POZZO: Svezia-Italia 0-1 del 1° luglio 1912. Il primo incontro è a Stoccolma, in casa svedese, in occasione della quinta Olimpiade. Italia e Svezia si affrontano nel torneo di consolazione dopo essere state eliminate, al primo turno, rispettivamente da Finlandia e Olanda, entrambe vincenti ai supplementari. Fischio d’inizio alle 19, davanti a 2.500 spettatori nel Råsundastadion di Solna, sobborgo della capitale svedese: gli azzurri, guidati da un 26enne Vittorio Pozzo in panchina, schierano gli esordienti Modesto Valle, terzino della Pro Vercelli, e Luigi Barbesino, interno che farà la storia del Casale.

Il nostro capitano è Giuseppe Milano, anima della Pro Vercelli che in quegli anni conquista cinque scudetti, mentre la stellina è Renzo De Vecchi, terzino del Milan che, nonostante i 18 anni di età, è già soprannominato “il figlio di Dio”. Il gol della vittoria azzurra è firmato dopo 30 minuti da Franco Bontadini dell’Inter, schierato all’ala destra. «Segnò dopo una grande fuga – scrive Pozzo nella “Storia illustrata della nazionale di calcio” – dominati da quel momento fino al termine, non fummo ripresi più. Ricordo che il pubblico era furibondo». Gli azzurri insomma, ottenuto il vantaggio, si arroccano in difesa, riuscendo a contenere il forcing della Svezia, grazie anche al nostro portiere Campelli, in gran forma. Per nazionale italiana è la prima vittoria all’estero della storia, dopo due anni di vita.Italia Svezia precedenti 1912

ZOFF DICE ADDIO: Svezia-Italia 2-0 del 29 maggio 1983. A Göteborg si consuma il definitivo disfacimento della nazionale campione del mondo 1982, che il ct Bearzot decide di rifondare dopo questa debacle. Gli azzurri, a secco di successi proprio dalla finale iridata contro la Germania Ovest, perdono nettamente a Stoccolma, dicendo addio alle speranze di qualificazione per gli Europei dell’84. Tra gli azzurri si salva soltanto il più vecchio, Dino Zoff, portiere di 41 anni e capitano, autore di una prestazione magnifica in risposta alle recenti critiche per il match perso contro la Romania ad aprile e la finale di Coppa dei Campioni che la sua Juve ha sciupato contro l’Amburgo, quattro giorni prima. L’incontro è senza storia: un’Italia molle commette tanti errori e si lascia purgare dalle reti di Sandberg al 31’ e del futuro atalantino Strömberg al 56’.

Italia Svezia precedenti

Zoff e Erlandsson prima del match del 29 maggio 1983

La formazione azzurra, riletta oggi, fa impressione per potenzialità e curriculum: Zoff, Gentile, Cabrini, Oriali, Collovati, Scirea, Conti, Tardelli, Rossi, Antognoni, Graziani. La benzina mundial però è finita da tempo: Scirea e Graziani, soprattutto, finiscono sul banco degli imputati. «Sono contento per la prestazione di Zoff – dice Bearzot a fine gara – perché nessuno lo voleva più in squadra. Il fatto che sia stato il migliore attesta comunque che gli svedesi hanno meritato la vittoria». Ancora non è noto, ma per il mitico portiere azzurro è l’ultima gara della carriera. Il 2 giugno 1983 convoca una conferenza stampa a Torino e saluta tutti: «Appendo le scarpe al chiodo perché sono stato sconfitto da un avversario imbattibile, la mia carta d’identità – dice quel giorno Zoff – preferisco chiudere in bellezza, anche se sono fisicamente a posto».

VIALLI SUPERSTAR: Italia-Svezia 2-1 del 14 novembre 1987. A Napoli si gioca la gara decisiva per le qualificazioni agli Europei dell’88 e la nazionale di Vicini soffre, ma non delude. Il San Paolo, gremito di 60 mila spettatori, soffia sulla vela azzurra spingendola al successo per 2-1. Tra gli svedesi ci sono quattro “italiani”: il capitano Hysen della Fiorentina, Strömberg dell’Atalanta, Ekström dell’Empoli e Corneliusson del Como. E’ però Vialli il match-winner, con una doppietta. Al 27’ l’attaccante della Sampdoria trafigge Ravelli con un diagonale da posizione angolatissima. Undici minuti più tardi la Svezia pareggia grazie a Peter Larsson, con un tiro dal limite dopo un’azione insistita. Ci pensa ancora Vialli, allo scadere del primo tempo, a segnare il gol della vittoria, di prepotenza, con un destro al volo ravvicinato. Nella ripresa Zenga mette al sicuro il successo con due grandi parate, su Larsson lanciato a rete e su una punizione di Prytz.

Tra i protagonisti della partita Giannini della Roma, bravo nel dettare il lancio in profondità, e De Agostini, subentrato all’infortunato Francini sulla fascia sinistra e autore dei due assist vincenti. Da registrare anche una buona dose di nervosismo: Altobelli prima risponde con stizza al pubblico napoletano che rumoreggia poi fa il gesto dell’ombrello a Hysen, a fine gara. Bagni invece litiga con Strömberg nell’intervallo e poi mostra il pugno verso la panchina avversaria dopo il fischio conclusivo. «Il primo gol era da posizione quasi impossibile – racconta Vialli ai giornalisti – non posso dire di aver proprio tirato lì, mi è andata bene. Forse ho avuto un po’ di fortuna». L’Italia si qualifica per Euro ’88 e il ct Vicini gongola.

MARCIA AZZURRA: Italia-Svezia 2-1 del 19 giugno 2000. E’ la terza gara del girone eliminatorio degli Europei in Belgio e Olanda: l’Italia, nonostante sia già qualificata per i quarti di finale, onora l’impegno superando la Svezia. Il ct azzurro Dino Zoff (che nell’83 aveva lasciato il calcio proprio contro la Svezia) fa un ampio turn-over, cambiando otto elementi rispetto alla gara precedente: il gioco non brilla, ma il risultato, a Eindhoven, premia l’Italia. Di Livio salva sulla linea dopo 9 minuti, Ljungberg spara a lato a porta vuota al 13’ poi Di Biagio, al 39’, porta in vantaggio gli azzurri con un’incornata su calcio d’angolo di Del Piero.

Nella ripresa Toldo è provvidenziale su un tiro ravvicinato di Patrik Andersson, ma non può nulla al 77’, quando Henrik Larsson si presenta tutto solo e lo scarta su assist di Kenneth Andersson, favorito da un errato disimpegno di Di Biagio. Nel finale, all’88’, la Svezia restituisce il favore con Daniel Andersson che si fa soffiare il pallone da Montella, tocco per Del Piero e fiondata all’incrocio per il definitivo 2-1. «Abbiamo sofferto molto per il grande caldo – spiega Di Biagio – ma c’è da essere soddisfatti perché abbiamo vinto contro una squadra che doveva assolutamente batterci per poter sperare nel passaggio del turno». L’Italia sarà protagonista di Euro 2000, fermata soltanto in finale contro la Francia da un golden gol di Trezeguet.

ECCO IBRAHIMOVIC: Italia-Svezia 1-1 del 18 giugno 2004. A Oporto, nel girone eliminatorio di Euro 2004, gli azzurri di Trapattoni non vanno oltre il pareggio contro gli scandinavi, complicando assai il passaggio del turno. E’ il giorno in cui Ibrahimovic colpisce con un incredibile tacco al volo. Peraltro l’attaccante svedese si fa già vedere al 9’, con un tiro di poco alto dopo un tacco di Ljungberg. Del Piero ci prova in due occasioni prima del gol di testa di Cassano al 37’, su cross da destra di Panucci. Buffon è strepitoso su Mellberg al 78’, ma non può nulla, a cinque minuti dalla conclusione, sulla magia di Ibrahimovic.

A fine partita c’è tanta amarezza tra gli azzurri. Cassano dedica il gol all’amico Totti, squalificato con la prova tv per lo sputo a Poulsen della Danimarca nel match precedente. Panucci esce dal campo quasi in lacrime mentre Buffon rievoca il Mondiale 2002: «Sembrava di rivivere la sera di Daejeon (contro la Corea del Sud, n.d.r.), un gol così all’ultimo, quando non puoi più fare nulla». La delusione di quella sera si trasforma in rabbia e disperazione dopo quattro giorni quando, nonostante il successo sulla Bulgaria, l’Italia viene eliminata dal pareggio “biscotto” tra Svezia e Danimarca.