Riccardo Stefani

700 g di farina, una noce di burro, Svezia, Danimarca e giusto un pizzico di Cassano, tanto per dare quel retrogusto amaro al biscotto scandinavo. Cuocere a fuoco lento per tredici anni. Attenzione: non è ancora digeribile.

GLI INGREDIENTI

Parlare d’azzurro è sempre complicato, perfino per chi lo veste. Non solo per l’onore ed onere che si ha nel rappresentare calcististicamente la propria nazione, ma anche per le strane leggi e fenomenologie dei grandi tornei. Due anni prima, nel mondiale coreano, l’Italia aveva conferito fama globale all’arbitro ecuadoriano Byron Moreno. Poi, due anni dopo, arriva Euro 2004… L’organico della nazionale è molto simile a quello partito per la Corea due anni prima, con un Perrotta e un Oddo in più e un Doni ed un Coco in meno. Ma soprattutto l’Italia parte con una delle edizioni di Antonio Cassano meglio riuscite. Senza dimenticarsi del Trap, il più affidabile dei CT.

PROCEDIMENTO

Dal 12 al 22 giugno i ragazzi del Trap sono ospiti di due città portoghesi (Guimaraes e Oporto) per le tre partite del gruppo C. Nella prima gli azzurri si trovano ad affrontare la Danimarca del milanista Martin Laursen e del bianconero (friulano) Per Kroldrup. La partita, nonostante il pareggio, finisce con più di un risultato negativo. Una TV danese non sottolinea soltanto la nuova acconciatura di Francesco Totti, ma immortala il capitano della Roma in una delle sue più famose reazioni: dopo l’ennesimo spintone subito dal biondo Poulsen, il Pupone suggerisce in maniera poco elegante al danese di porsi a distanza. Sputo, tre giornate di stop e, in caso di mancata qualificazione, ci si rivede nel 2006. Quattro giorni dopo arriva un altro pareggio con una scandinava: è 1 a 1 contro la Svezia, con una rete di Cassano e l’incredibile goal di tacco di Ibrahimovic.

COTTURA

Lo sconforto avvolge il Bel Paese. I due pareggi azzurri e la Bulgaria a zero punti lasciano presagire qualcosa di ‘friabile’: per la UEFA passano alla fase eliminatoria le prime due, anche a pari punti ed il fattore discriminante (in caso la terza abbia totalizzato lo stesso numero di punti) sarà la differenza reti. L’odore di pasta frolla è già nell’aria. Che di per sè non sarebbe male, se non fosse che nel calcio i biscotti non sono ben visti. Il finale è quello che conosciamo tutti: rimonta dell’Italia sulla Bulgaria con rete, corsa e pianto di Cassano, che nel frattempo viene avvisato del pareggio per 2-2 (toh, giusto il risultato che serviva) tra Danimarca e Svezia. L’ultimo fotogramma dell’europeo azzurro raffigura dei tifosi scandinavi che mostrano uno striscione che recita impietoso: 2-2 Ciao Italia. Ecco, sarà il caso di ripensarci. E di ricordare alla Svezia che la vendetta è un piatto che va servito freddo. Anche tredici anni.