Luigi Pellicone

L’Italia di Ventura si gioca la qualificazione ai mondiali giocando come se fosse agli…Europei. Sarà 3-5-2, un modulo che non rispecchia a pieno le idee di Ventura, ma che è figlio di una scelta ben precisa. Il biglietto per i mondiali va strappato con lacrime, sangue e sudore. Altro che calcio libidinoso: l’Italia si mette gli scarponi di lavoro per raschiare fino al fondo del terreno, pur di trovare il passaggio che conduce fino a Mosca. E quando il gioco si fa duro, i duri entrano in campo. I calciatori più affidabili, quelli più esperti. Il blocco che ha ben figurato agli Europei del 2016. Insomma, più che l’Italia di Ventura, per uomini e atteggiamento, con la Svezia si vedrà l’Italia di Conte. Anche a partire dal modulo scelto per lo spareggio.

Il “consiglio” dei senatori

Il cambio di modulo non è certo figlio delle ultime settimane. Nasce da Torino, ma c’entra poco o nulla con il 3-5-2 utilizzato quanto il CT era alla guida dei granata. Tutto affonda le radici nella notte di Madrid, quando l’Italia ha perso l’aereo diretto per la Russia, ma anche identità e certezze. Una debacle che è rimasta addosso agli azzurri e che si è manifestata in tutta la sua virulenza nell’1-1 contro la Macedonia.

Un risultato che ha incontrovertibilmente demarcato la linea di confine fra il Ventura vecchio corso e la gestione 2.0, quella figlia della famosa “riunione” che ha cementato il gruppo. Dopo il consulto fra senatori e giovani, senza il tecnico, evidentemente si è innescato qualcosa. C’è stato un consiglio, nel senso pieno del termine. Frutto del confronto o quel che sia. La verità la conosce solo chi era dentro quelle mura. L’unica certezza è che questa nazionale è molto più simile alla precedente che a quella impostata dall’attuale CT sino alla notte del Bernabeu. E chi lo ha deciso, importa francamente poco. Mai come questa volta, conta solo il risultato.

Un’Italia che può e deve vincere

Al di là del modulo, tutto dipenderà dall’interpretazione del match. Umiltà, determinazione e tanto sangue freddo. Stringi stringi, però, il concetto si riassume nei nomi. E anche da quel punto di vista, Ventura va sul sicuro. Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini. Parolo, De Rossi e forse anche Florenzi. L’Italia che scende in campo a Stoccolma è quella che per sei o sette undicesimi ha affrontato e superato i vichinghi al termine di una partita agonica a Euro 2016. In panchina? Ovviamente Antonio Conte. Allora, fu sufficiente un lampo di Eder. Questa volta sarà necessaria una prova di carattere. Una partita fatta di testa e cuore, perchè il talento c’è, ed è già abbondantemente superiore, ma da solo potrebbe non bastare.