Antonio Di Gennaro

Ci siamo. L’Italia deve vincere e ci può riuscire solo con un atteggiamento diverso. Serve maggiore cattiveria, un’attenzione a livello tattico, maggiore incisività fisica. E se c’è lo scontro si accetta, senza cercare alcun alibi.

Ventura ha scelto il 3-5-2, un modulo che conosce. Sacrificato Insigne, che non può giocare esterno a tutta fascia né nel 4-2-4 né nel 3-5-2. A questo punto bisognerebbe chiedere a Ventura perché lo abbia convocato. Non ha senso retrocederlo, lui è un esterno d’attacco ideale per il 4-3-3, in una squadra che arriva facilmente in porta attraverso il gioco in un fazzoletto di campo. In questo senso, bisognerà anche valutare l’impatto nel match di Jorginho. L’utilizzo del napoletano esclude quello di Daniele De Rossi, cosi come all’andata è stato sbagliato utilizzare il romanista insieme a Verratti. I due non sono compatibili. Jorginho invece ha molto senso come centrocampista centrale. Può giocare e convivere con Florenzi e Parolo, purché le due mezzali lavorino molto a livello tattico. Dovranno essere capaci di tenere le distanze, proporsi in avanti e coprire le spalle al regista del Napoli che si esalta in una squadra corta, capace di praticare un calcio raccolto. Proprio per questo mi aspetto una squadra particolarmente aggressiva.

Serata particolare anche per Ventura, che si gioca 40 anni di carriera in novanta minuti. Il commissario tecnico si è infilato in una situazione particolarmente difficile ma sono convinto che questa nazionale sia capace di ribaltare il risultato e portarci ai mondiali. Resta da capire se poi l’attuale CT resterà al suo posto anche un volta conseguita la qualificazione: qualcosa, dopo la trasferta in Spagna è successo. E sono scaturite delle situazioni che andrebbero comunque rivalutate. A bocce ferme quando tutto sarà finito e l’Italia, come ne sono certo, alla fase finale dei Mondiali, non è escluso che in seno alla federazione vi possano essere dei ripensamenti. Anche le parole di Ventura, in questo senso, sono significative. L’importante, però, è andare ai mondiali. Non arrivarci sarebbe drammatico. Proprio non riesco a immaginarmi un’Italia fuori dalla competizione.