Mattia Deidda

Il Manchester City elimina la pratica Watford con un netto 6-0. Partita mai in discussione. Gli uomini di Guardiola hanno applicato lo spartito in maniera impeccabile. Prima pagina per Aguero, autore di una tripletta, ma l’attenzione di tutto il mondo si ferma adesso su Gabriel Jesus. Un altro gol nella lista, un’altra partita degna di nota. La difficoltà di un calcio fisico come quello che si gioca in Inghilterra non lo sfiora minimamente. Il City ha tra le mani un gioiello.

Tuttofare di lusso

Prima punta ma anche esterno. Lavoro sporco? Meglio di no, ma anche se fosse non c’è problema. Uno dei migliori giovani del panorama mondiale nella mani di Guardiola. Risultato? Tutto da scoprire. Servirlo dentro l’area di rigore significa andare a segno. La carta d’identità segna solamente vent’anni. Il dato che più balza all’occhio: classe 1997. Arrivato a Manchester la scorsa stagione. Alle seconda partita (febbraio) trova subito il gol. Alla terza gara la prima doppietta. Bloccato poi da una frattura al metatarso, è tornato alla fine di aprile, giusto in tempo per segnare altri quattro gol in sei partite. Il miglior dato possibile è che tutti e quattro i centri arrivano in gare differenti. Sbagliato definirlo solo attaccante: vede gli spazi come i migliori trequartisti. La passata stagione non solo sette gol in dieci partite, ma anche quattro assist.

Brasile e Argentina: che attacco, per Guardiola

Stagione iniziata sulla scia di quella passata: sei partite e cinque gol, uno in Champions League. Aguero guarda e ringrazia. L’intesa tra i due è ottima. Tanto che spesso è l’argentino a servire la palla vincente per il brasiliano. Non c’è egoismo, ma solo un obiettivo in comune: vincere. Guardiola sorride. Contro il Liverpool la settimana scorsa, Aguero si è trovato davanti il portiere: nessun tiro, ma passaggio in orizzontale per far segnare Gabriel Jesus. Un passaggio che vale più di mille parole. Difficile, forse impossibile, trovare un brasiliano di vent’anni che viene gettato nel campionato inglese e non soffre la competizione. Senza dubbio il gioco di Guardiola lo esalta e lo aiuta. Cosi complementari, Aguero e Gabriel Jesus: è l’arma segreta del tecnico. Le difese perdono le loro tracce, il City può giocare senza dare punti di riferimento agli avversari.

Neymar osserva e sorride

A Parigi c’è un brasiliano che segue con attenzione. Neymar non si sente più solo. Gli ultimi anni della Nazionale brasiliana non sono stati all’altezza delle aspettative. La stella del Paris Saint-Germain era l’unico in grado di esprimere quello che veramente significa giocare con la verdeoro. Adesso non più. Gabriel Jesus parla la stessa lingua dell’ex Barcellona. I dati registrati in Nazionale non sono diversi da quelli del club: sei partite e cinque gol. In Russia il Brasile torna a far paura.