Redazione

Salvate il soldato Joao Mario. E, sopratutto, un investimento di 40 milioni di euro. In questo preciso momento, se l’Inter mettesse il portoghese sul mercato, non lo venderebbe mai per quanto l’ha pagato. Bene. Suning è ricco, mica scemo. Come si traduce minusvalenza in cinese? Appunto. Meglio, dunque, provare a valorizzare un capitale finito disperso in una stagione nata male e finita peggio. Spalletti, in questo senso, è l’allenatore ideale. A Roma ha resuscitato Fazio, rivitalizzato Dzeko, scoperto Palmieri, reso Nainggolan un top player. Insomma, è l’uomo giusto per  il miracolo.

Joao Mario, alzati e cammina. In fondo, non sei cosi scarso come ti hanno dipinto. Anzi. Neanche un anno fa era inseguito da mezza Europa. Alla fine…se n’è andato lui. Ultima giornata di campionato: Lazio – Inter si gioca con l’agonismo dei minuti finali della partita di calcetto del giovedì. Quando, per capirsi, si pensa già a cosa ordinare per cena, piuttosto a cosa accade in campo. Ecco, l’atmosfera era proprio quella: Joao Mario, in compagnia dell’amico Gabigol, lascia la panchina prima del fischio finale.

Un errore ammesso e pagato. Adesso, il portoghese è pronto a ricominciare. Certo, se qualcuno credesse in lui, senza posizionarlo a caso in campo, sarebbe anche meglio. Del resto, il ragazzo ha un suo perché: è in grado di giocare fra le linee, ricoprire qualsiasi ruolo di centrocampo. Ha, come tutti i lusitani, un’ottima tecnica di base e sa adattarsi a qualunque soluzione tattica. Controindicazioni: non ha un fisico imponente, ma è bravo negli inserimenti alle spalle dei difensori centrali. Insomma, potrebbe ricalcare sia le orme di Nainggolan che quelle del primo anno di Pjanic. O più avanzato, o più arretrato. La terza alternativa, affatto disprezzabile, è l’impiego a destra. Un ritorno alle origini, forse complicato: quel posto è occupato da Candreva.

Premesso ciò, si va al sodo: il modulo dell’Inter sarà un 4-2-3-1 in cui Joao Mario può ricoprire tre ruoli. Esterno, secondo centrocampista centrale davanti la difesa, con il compito di costruire gioco. Oppure centrale alle spalle di Icardi, per sfruttarne i movimenti e inserirsi negli spazi. Forse Joao (ri)partirà da lì. La scommessa è piazzata. Occhio, perché Spalletti, di solito, le vince.