Luca Marchetti

Dopo Jo jo Jovetic è il turno di Keita a Montecarlo. E si conclude così salvo colpi di scena clamorosi, una delle telenovelas dell’estate. Keita e la Lazio trovano la loro pace, dopo mesi di liti, attacchi, esclusioni, certificati, proposte, rifiuti, accuse e repliche.

Non poteva che essere il mercato a ripianare questa situazione arrivata letteralmente a un punto di non ritorno.
Dopo mesi di corteggiamento bianconero la Juve si ritrova fra le retrovie. Va detto che pubblicamente Marotta ha detto che per Schick e Keita la Juventus non avrebbe più mosso un dito, ormai quasi due settimane fa. Ma la verità è che i dirigenti bianconeri continuavano a tessere la trattativa, per entrambi. Gli incontri con la Samp e gli agenti di Schick, le telefonate sull’asse Calenda. La Juve “controllava” la situazione, insomma. Pronta per eventualmente sferrare l’attacco decisivo nelle ultime giornate o addirittura nelle ultime ore.
Nel frattempo cominciava a muoversi anche l’Inter. Keita da sempre è stato nei pensieri nerazzurri, ma le esigenze di mercato non avevano fatto ancora incrociare le loro strade. I contatti con la Lazio, recentemente, si sono intensificati, ma l’accordo con Lotito era praticamente impossibile da raggiungere viste le necessità di bilancio nerazzurre. Per non parlare dei tentativi delle altre, fra tutte il Napoli…
Alla fine è uscito il Monaco: come si dice, fra i due litiganti… che Keita l’ha sempre tenuto sott’occhio, ha sempre flirtato con la Lazio. L’occhio per i talenti nel principato l’hanno sempre avuto. Una volta ceduto Mbappé si sono buttati a capofitto su Keita. Trattative intense, vere, concrete. Prima con Tare, il giorno dei sorteggi, poi con Calenda. Infine di nuovo con Lotito: addirittura con Jorge Mendes, punto di riferimento per i monegaschi, che è volato fino a Venezia per poi risalire a Cortina a stringere l’accordo con la Lazio. 30 milioni di euro più bonus. Keita nelle prossime ore dovrebbe dire sì e presentarsi nel Principato per fare le visite mediche.
Il condizionale è sempre d’obbligo, ma a tre giorni dalla fine i colpi di scena per una trattativa così complessa sono difficili da fare…