Adriano Stabile

Julian Nagelsmann ha ancora la faccia da ragazzino, eppure ha carisma e conoscenze tattiche in quantità industriale. A 29 anni è il più giovane allenatore della storia della Bundesliga (a parte la parentesi ad interim di Bernd Stöber, allenatore del Saarbrücken per una gara, a 24 anni, nell’ottobre 1976): dell’11 febbraio scorso guida l’Hoffenheim nel massimo campionato tedesco. All’epoca peraltro Nagelsmann di anni ne aveva ancora 28, essendo nato il 23 luglio 1987 a Landsberg am Lech, nel sudovest della Baviera: subentrato all’olandese Huub Stevens con la squadra penultima in classifica (a 7 punti dalla zona salvezza), è riuscito ad evitare all’Hoffenheim la retrocessione, guadagnandosi la conferma anche per l’attuale Bundesliga, iniziata con tre pareggi in altrettante giornate.

Julian Nagelsmann

Julian Nagelsmann (foto www.achtzehn99.de)

JULIAN NAGELSMANN, SPERANZA DELL’HOFFENHEIM

Nella pur giovane rosa dell’Hoffenheim ci sono tre calciatori suoi coetanei: il centrocampista svizzero Pirmin Schwegler e gli attaccanti Sandro Wagner e Adam Szalai (ungherese con un passato nel Real Madrid B). L’altro centrocampista Eugen Polanski, tedesco di origine polacca, ha un anno più di Nagelsmann mentre il portiere di riserva Alexander Stoltz, che con le sue 33 primavere è il più anziano dell’Hoffenheim, supera di 4 anni l’età del proprio allenatore.

LA CARRIERA DA CALCIATORE STRONCATA A 20 ANNI
Julian Nagelsmann, come calciatore, è cresciuto da ragazzino nell’Issing prima di giocare, ancora a livello giovanile, nell’Augsburg (2002), nel Monaco 1860 (2002-07) e nuovamente nell’Augsburg (2007-08). Una serie di problemi a un ginocchio l’hanno costretto all’addio ai campi di calcio a poco meno di 21 anni, faceva il difensore. «E’ stato triste lasciare così giovane. In un primo momento non volevo saperne più del calcio», ha raccontato Nagelsmann. Christian Träsch, oggi al Wolfsburg, e Fabian Johnson del Borussia Mönchengladbach, erano suoi compagni di squadra nel Monaco 1860: hanno avuto più fortuna di lui affermandosi in Bundesliga da calciatori.

Julian Nagelsmann

Nagelsmann è nato il 23 luglio 1987 (foto www.achtzehn99.de)

«NON HO PAURA, PORTO NUOVI STIMOLI»
Dopo l’iniziale delusione Julian Nagelsmann si è ributtato nella mischia facendo una prima breve esperienza nell’Augsburg e poi lavorando nello staff tecnico della squadra under 17 del Monaco 1860 tra il 2008 e il 2010. Successivamente è passato all’Hoffenheim under 17, assumendo la guida tecnica della squadra nel 2011, dopo un anno di apprendistato al fianco del precedente allenatore. Nel gennaio 2013, a 25 anni, è stato promosso in prima squadra per collaborare con Frank Kramer, Marco Kurz e Markus Gisdol, allenatori che si sono susseguiti in pochi mesi sulla panchina bollente dell’Hoffenheim. A luglio di quello stesso anno è tornato a guidare la formazione under 19 (portandola al titolo tedesco nel 2014), con cui è rimasto fino alla storica nomina del febbraio scorso. « Non ho paura, penso di poter portare stimoli nuovi grazie al mio approccio», disse al momento del debutto in Bundesliga, pur con l’Hoffenheim in una situazione di classifica disperata.

Julian Nagelsmann

Nagelsmann in panchina (foto www.achtzehn99.de)

TUCHEL E’ IL SUO MENTORE, LUI SOGNA GUARDIOLA
I risultati gli hanno dato ragione: salvezza raggiunta e conferma in panchina guadagnata. Nagelsmann, che ha un contratto fino al 2019, dice di ispirarsi a Guardiola (che è un allenatore relativamente giovane, ma ha 16 anni più di lui…), ama il pressing e nell’Hoffenheim si è dimostrato assai versatile finora, alternando molti moduli (soprattutto 4-3-3 e 3-5-2), adottando sia la difesa a tre che a quattro. Thomas Tuchel, erede di Klopp sulla panchina del Borussia Dortmund, è stato il primo a scommettere su di lui come tecnico nel 2008, prendendolo con sé come collaboratore per qualche mese nella seconda squadra dell’Augsburg. «Julian Nagelsmann è un allenatore giovane molto curioso e grande lavoratore – ha detto Tuchel del suo allievo – ha ottenuto successi eccezionali nel calcio giovanile. Credo in lui». Il tempo è dalla sua parte: Nagelsmann è in grado di usarlo al meglio.