Riccardo Gentile

Luglio 1987, un’estate di quasi 30 anni fa. A Landsberg am Lech, un comune della Baviera di quasi 30.000 abitanti, nasce Julian Nagelsmann. Più o meno nello stesso periodo, Roma e Milan perfezionano il passaggio di Ancelotti dal giallorosso al rossonero. Comincerà così la sua seconda storia d’amore da calciatore, più ricca di successi e segnata da un incontro che poi risulterà decisivo per il suo percorso da allenatore. Prima Liedholm e poi Sacchi, non male come apprendistato. Dando un’occhiata al Palmares dell’attuale allenatore del Bayern, non si può certo dire che non sia stato un buon allievo. In piccolo, e considerando che tra i due ci sono ben 28 anni di differenza, lo stesso si può dire di Julian Nagelsmann che nelle giovanili dell’Augsburg faceva il secondo a Tuchel.

Nagelsmann, 10 giornate da urlo

Sabato, prima della sosta per le nazionali, col suo Hoffenheim, l’allenatore più giovane di sempre nella storia della Bundesliga è uscito dall’Allianz Arena senza perdere. Un pareggio non certo frutto del caso, ma di un lavoro cominciato lo scorso febbraio, quando subentrò in corsa a Huub Stevens portando la squadra del penultimo posto alla salvezza. La notizia non è tanto questa, visto che a volte basta una scossa per far cambiare marcia a una squadra, quanto il cammino nelle prime 10 giornate di questa nuova stagione. L’Hoffenheim è imbattuto, ad appena 4 punti dalla vetta e se alla pari del Bayern ci fosse anziché il RedBull Lipsia il Borussia Dortmund a quest’ora Nagelsmann avrebbe collezionato molte più prime pagine. Una neopromossa in testa fa più notizia, ma il distacco è talmente lieve che già tra qualche settimana la classifica potrebbe raccontarci una storia diversa.

Il Bayern di Ancelotti è stato fermato dall'Hoffenheim di Nagelsmann

Il Bayern di Ancelotti è stato fermato dall’Hoffenheim di Nagelsmann

IL MINI MOURINHO ORA PUNTA A VINCERE COME ROY HODGSON
Quella scritta finora, è di sicuro una favola, per un ragazzo (è ancora il caso di chiamarlo così) costretto a smettere di giocare a soli 21 anni per i continui infortuni al ginocchio, ma che adesso si sta prendendo la sua rivincita. Tim Wiese, ex portiere dell’Hoffenheim stagione 2012-13,  che oggi è passato dal calcio al Wrestling, soprannominò Nagelsmann il Mini Mourinho. Due anni dopo, quando Julian era ancora allenatore delle giovanili, la società decise di fargli firmare un contratto triennale senza sapere che di lì a poco avrebbe avuto bisogno di lui addirittura per salvare i più grandi. Il coraggio all’Hoffenheim non è mancato, puntualmente premiato dal talento di un allenatore che è già nella storia. Il record di più giovane di sempre in Germania è già suo, ora non gli resta che provare l’impensabile e imitare chi addirittura riuscì a vincere. Capitò in Svezia, al Malmoe  nel 1974 con il 26enne Bob Houghton in panchina e all’Halmstadt, guidato da un certo Roy Hodgson che nel 1976 aveva appena 29 anni. E pensare che quella squadra, nella stagione precedente, si era salvata per il rotto della cuffia, un po’ come è capitato all’Hoffenheim la scorsa stagione.