Redazione

È stato un giugno caldo, a tratti afoso, dove le temperature hanno superato i livelli di guardia. Anche a Torino, dove neanche qualche sgrullata d’acqua ha avuto gli effetti desiderati. La Juve ha deciso. E ha deciso senza bollenti spiriti. Ha deciso in stile siberiano, senza se e senza ma. Dani Alves è diventato “Danni” Alves. Messo alla porta con un comunicato ufficiale. Troppe parole, troppi pensieri scritti in libertà. I suoi account social letti e non graditi. Meglio star zitti e chiudere in un anno una parentesi ricca di soddisfazioni. La Vecchia Signora non l’ha presa bene: risoluzione del contratto e nemici come prima.

Il brasiliano è andato oltre. Cuore Barca e le sue ragioni da salvaguardare. Non giovane ma neanche vecchio per il City di Guardiola, possibile ultima meta di una carriera che –  se fosse stato per lui –  l’avrebbe blindata a doppia mandata proprio in Catalogna. Eppure, Dani Alves anche questa volta ci smentisce. Parla ancora, anzi, scrive ancora. E ci racconta che va via per  altri motivi. Non per una questione di soldi. Dani Alves ha un cuore puro, gioca al calcio per divertimento e ci tiene a sottolinearlo. Dani Alves è insomma uno che dice quello che pensa  e pensa a quello che dice.  Conferma tutto e non ritratta nulla. Dybala per diventare grande deve andare al Barca e la foto dello scarpino della finale vinta con i blaugrana sulla Juventus nel 2015 postata su Instagram resta nel suo cuore, che però per molti tifosi bianconeri è meno puro di quel che dica. Il suo congedo è a tratti ecumenico. Dice di amare il calcio e tutti coloro che ne fanno parte. E che mai il danaro potrà trattenerlo in qualche posto.

dani alves dybala

Dani Alves ha suggerito a Dybala di cambiar squadra

Gioca per passione, dunque. E vorrebbe il City perché Manchester è una bella città in cui arricchire la sua esperienza di vita che vuole restare densa di emozioni e non solo di vittorie da ricordare. I tifosi juventini non capiscono granché e non si adeguano. La maggioranza si schiera: meglio perderlo che trovarlo. Già, ma adesso che si fa? Chi rimpiazzerà “Danni”, il pensatore? Marotta avrà il suo bel da farsi. Danilo del Real Madrid sarebbe la migliore opzione possibile per riempire il buco lasciato a destra. Si fanno i nomi di scorta. Spinazzola, Darmian, De Sciglio e altri ancora. Al dI là dell’età di Alves, il danno non è da poco. La Juve resta forte, ma resta probabilmente più vulnerabile. Tra i tifosi serpeggia malumore e una certa preoccupazione. Uno di quel livello non è facilmente sostituibile. È un dato, non un parere.

Ed è un altro dato, dopo la delusione di Cardiff, che ancora non si sia sparato un colpo, che un grande calciatore non si sia presentato a Vinovo e dintorni. A giugno, in questi anni, a Torino c’è sempre stato uno sbarco amichevole e mai un addio. Dybala, Tevez, Mandzukic, Pjanic sono stati gli acquisti di primo piano. Subito, prima dell’apertura vera e propria delle danze. Acquisti che hanno fatto la differenza. Anche lui, Dani Alves, un anno fa, arrivò a giugno tra grandi propositi. Doveva essere l’uomo della Champions. Lo è stato fino alla finale. Ora, un altro finale da scrivere. Il brasiliano saluta tra luci e molte ombre. Senza rancore, senza pensare al danaro e con il cuore in mano dice grazie a tutti. Siamo sicuri che sia così? Ci dobbiamo credere? Ancora un po’ e sapremo. Guardiola, forse, ne sa molto più di noi.