Maurizio Compagnoni

Di Maurizio Compagnoni. Il sospetto (fondato) è che sta per cominciare un campionato equilibrato come non accadeva da tempo. Buttare giù una griglia di partenza non è facile anche perché il mercato è in pieno svolgimento ed è molto probabile che almeno tre delle cinque formazioni più forti faranno investimenti importanti da qui a fine mese. Prendiamo il caso della Roma, la seconda parte del precampionato è stata decisamente deludente con le brutte sconfitte di Siviglia e (soprattutto) Vigo. La società non è riuscita a trovare il sostituto di Salah, giocatore fondamentale nell’ultima stagione. Under è talentuoso ma è troppo tenero, Defrel a destra è adattato e, con tutto il rispetto, non sembra all’altezza di sostituire Salah. Anche perché ha caratteristiche differenti che lo hanno trasformato in prima punta. Del resto è stato preso come sostituto di Dzeko.

Ora in questo momento, anche per l’infortunio dell’eccellente Karsdorp (grande acquisto) la Roma parte dietro in una ipotetica griglia. Dietro Juve e Napoli, ma anche dietro le milanesi. Però se nelle ultime ore di mercato dovesse arrivare uno tra Mahrez (ipotesi che sembra sempre più improbabile), Munir o Cuadrado le prospettive cambierebbero decisamente in meglio.

Chi metto in pole? Beh è facile: Juventus e Napoli. Si anche la Juve, ovviamente. D’accordo, ha perso male la Supercoppa contro la Lazio e ha perso Bonucci e Dani Alves ma gli acquisti di Douglas Costa, Bernardeschi e Matuidi forse sono passati un po’ troppo sotto traccia. Resta qualche perplessità sull’usura di Matuidi, giocatore di corsa e muscoli (pur con una tecnica non disprezzabile) che non è più un ragazzino ma, almeno nell’immediato futuro, il rendimento del francese dovrebbe essere fuori discussione. Magari qualche perplessità sul sistema di gioco, visto che nel PSG ha sempre giocato a tre ma quando Deschamps in nazionale lo ha fatto giocare a due non è sembrato spaesato. Bisogna capire la Juve come reagirà alla perdita di una leader come Bonucci e che effetti avrà la sconfitta con la Lazio. Le alternative sono due: o stuzzica l’orgoglio dei bianconeri, rilanciandone determinazione e voglia di vincere e allora può avere effetti molto positivi; oppure può incrinare entusiasmo e autostima e, almeno nell’immediato, provocare qualche contraccolpo negativo. Ecco perché le prime due partite contro Cagliari e Genoa saranno fondamentali per indirizzare la stagione della Juve.

Il Napoli ha diritto di considerarsi favorita quanto la Juve. Perché non ha cambiato nulla, ha fatto un precampionato saggio, lavorando duro in trentino senza inseguire i lauti ingaggi delle trasferte intercontinentali e, soprattutto, arriva dai 48 punti del girone di ritorno. La sensazione è che la squadra di Sarri sia nel pieno di un percorso di crescita che la sta portando a livello dei rivali. E’ chiaro che per arrivare a contendere lo scudetto alla Juve Sarri ha bisogno che si ripeta Mertens. Ma delle ultime partite mi pare che il belga sia messo discretamente bene.

Dietro le due grandi favorite metto le milanesi. Ovviamente ho qualche dubbio che possano essere già competitive per il titolo ma sono convinto della loro ampia crescita rispetto all’ultima stagione. L’Inter per gli acquisti (Skriniar in particolare) ma anche per l’arrivo in panchina di uno come Spalletti, accolto magari in modo tiepido dal popolo nerazzurro ma che ha ribaltato a suo favore i commenti in poco più di un mese. L’Inter è più tosta e più convinta delle sue potenzialità e Icardi sembra più sereno rispetto a un anno fa.

Il Milan ha aumentato moltissimo la sua qualità. Non c’è paragone con la rosa che ha centrato a fatica il sesto posto. L’arrivo di Kalinic è un’arma in più per Montella. Tra l’altro il croato era uno dei preferiti dell’allenatore, anche più di qualche nome roboante. Sarebbe stupido parlare di ripiego. Kalinic è poco mediatico ma è uno che lavora tantissimo per la squadra e può arrivare comodamente a 15 gol senza rigori. Che non sono pochi. Ora il problema è trovare l’assetto giusto, mettere i giocatori in condizione di esaltarsi. Osservando la rosa Montella ha molte soluzioni ma dovrà essere bravo a trovare quella giusta. Fondamentale partire bene, perché il Milan ha bisogno di conservare il ritrovato entusiasmo dei suoi tifosi. Della Roma ho detto: per il momento è dietro perché ha un buco grosso: l’attaccante di destra. Ma se Monchi piazza il colpo, il discorso cambia.

Alle spalle di queste cinque squadre c’è sicuramente la Lazio. Che è partita alla grande con la Supercoppa. Il problema si chiama Keita: dovesse tornare il sereno tra il giocatore e la Lazio per Simone Inzaghi si aprirebbero scenari esaltanti. Attenzione all’Atalanta: è vero che ha perso giocatori fondamentali ma dal mercato sono arrivati elementi molto interessanti: Palomono, Castagne e Mancini dietro; Schmdit (in Brasile andava forte) e De Roon (ottimo ritorno!) a centrocampo; Cornelius, Ilicic ma soprattutto Orsolini davanti. E poi Gasperini è una garanzia.
La Fiorentina ha cambiato moltissimo: vediamo se Simeone si conferma. Tanti, forse troppi giocatori, rappresentano delle incognite. I terzini sembrano decisamente non all’altezza. Ma Veretout e Benassi sono due ottimi rinforzi per il centrocampo. Attenzione al Torino: Cairo ha messo a disposizione di Mihajlovic una squadra che può comodamente andare in Europa.