Paolo Valenti

Le jeux sont fait. Il 28 maggio si è chiusa ufficialmente la stagione 2016-17 con l’ultimo verdetto che mancava, quello che ha spinto nell’inferno della serie B l’Empoli e ha premiato la tenacia del sogno del Crotone di Davide Nicola, capace di  un’impresa che solo poche settimane fa sembrava impossibile anche solo da immaginare. Bellezze di una stagione che ha segnalato diversi spunti di ripresa per tutto il movimento calcistico italiano che, subito dopo i consuntivi di fine anno, si proietta sulla prossima stagione con la curiosità di capire con quali obiettivi si ripresenteranno al via le “sette sorelle” che hanno occupato le prime posizioni della serie A.

Paulo Dybala, 19 gol complessivi in stagione

Dittatura bianconera

A partire, noblesse oblige, dalla Juventus. Campione d’Italia per la sesta volta di fila, ai nastri di partenza della temporada 2017-18 sarà ancora la squadra da battere, a prescindere dall’esito dell’imminente finale di Champions League che le concede la possibilità di incrementare ulteriormente palmares, potere economico e distanza dalle inseguitrici. Marotta e Paratici punteranno sicuramente a un mercato intelligente, capace di aumentare ancora la forza di una squadra che oggi, in Italia, solo il ricorso a grossi sforzi di fantasia (o vogliamo chiamarli atti di fede?) può aiutare a dare speranza a chi la insegue. In parte dipenderà anche dall’andamento della finale di Cardiff che, nella malaugurata ipotesi di esito negativo, potrebbe spingere i bianconeri a orientare tutta la prossima stagione esclusivamente sulla Champions League, interpretando il campionato come un’ottima preparazione per vincere la Coppa. Insomma, i bianconeri sembrano ancora destinati a gestire un regime che oggi appare più solido di quello della vecchia Unione Sovietica.

Eusebio Di Francesco

Eusebio Di Francesco, probabile nuovo tecnico giallorosso

ROMA: IL NUOVO CORSO DI FRANCESCO
 Il gol di Perotti al novantesimo della gara col Genoa ha fatto tirare un enorme sospiro di sollievo a tutta la dirigenza giallorossa. L’accesso diretto alla Champions League porterà denaro fresco nelle casse della società, consentirà una programmazione lineare della preparazione estiva e non obbligherà Monchi ad  eccedere con le cessioni importanti: una dovrebbe essere più che sufficiente a dare ristoro alle esigenze del fair play finanziario. Ma questo potrà bastare per avvicinare, e possibilmente superare, la vecchia Signora? Difficile pensarlo oggi, alla luce di quanto si è detto sopra. La Roma arriverà ai nastri di partenza della prossima stagione con una rosa ampliata da giovani di qualità, necessaria per competere su due fronti impegnativi come Champions e Serie A. Una squadra che in Italia sarà sicuramente competitiva: rimane difficile capire se riuscirà a migliorarsi. Tre le incognite oggi non ponderabili: l’adattamento del nuovo tecnico (Di Francesco?) a una panchina “pesante”; l’impatto della partecipazione in Champions League sui risultati del campionato e la gestione delle aspettative di una piazza che, accecata dalla febbre di vincere una competizione, considera fallimentare la gestione di una società che ha raccolto tre piazze d’onore e un terzo posto negli ultimi quattro campionati.

NAPOLI: TRA CERTEZZE E L’INCOGNITA CHAMPIONS
Un 2017 scoppiettante per i partenopei: vittorie, gol, spettacolo, riduzione delle amnesie di gioco ai minimi sindacali. Ha fatto tremare fino all’ultimo secondo la Roma per l’accesso immediato in Champions League mentre nelle coppe ha dovuto frenare il suo cammino solo davanti alle due finaliste di Cardiff. Si presenterà allo start della prossima stagione appaiata alla Roma nell’inseguimento alla Juventus ma con maggiori certezze: un’identità di gioco ormai collaudata accompagnata da una consapevolezza dei propri mezzi accresciuta. Anche per la squadra di Sarri vale la stessa considerazione fatta per i giallorossi: sarà sufficiente per appianare il gap con i bianconeri? Come colmarlo visto che le casse di De Laurentiis quest’anno non potranno beneficiare di cessioni eccellenti come quelle di Higuain e Cavani? Sulla stagione avrà il suo peso anche il preliminare di Champions League, che non darà al Napoli la certezza delle risorse a disposizione fino a pochi giorni dalla chiusura del calciomercato e costringerà gli azzurri a cominciare anzitempo una stagione che, se giocata da protagonista, sarà molto lunga.

Fantacalcio-consigli

Franck Kessiè, vicinissimo al Milan per 28 milioni

ATALANTA POST MIRACOLO
 Squadra rivelazione del campionato troverà sicuramente delle difficoltà a ripetersi: per mancanza di abitudine al ruolo e per una campagna acquisti che probabilmente le toglierà gli uomini migliori (Gagliardini è già partito a gennaio, Kessie andrà al Milan e quasi certamente anche Conti è destinato a partire). Per indovinare il ruolo che giocheranno i nerazzurri nella prossima stagione, sarebbe fondamentale conoscere il “piano industriale” di Percassi: provare a consolidare i risultati sportivi raggiunti con la curiosità di provare ad affacciarsi al piano superiore della competitività o capitalizzare e ripartire daccapo? Più plausibile il secondo approccio, maggiormente congruo alle potenzialità del territorio e del bacino d’utenza di cui l’Atalanta può godere. Ferma restando la possibilità di mantenere un rendimento elevato attraverso l’innesto di nuovi giovani da lanciare e l’asse di intesa con la nuova Inter cinese.

Milinkovic e Hamsik durante la gara d’andata tra Napoli e Lazio

LAZIO: CEDERE PER REINVESTIRE, CON L’OBIETTIVO CHAMPIONS
 Dopo l’ennesima buona stagione sportiva portata a termine da Lotito e i suoi collaboratori, tra i quali la sorpresa Inzaghi, i biancocelesti punteranno all’accesso in Champions League, sfruttando la possibilità di ottenerlo anche attraverso il quarto posto che, dal prossimo anno, tornerà a garantirla. Per farlo si punterà a ultimare un mercato che consenta di incrementare qualità e quantità della rosa, mantenendo in salute le finanze del club. Fondamentali: operazioni in entrata alla Milinkovic Savic e la cessione di uno dei pezzi più appetiti dal mercato.

MILAN: IL RITORNO TRA LE GRANDI
L’acquisto di Kessie e la firma di Montella sembrano fugare dubbi e perplessità legate alle effettive capacità economiche della nuova proprietà cinese
che, nonostante l’enorme debito contratto per acquistare il Milan, sembra avere risorse e idee già chiare su come procedere per riportare il team ai successi di un tempo. Certo, l’opera di ricostruzione della competitività perduta è imponente: una difesa da ricostruire mantenendo gli uomini migliori (Donnarumma in primis), un centrocampo per il quale Kessie è un ottimo innesto ma non può rimanere il solo e un attacco che deve trovare almeno due elementi di valore sui quali puntare. Insomma, molto lavoro da fare a Milanello. A partire dal calciomercato, che dovrà essere ottimo e che dovrà consegnare a Montella un gruppo sul quale lavorare in campo attraverso capacità motivazionali, applicazione e pazienza per riportare il Milan alle posizioni di classifica che storicamente gli competono. Un’avventura tutta da vivere.

spalletti europa league

Spalletti durante la sfida di Europa League col Lione

INTER SENZA PIU’ BONUS
Nerazzurri necessariamente pronti all’ennesima ripartenza
. Dopo le turbolenze di un’annata che non è riuscita a portare nemmeno l’accesso ai preliminari di Europa League, Suning e il management sono subito ripartiti con l’urgenza di porre le basi per la nuova stagione, mettendo sotto contratto Walter Sabatini e, quasi sicuramente, Luciano Spalletti, ricomponendo un tandem che nella Capitale ha trovato intesa e comunanza di vedute. Nonostante le indubbie disponibilità economiche, la proprietà cinese di Corso Vittorio dovrà fare i conti col fair play finanziario. Chiara, quindi, la scelta del nuovo direttore sportivo, prestigiatore di plusvalenze, che tramite il player trading avrà il compito di mettere nelle mani del mister di Certaldo una squadra depurata di vecchi elementi e integrata con volti nuovi, più o meno giovani, magari raccolti in parte tra i pretoriani di Spalletti. Difficile, al momento, intravedere quello che sarà il prodotto finito, con l’unica certezza che il lavoro sul campo dell’allenatore toscano rimane una garanzia di bel gioco e buoni risultati. Da verificare, infine, l’influenza che, su questi risultati, potrà avere un ambiente agitato come quello nerazzurro: Spalletti ha dimostrato di non gradire certe situazioni. Il supporto di una solida struttura societaria sarà fondamentale per consentirgli di portare avanti il lavoro senza scontri che possano disamorarlo precocemente.