Matteo Muoio

Un rigore al 97′ ha rovinato i piani di Montella. Anche se il Milan non ci sta e protesta con l’arbitro Massa per il tocco di mano di De Sciglio che ha sancito il rigore decisivo trasformato dall’argentino: 31esima vittoria di fila per la Juve allo Stadium. Allegri adesso ha pareggiato i conti. Montella aveva fermato la Juve due volte. Anzi, a dicembre era riuscito pure a riportare un trofeo a Milanello, la Supercoppa Italiana conquistata a Doha proprio contro i bianconeri. Un mese prima aveva vinto la sfida di campionato a San Siro grazie al bolide di Locatelli, patrimonio rossonero lanciato dall’Aeroplanino.

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Locatelli esulta dopo il gol alla Juve, il secondo in serie A. Il primo lo aveva segnato al Sassuolo

Il precedente: l’apoteosi viola del 2013

Vero, i precedenti parlano di sole 3 vittorie in 12 incontri contro la Juve per Montella allenatore, ma va detto che il tecnico campano non ha mai guidato una squadra in grado di giocarsela alla pari con la corazzata bianconera. Infatti i suoi 3 successi hanno fatto molto rumore, specie il primo, nell’ottobre 2013. Perché all’epoca guidava la Fiorentina e la rivalità tra toscani e bianconeri è tra le più sentite del campionato. Perché quella Juve, la Juve di Conte, non perdeva praticamente mai. Al Franchi, quel pomeriggio, Montella decise di schierarsi quasi a specchio, con un 3-5-1-1 prudente che vedeva Aquilani fare da guastatore dietro Giuseppe Rossi. Una partita pazzesca, che a fine primo tempo sembrava già chiusa, con la Juve in vantaggio di due reti grazie alle firme di Tèvez – su rigore – e Pogba. Pepito Rossi però non aveva ancora iniziato il suo calvario, era capocannoniere del campionato e probabilmente, in quel momento, il miglior attaccante italiano: nel secondo tempo ribaltò la gara con una tripletta pazzesca, poi trovò gloria pure Joaquin. Quel 4-2 rappresenta probabilmente il momento più alto dell’esperienza di Montella alla Fiorentina.

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Giuseppe Rossi contro Chiellini

SAN SIRO E DOHA, BIS IN DUE MESI. COME?
Montella ha dovuto aspettare 3 anni per battere nuovamente la Juve, ma lo ha fatto alla grande. A fine ottobre i suoi si imponevano 1-0 a San Siro grazie alla magia di Locatelli. Vittoria di misura, ma non frutto del caso. Certo, a Pjanic è stato annullato un gol regolare, Dybala è uscito dopo mezzora per infortunio, ma l’Aeroplanino l’aveva preparata alla grande. Squadra accorta e compatta, Locatelli stopper aggiunto alla Busquets e Bonaventura praticamente a uomo su Pjanic. Il Milan ne aveva di più della Juve – che veniva dall’impegno di Champions – l’ha messa sull’intensità e ha avuto la meglio. Quel Milan, al secondo posto e a soli due punti dai bianconeri, era la vera sorpresa del campionato, per qualche sprovveduto pure l’anti-Juve. Comunque, due mesi dopo, nella Supercoppa di Doha a Montella riesce il secondo colpaccio. Affronta una Juve decisamente più tonica rispetto alla versione diesel autunnale e decide di giocarsela a viso aperto. La formazione è praticamente la stessa, eccezion fatta per Bertolacci nei 3 di centrocampo con Bonaventura che scala nel tridente al posto di Niang. Il Milan prova a fare la partita ma subisce la rete di Chiellini, non si scoraggia e sul finire del primo tempo trova il pari con Bonaventura. La partita è apertissima e regala emozioni da una parte e dall’altra. Non bastano i 90’ regolamentari e neppure i supplementari, la partita si decide ai rigori, la decide il fenomeno Donnarumma e la freddezza di Pasalic.

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La premiazione di Doha. Il Milan non vinceva un trofeo da quasi 6 anni