Francesco Cavallini

Cinquanta e non sentirli. Massimiliano Allegri arriva all’Olimpico con un anno di più e spera di lasciare Roma aggiungendo anche un trofeo alla sua già ricca bacheca. La Supercoppa, persa lo scorso dicembre a Doha contro il Milan e nel 2014 contro il Napoli, è l’unico titolo nazionale che la Juventus del Conte Max è riuscita a non vincere in ogni occasione. Per il resto, con tre Scudetti e altrettante Coppe Italia, la Vecchia Signora ha fatto decisamente bingo. Allegri si affaccia alla nuova stagione ma, complice qualche addio di troppo e un precampionato non esattamente scintillante, affronta la sfida contro la Lazio di Inzaghi con qualche preoccupazione di troppo. Condizione fisica, scelta del modulo, ma soprattutto degli uomini.

Chi ha il posto assicurato in questa Juventus?

A differenza delle scorse Juventus del tecnico toscano, in cui c’era un undici di base ben riconoscibile e sottoposto a minime variazioni, quest’anno in alcuni ruoli c’è un’abbondanza che fa spavento, mentre in altri le scelte sono complicate per motivi diversi. Ad oggi, la formazione di base dei bianconeri è un’incognita per più della metà delle maglie. In attesa di ulteriori movimenti di mercato (soprattutto a centrocampo), ci sono cinque calciatori che sembrano particolarmente certi di giocare la maggior parte dei match. A partire ovviamente da Buffon, che inizia quella che potrebbe essere l’ultima stagione della sua straordinaria carriera. Poi c’è Alex Sandro, il padrone della fascia sinistra. Pjanic, l’unico in grado di garantire il guizzo a centrocampo. E la coppia argentina Dybala-Higuain, vero asse centrale di questa Juventus.

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Buffon con la Supercoppa Italiana

E gli altri sei? Per loro inizia quello che a cavallo tra anni Ottanta e anni Novanta è stato un simpatico passatempo televisivo. Il gioco delle coppie. Già, perchè le sei maglie da assegnare sono tutte segnate da qualche tipo di dualismo, che starà ad Allegri sciogliere nella maniera migliore. Alcune scelte influiranno su altre, perchè l’equilibrio deve regnare, e di certo avranno il loro bell’effetto nello spogliatoio. Problemi di abbondanza. Ad averne, direbbe qualsiasi allenatore. Ma non è sempre così, perchè i mal di pancia, soprattutto da parte di chi era abituato al posto fisso, sono sempre dietro l’angolo. Vediamo comunque chi sono i partecipanti a questa edizione del gioco e chi, a rigor di logica, potrebbe scendere in campo all’Olimpico…

Chiellini – Benatia

La clava. Non che i due centrali della Juventus non sappiano (volendo) giocare di fino, ma della coppia difensiva rappresentano quelli più fisici e più portati al contrasto con l’avversario, piuttosto che all’anticipo o alla copertura. Nelle amichevoli estive Allegri ha sapientemente mischiato le carte, provando diverse combinazioni, sempre però con effetti non esattamente edificanti. La difesa rispetto allo scorso anno balla di più. Perchè manca l’Innominato col 19 e perchè, che piaccia o no, gli anni passano per tutti, compreso Chiellini. Che però resta il favorito per la maglia da titolare, soprattutto per la dose di esperienza che il toscano porta in dote, ma anche per la scelta che dovrebbe avvenire dall’altro lato del centroarea bianconera…

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Chiellini, esulta dopo la rete al Barcellona in Champions League

Barzagli – Rugani

Il fioretto. Difensori eleganti, puliti e con la tendeza all’anticipo. Il presente che sta diventando passato e quello che si proietta verso il futuro. Questa per Rugani è la stagione della consacrazione. L’ex Empoli dovrà dimostrare di poter raccogliere un’eredità importante, proprio quella di Barzagli, che delle sei stagioni scudettate è stato splendido protagonista. Ma che ora, complici alcuni acciacchi che stanno diventando cronici, deve lasciare spazio ai giovani. Rugani favorito quindi, in coppia con Chiellini, per un misto di esperienza e gioventù che di certo può giovare ad entrambi i centrali della Juventus.

De Sciglio – Lichtsteiner

Lichtsteiner di questa Juve è l’usato sicuro. Sei anni di affidabilità, scaricando di continuo il contachilometri sulla fascia destra e garantendo anche una certa propensione a farsi vedere in zona gol. Poi è l’ex di lusso, il che potrebbe spingerlo ad impegnarsi ancora di più in allenamento. De Sciglio è il nuovo che avanza, anche se essendo alla settima stagione in A è ormai anche un veterano. Ma non ha convinto molto in preseason e l’abitudine dello svizzero al sistema di gioco potrebbe spingere Allegri a schierare lui piuttosto che l’ex Milan. Probabilmente è il ballottaggio più tirato, ma alla fine l’esperienza dovrebbe avere la meglio e consegnare la maglia a Lichtsteiner.

Mattia De Sciglio in maglia azzurra

Marchisio – Khedira

Fino a un paio di settimane fa il tedesco sarebbe stato certo del posto da titolare accanto a Pjanic, ma l’evoluzione tattica della squadra e soprattutto il prepotente ritorno sulla scena del Principino hanno sconvolto le gerarchie, regalando ad Allegri un altro dubbio. Con il bosniaco che spesso e volentieri scende quasi al limite della sua area a prendersi la sfera, il centrocampo rischia di soffrire da un punto di vista fisico, soprattutto contro la folta mediana che Inzaghi ha intenzione di schierare sull’erba di casa. Basterà questo scenario per convincere l’allenatore juventino a regalare un’opportunità a Marchisio? Quasi certamente no, ma è molto probabile che tra i due centrocampisti ci sia una staffetta, soprattutto in caso di match molto tirato.

Douglas Costa – Cuadrado

Le due frecce dell’arco di Allegri si sfidano nel primo dei tanti sprint che segneranno la loro stagione (a meno di un addio del colombiano). Sulla destra, complice la natura meno arrembante dei due terzini rispetto alla propensione offensiva di Alex Sandro, il tecnico si può permettere di schierare calciatori più rivolti verso la porta avversaria che verso la propria metà campo. Altro dubbio pesante, che verrà sciolto solo all’ultimo. Dalla sua Cuadrado ha i meccanismi ben oliati, ma ha anche un pregio che in questo ragionamento diventa un difetto. Quando entra dalla panchina, è in grado di spaccare le partite. Possibile quindi che Allegri dia fiducia a Douglas Costa (che del resto ha lasciato il Bayern proprio perchè non giocava da titolare) per poi inserire il colombiano in corso d’opera, per sfruttare la sua velocità contro avversari stanchi.

Juventus record

Mario Mandžukić, 7 gol in questo campionato.

Bernardeschi – Mandzukic

Dulcis in fundo, la scelta che può far saltare il banco. Mandzukic, l’equilibratore, quello che corre per due e copre le folate di Alex Sandro? Oppure Bernardeschi, il talento più offensivo in grado di offrire altre soluzioni per Dybala e Higuain? Anche solo per riconoscenza, probabile che Allegri consegni la maglia al croato, che è stato davvero l’arma in più della scorsa stagione. Ma c’è di più. Il timore, fondato, di scardinare gli equilibri trovati a fatica neanche un anno fa, rischia di relegare spesso Bernardeschi a un ruolo di comprimario. Se poi l’ex viola mostrerà di poter ricoprire il ruolo di Mandzukic senza far mancare l’apporto in difesa del numero 17, allora sarà lotta ad armi pari. Ma al momento, l’onnipotente Mario (come lo chiamano i suoi fan) si tiene stretto il posto.

Roma, ma non solo. È abbastanza semplice prevedere che questi dualismi si ripresenteranno durante tutto il corso della stagione. Per questo, a differenza degli scorsi anni, quando l’undici titolare era bello che fatto e serviva solo qualche aggiustamento, ad Allegri non dovranno mancare diplomazia e furbizia. Ma l’allenatore campione d’Italia parte con un dato di buon auspicio. Da ieri, ha un anno in più. E con l’età, di solito, aumenta anche la saggezza.