Francesco Cavallini

Quando Allegri si è presentato a Torino, ormai più di tre anni fa, si è trovato tra le mani una squadra pensata e costruita a misura del suo predecessore, quell’Antonio Conte che gli ha lasciato in eredità un gruppo compatto ed una corazzata capace di far rotta verso altri tre Scudetti consecutivi. Max, arrivato con la voglia di spaccare il mondo e dare la sua impronta, ha capito subito che sconvolgere il pianeta Juventus non era esattamente la migliore delle idee e piuttosto che imporsi immediatamente ha preferito dare la sua impronta alla squadra con calma, senza strafare. Ora però l’era Conte è lontana anni luce e l’undici bianconero che vediamo è figlio delle scelte e delle decisioni di Allegri. 

Scelte controverse ma vincenti

Allegri che, nel corso degli anni, non sempre ha avuto rapporti idilliaci con i suoi calciatori. C’è stato il caso Bonucci, che ha lasciato alla Juventus un buco difensivo e che ha fatto arrabbiare i tifosi, che nel numero 19 vedevano un simbolo e non hanno digerito il suo addio, additando il tecnico come primo responsabile. Forte delle vittorie e delle finali raggiunte Max ha fatto spallucce, ha incassato il nuovo fantasmagorico contratto e ha continuato a lavorare e a costruire la sua Juventus. In estate non tutte le ciambelle sono riuscite con il buco e non tutte le sue richieste sono state esaudite. Una in particolare però sì, quella che ha portato a Torino Mattia De Sciglio.

De Sciglio, una scommessa per la Juventus

Pagato dodici milioni di euro nonostante il contratto in scadenza, De Sciglio è di certo l’acquisto meno apprezzato della campagna di mercato bianconera. Forse perchè alla prima presenza ufficiale è sembrato timido e impacciato, oltre a farsi superare con troppa facilità da Lukaku in occasione del 3-2 di Murgia. Più probabilmente però, il ragazzo non è visto dalla tifoseria come un calciatore da Juventus e sicuramente non il profilo in grado di sostituire un gigante del ruolo come Dani Alves. Sulle prime questo concetto deve essere stato abbracciato anche a Corso Galileo Ferraris, se è vero che si sono cercati altri calciatori in quella posizione (Cancelo su tutti), ma alla fine è passata la linea Max.

Se il terzino fallisce, sono guai per tutti

Fino ad un certo punto però, perchè l’acquisto di Howedes non va visto solo come un rinforzo al pacchetto centrale, ma anche come un puntello a destra in caso di fallimento di De Sciglio. Che durante la sosta ha continuato a lavorare assieme all’allenatore. Il tecnico punta ad un pieno recupero psicologico di un calciatore che alla soglia dei 25 anni deve decidere cosa vuole fare da grande. Le qualità ci sono e Allegri, che lo ha lanciato al Milan permettendogli di raggiungere anche la maglia della Nazionale, ha puntato forte su di lui, prendendosi di fatto la completa responsabilità della scelta, nei confronti della squadra e dei tifosi. Che sono pronti a rinfacciargliela alla prima occasione utile. È una scommessa rischiosa. E può costare molto ad entrambi.