Francesco Cavallini

La Juventus perde la Supercoppa contro la Lazio. Per carità, per la legge dei grandi numeri prima o poi doveva accadere. Le ultime finali contro i biancocelesti avevano sempre sorriso alla Vecchia Signora, al punto che più di qualche tifoso laziale cominciava a pensare ad una vera e propria maledizione. La serata dell’Olimpico interrompe questa striscia positiva, ma soprattuto pone degli interrogativi pesanti sul reale stato di forma (tecnica e tattica) della squadra di Allegri. Una Juventus spenta, irriconoscibile, che con una folata d’orgoglio ha provato a ribaltare il match negli ultimi minuti, ma che proprio quando credeva di avercela fatta si è sciolta come neve al sole. Di chi è la colpa? E soprattutto, cosa è mancato?

Alla Juventus è mancato il mercato

In primis, il mercato. In più di un senso. Basta scorrere l’undici schierato da Allegri per notare qualcosa di strano. Nessun volto nuovo. La Juventus dell’Olimpico è quella di Cardiff, almeno per nove undicesimi. Mancano, come è ovvio, Bonucci e Dani Alves, che a maggio nella conquista della Coppa Italia contro i biancocelesti erano stati grandi protagonisti. Al loro posto in campo Benatia e Cuadrado, due rappresentanti della vecchia guardia. Strano però, dato che Marotta e Paratici hanno speso un totale di circa 100 milioni per tre calciatori che potevano, seppur in maniera diversa, contribuire a sostituire i due celebri partenti. Allegri boccia il mercato juventino, senza se e senza ma. C’è da comprendere il perchè. Riconoscenza verso chi in questi anni ha portato la Juventus a due finali di Champions? O poca fiducia nei confronti di chi è arrivato da poco?

allegri

La Juventus sconfitta a Cardiff

Partiamo dalla difesa. Bonucci è probabilmente sul divano di casa, Dani Alves è impegnato ad aiutare l’esordiente Neymar a demolire il Guingamp. Rispetto al 4-1 contro il Real Madrid, nel reparto arretrato manca però solo il neo-milanista, perchè il brasiliano era stato schierato in avanti. In ogni caso, accanto a Chiellini prende posto Benatia, protagonista di una partita deficitaria, sia in fase difensiva che nel contributo alla manovra. Non sarebbe stato meglio schierare Rugani? O Barzagli? Uno dei due è da escludere a priori, perchè impegnato in un’altra zona di campo. Il difensore toscano presidia infatti la fascia destra, come nell’infausta serata gallese. Ma la Juventus non ha comprato De Sciglio, pagandolo tra l’altro 12 milioni? Certo, ma alla prima partita che conta davvero l’ex rossonero è seduto in panchina. Prima, sonora bocciatura. Tanto più che Marotta sta ancora cercando di ottenere il sì del Valencia per assicurarsi Cancelo.

Allegri vorrebbe un centrocampista, che continua a non arrivare

Guardiamo poi al centrocampo. Dove il mercato latita, nonostante un po’ tutti in casa Juventus lo considerino il reparto con più urgente necessità di una ristrutturazione. Khedira e Pjanic, Pjanic e Khedira, stesso mantra di Cardiff e stesso identico risultato. I due vengono letteralmente divorati dalla mediana affollata, veloce e potente della Lazio, che con Parolo, Savic e soprattutto Lucas Leiva fa quel che vuole in mezzo al campo. Stavolta non sono le proprietà di palleggio a fare la differenza, ma la condizione fisica. Gli juventini camminano, i laziali volano. A centrocampo, ma anche in ogni reparto. Siamo sicuri che Allegri, tra un volo intercontinentale e l’altro, abbia potuto lavorare serenamente sul fondo? E comunque, preparazione a parte, manca il centrocampista di rottura. Lo si dichiara in tutte le salse da inizio giugno, ma siamo a metà agosto e quella casella non è ancora stata riempita. E qui ad Allegri c’è oggettivamente da rimproverare poco.

Juventus record

Mario Mandžukić, fedelissimo di Allegri.

In avanti, assieme all’impalpabile Higuain e al neopromosso 10 Dybala, sulla sinistra c’è Mario Mandzukic. Scelta prevedibile, il pretoriano di Allegri non poteva mancare. Questione di equilibri. Dall’altra parte, dove nella finale di Champions sgroppava Dani Alves, c’è Cuadrado. Che corre, dribbla, prende anche qualche calcione di troppo, ma non riesce ad incidere sul match. Chi invece, nel tempo che gli è concesso, lo fa e anche bene è Douglas Costa, che deve ancora prendere confidenza con la squadra e con le piccole furbizie del calcio italiano (cerca sempre di saltare l’avversario che entra in ritardo, invece di guadagnare un calcio di punizione e magari un giallo), ma che nella mezzora che è in campo fa intravedere buone potenzialità. E allora perchè non è stato schierato dall’inizio? Seconda bocciatura, anche se ha più il sapore di una bella rimandata a settembre, nel senso più letterale del termine.

De Sciglio e Bernardeschi deludenti

Assieme a Douglas Costa entra anche De Sciglio, che prende il posto di Benatia e permette a Barzagli di riposizionarsi al centro della difesa. Ma che mostra anche perchè Allegri non lo ha schierato dal primo minuto. Timido, impacciato, poco propositivo. Nonostante questo la Juventus riesce nel miracolo di recuperare il match, ma poi arriva il patatrac, con l’esterno destro che si fa saltare come un birillo da Lukaku e di fatto regala la Supercoppa alla Lazio. Se De Sciglio voleva mettersi in mostra, ha scelto il modo peggiore. Chi invece ha solo un quarto d’ora per incidere sulla partita (e comunque non ci riesce) è Bernardeschi, che sostituisce Mandzukic più per disperazione che per altri motivi. Anche lui da rivedere, soprattutto per giustificare i 40 milioni spesi per portarlo a Torino. Milioni che, sommati agli altri due subentrati, fanno quasi 100. Spesi bene o spesi male, non è ancora dato a sapersi, ma di certo spesi nei ruoli sbagliati. Se compri un terzino e adatti un centrale pur di non farlo giocare, qualche problema c’è. Se spendi novanta milioni per due esterni d’attacco, quando ne hai già due che consideri dei titolari, il dubbio che le risorse potessero (e dovessero) essere investite altrove diventa legittimo.

La serata dell’Olimpico certifica due cose. Che la Juventus non è imbattibile anche in Italia e che ha un assoluto bisogno di uno o due centrocampisti e di un difensore che sappia anche impostare. Quel che è fatto è fatto, nessuno restituirà alla Signora i soldi già andati. Ma la speranza di Allegri è che altri ne vengano spesi, stavolta dove serve davvero. E occhio ai tifosi. Che, oltre a criticare l’immobilismo sul mercato della Juventus, cominciano a mettere sempre più apertamente nel mirino l’allenatore, sia per il gioco non esaltante offerto dai bianconeri, che proprio per il mancato utilizzo di Douglas Costa. E la vita del Conte Max rischia improvvisamente di farsi più dura. Perchè alla Juventus vincere è l’unica cosa che conta. E non farlo non è una mancanza, ma un peccato capitale.