Redazione

Uno strano triangolo, un gioco di incastri che rischia di sconvolgere la vita della Juventus. Molto, se non tutto, dipende dalla serata di Kiev. Intanto bisognerà arrivarci, provare sfatare il tabù che strazia i cuori bianconeri. Poi si vedrà, perchè la Vecchia Signora ha una sola certezza: il futuro sarà radioso e pieno di campioni. Bisognerà vedere però chi sarà a guidarli. Allegri non si tocca, ha la fiducia assoluta della società e, dipendesse da Marotta, rimarrebbe sulla panchina dell’Allianz Stadium a lungo. Ma, anche senza strappi, persino un grande amore come quella tra il tecnico livornese e la Juventus potrebbe finire e lasciare spazio ad una storia di ritorno: quella tra la Signora e Zidane.

Sirene inglesi per Allegri, bianconere per Zidane

Le sirene inglesi chiamano, Arsenal e soprattuto Chelsea pensano all’allenatore bianconero. E a quel punto, se la Juventus non va alla Champions, perchè non portare a Torino chi le Champions sembra attirarle? Zinedine Zidane ha convinto tutti. Arrivato al Real Madrid da traghettatore per il dopo Benitez, ha portato nella bacheca del Santiago Bernabeu una Liga e soprattutto due coppe dalle grandi orecchie che, aggiunte a quella che ha regalato ai Blancos nel 2002 fanno un bel tris di Champions targate Zidane. Ora però, complice un campionato non altezza delle aspettative e soprattutto un ottavo di finale europeo ad alta tensione con il PSG di Neymar, la panchina dell’allenatore francese non è più solida come a inizio stagione. Niente paura, perchè anche in caso di addio al Real, il transalpino avrebbe qualcuno che lo accoglierebbe a braccia aperte.

Un gestore di grandi campioni

Andrea Agnelli ha specificamente fatto il suo nome per la Juventus del dopo-Allegri. Ipotesi comprensibilmente affascinante, anche escludendo dall’equazione l’amore dei tifosi bianconeri per il loro più celebre numero 21. Sia alla luce dei risultati portati da Zidane, che della sua caratura come tecnico, l’idea si adatta perfettamente a quella che è la situazione della Juventus. Arriveranno infatti sempre più campioni e servirà qualcuno in grado di gestirli. Difficile immaginare qualcuno migliore di chi è stato in grado di convivere con Ronaldo, Sergio Ramos e Benzema, tre top player dal carattere non semplice. Guardando al palmares, poi, non ci sarebbero dubbi: due Champions League in un anno e mezzo di panchina convincerebbero anche il tifoso più scettico. E Zidane potrebbe puntare a regalare alla Signora quella Coppa che nei suoi anni a Torino è rimasta sempre e solo sognata.

Un gioco di incastri che ha epicentro a Londra

E in questo gioco di incastri basta che si muova una pedina per scatenare il valzer. La scintilla che porterebbe all’Allianz il successore di Allegri potrebbe arrivare, paradossalmente, dal suo predecessore. Conte è sempre ai ferri corti con Abramovic ed il suo addio al Chelsea è sempre dietro l’angolo, con la Nazionale che attende segnali. L’esperienza inglese, a quel punto, solleticherebbe Allegri che si separerebbe consensualmente con la Juventus, se non con in braccio la Champions, magari dopo il quarto titolo personale e l’imbattibile record di sette scudetti, per prendere la strada per Londra e fare spazio a Zidane. Che può invece far partire il giro al contrario con un’uscita prematura dall’Europa per mano di Neymar, lasciando il posto al Bernabeu in caldo…a Carlo Ancelotti. Un altro che di Juventus e di Champions se ne intende. Tutto, più o meno, torna.