Redazione

Il Barcellona voleva Dybala? Lo avrà. Di fronte, il 12 settembre. Appuntamento al Camp Nou, puntuali alle 20,45. E senza paura. E di cosa poi? La Juventus ha pescato Messi & compagnia. E allora? In realtà dovrebbero essere i catalani a preoccuparsi. Il Barcellona non è neanche lontana parente della squadra che ha vinto la Champions nel 2015. Saranno fondamentali gli scontri diretti: e se la memoria non inganna, lo scorso anno il Barcellona né è uscito strapazzato. 3-0 a Torino o-o  in Spagna. Così giusto per non dimenticare.

Un nuovo allenatore un ambiente poco sereno

L’ultima stagione in terra di catalogna aveva già mostrato i primi scricchiolii. Il Barcellona, arrampicatosi ai quarti di finale per grazia ricevuta, è stato ridotto a miti consigli allo Stadium e controllato senza neanche troppi patemi in Spagna. Il nuovo corso Valverde evidenzia, fra l’altro, diverse incognite. 5-1 secco dal Real Madrid in due sfide, quanto basta per scatenare le polemiche. La squadra è molto più debole di un anno fa e più logora. Nonostante l’acquisto di Dembelè che sarà anche un fenomeno, ma non è paragonabile a Neymar. E chi può considerarlo migliore di Dybala? Il tridente del Barcellona, e non è una bestemmia, vale quello della Juventus. Anzi quello bianconero è anche più funzionale in fase difensiva. Dove il Barcellona rischia di pagare dazio: Piqué non è più giovanissimo e l’impatto di Semedo è tutto da valutate. Ter Stegen in porta si commenta da sé. La Juve ha Buffon.

Attenzione anche alle “mine vaganti”

Il Barcellona è e storicamente presuntuoso: spesso affronta la fase a gironi con una “pigrizia” tipicamente spagnola e incappa in mezzi passi falsi. É successo e probabilmente accadrà ancora. L’osservazione di Allegri è molto intelligente: le sorti del gironcino si decideranno in trasferta, dove il Barcellona raramente, nella sua storia recente è riuscita a imporsi con regolarità. Ecco, la sensazione è che fra Lisbona e Atene i catalani possano lasciare qualche punto preziosissimo per strada. La Juventus, invece, è sempre stata più umile, concentrata e determinata. Se i bianconeri non perdono a Barcellona e piazzano il filotto di vittorie allo Stadium chiudono aritmeticamente primi. Banale? No assolutamente alla portata. E si torna al punto di partenza: è il Barcellona a doversi preoccupare, non la Juventus.