Matteo Muoio

Sbilanciato il sorteggio di Nyon per i quarti di Champions. Da una parte le 4 favorite, dall’altra le outsider più la solita mina Atletico Madrid. L’11 aprile ci sarà Juventus-Barcellona e Borussia Dortmund-Monaco, mentre il 12 tocca ad Atletico Madrid-Leicester e Bayern Monaco-Real Madrid. Per i ritorni, invece, il 18 aprile andranno in scena Leicester-Atletico Madrid e Real Madrid-Bayern Monaco, il giorno seguente Barcellona-Juventus e Monaco-Borussia Dortmund. Destini incrociati e passato – recente – che ritorna. Tre anni fa Carlo Ancellotti, col suo Real, eliminava in semifinale il Bayern di Guardiola per poi andare a prendersi la decima, l’anno dopo la Juve di Allegri affrontava i blaugrana nella finale di Berlino. Ora, la possibilità di una rivincita in una sfida difficile e affascinante. “Rispetto al 2015 siamo cresciuti – ha dichiarato il vicepresidente bianconero Pavel Nedved .Anche la condizione è ottimale, le gare coi blaugrana arrivano al momento giusto. Rispettiamo il Barcellona ma senza avere paura. Dobbiamo affrontare tutti gli avversari pensando solo a noi stessi. Non so se sarà la vendetta della finale 2015, sicuramente è affascinante ritrovare una delle squadre più famose al mondo. non guardiamo al passato ma al presente. Sappiamo che siamo forti e possiamo affrontarli a viso aperto. Vinca il migliore”.

Da calciatore Pavel Nedved ha giocato e segnato contro il Barcellona nella Champions 2002-2003

Sul ritorno a Barcellona e sul momento dei catalani: “Se preferisco il ritorno a Torino? No, a questi livelli è uguale. Ricordo quella volta che abbiamo giocato il ritorno al Camp Nou e non è andata male (gol vittoria di Zalayeta,ndr).Gli anni passano per tutti, non è più il Barcellona che dominava nelle stagioni passate. Se noi vogliamo andare avanti dobbiamo però fare qualcosa di fuori dall’ordinario. Affrontare queste partite è difficile. Noi siamo pronti ma dobbiamo essere al top della condizione per fargli male”. Per la stessa ragione del viaggio, viaggiare. Buffon ha commentato su Instagram, citando De Andrè: “Non importa l’avversario, importa solo esserci. Ma ciò che più conta è la strada, quella fatta per raggiungere questo obiettivo e quella ancora da fare. Perché è il cammino che si percorre a dire chi siamo. Non la meta, ma il viaggio. Proprio come cantava De Andrè […]”.

 Precedenti e numeri

Juventus e Barcellona si sono affrontate 9 volte nelle coppe europee: 4 vittorie per i bianconeri, 3 per gli spagnoli e 2 i pareggi. Quattro di queste sfide valevano il passaggio del turno e anche qui siamo in pieno equilibrio, con 2 passaggi a testa. Storicamente una partita da gol, con le rivali entrambe a segno in 7 dei 9 precedenti e una media di 2,55 reti a partita. Si tratta inoltre del terzo incrocio ai quarti tra le due squadre: il Barcellona guadagnò l’accesso alle semifinali nella Coppa Campioni 1985/86, la Juventus passò il turno nella Champions League 2002/03 grazie al gol di Zalayeta al Camp Nou cui ha fatto riferimento Nedved. Quella partita finì 2-1 per i bianconeri: proprio Nedved trovò il vantaggio nei primi minuti del secondo tempo, Xavi ristabilì la parità 10 minuti dopo e la decise il panteròn ai supplementari. L’andata al Delle Alpi era terminata sull’1-1 con le reti di Montero e Saviola. Sfortunato, invece, il bilancio di Allegri contro i blaugrana, con una sola vittoria, 3 pareggi e 5 sconfitte. L’ultima nella finale di Champions di due anni fa. Morata rispondeva a Rakitic, Suarez e Neymar portarono in gloria la squadra di Luis Enrique.

Juve Barcellona

Marcelo Zalayeta esulta dopo il gol vittoria al Camp Nou

PERCHE’ SI PUO’
Due anni dopo, quindi, ancora Allegri contro Luis Enrique. Il Barcellona però non è quello di due anni fa, lo ha detto pure Nedved. Certo, la leggendaria remuntada col PSG ha dimostrato che i blaugrana possono essere capaci di tutto, ma nel complesso appaiono una formazione meno forte di quella del 2015. Non c’è più Xavi, Iniesta inizia ad avere una certa età, lo stesso Rakitic non ha lo stesso rendimento dell’anno del triplete. Dietro c’è poca solidità, se attaccato, se non riesce a dominare sul possesso, va in difficoltà. Il 4-0 subito in Francia è finito nel dimenticatoio ma può essere indicativo. In attacco Messi, Neymar e Suarez possono far saltare il banco il qualsiasi momento ma i bianconeri dietro hanno i mezzi per resistere. In Liga i catalani sono secondi, a due punti dal Real che ha pure una partita da recuperare; domenica hanno perso col Deportivo quintultimo in classifica. Due anni fa la Juve arrivava in finale quasi da outsider, dopo le esperienze europee non esaltanti con Conte. Questa, invece, è la Juve migliore dal 2006, forse anche più forte di quella di Capello e dei due scudetti revocati. Arriva a questa sfida nel momento migliore, il 4-2-3-1 ha dato una nuova dimensione e maggiore consapevolezza: c’è velocità, palleggio, fisico, solidità e davanti un finalizzatore come Higuain. Un passaggio del turno potrebbe regalare una semifinale agevole, e, soprattutto, lancerebbe i ragazzi di Allegri come i veri favoriti per alzare la coppa

Pogba contro Messi nella finale di Berlino