Luigi Pellicone

Due squadre diverse, scese in campo in momenti diversi. Juventus-Barcellona diverte per qualità ma lascia aperto ogni tipo di discorso. Il risultato contra poco: fondamentali, però, alcune indicazioni. La Juventus è assolutamente all’altezza nei titolarissimi. Concede, invece, più di qualcosa come profondità della rosa.

Neymar e Messi ballano da soli

Neymar è un fenomeno. Messi anche. I due quasi giocano una partita nella partita: vediamo chi riesce a stupire di più. La Juventus va in…Barca. Ed è inutile chiedersi cosa sarebbe successo con Bonucci. L’interrogativo è un altro: chi è il vero marcatore e leader difensivo di questa squadra? Chiellini. Ecco appunto: il difensore vecchie maniere, di quelli che si incollano all’uomo e non lo lasciano andare neanche negli spogliatoi, non era in campo cosi come gli altri. Ecco perchè sostenere che la Juventus non sia all’altezza del Barcellona ha poco senso tecnico: quando i catalani fanno quello che vogliono, non c’erano i titolari. Lichtesteiner (alternativa a De Sciglio) ha perso sempre Neymar e tempo a litigare. Benatia (primo cambio di Barzagli e Chiellini), saltato come un birillo dal brasiliano è in evidente ritardo di condizione. Asamoah (riserva di Alex Sandro), spesso in difficoltà con il pallone fra i piedi, non vedrà spesso il campo. Mandzukic, in quel ruolo, non ha una maglia dal 1′ proprio come Marchisio. Lì c’è Pjanic con Khedira.

Ricambi e condizione non all’altezza

Innegabile, invece, sostenere che il vero campanello d’allarme arrivi dalla panchina. Il campo ha sentenziato che alcuni ricambi non sono all’altezza. Nessuno vuole infierire su Sturaro, encomabile per volontà e spirito di sacrificio. Anche Marchisio ha sofferto parecchio. Lemina, preposto a interrompere le linee di gioco ospiti, è rimasto intrappolato nella rete. Bentancourt, fra i più positivi nell’impatto con il match, non è certo un titolare.

L’ultima mezz’ora, non a caso, è di vera Juve: sono sufficienti 100 secondi. Dybala tocca tre palloni: Primo: tunnel a Busquets. Secondo: tiro e miracolo. Terzo: assist per il 2-1 di Chiellini. É tutta la Juventus a muoversi meglio e confermare di essere, nel parco offensivo, assolutamente all’altezza delle big. E quando la squadra ritrova i titolari, acquisisce una consapevolezza mentale assolutamente differente. In questa ottica, anche la condizione fisica, ha il suo peso. Leggerissimo, quello di Messi, Neymar, Iniesta e compagnia cantante. Gente brevilinea, che non ha bisogno di chissà quanto tempo per rientrare a pieno regime. Più complicato, invece, per la Juventus. Mancata nelle gambe perchè, strutturalmente, non possono essere pronti in pochi giorni. E, a ritmi più bassi, il Barcellona ha individualità diverse.

Allegri, in ogni caso, è sereno. Il mercato ha altro da offrire, soprattutto a centrocampo, che è dove la squadra soffre di più. Sempre caldo il nome di Emre Can, che nella speciale classifica dell’interesse bianconero supera di slancio i vari N’Zonzi, Matic e compagnia bella. Sarà all-in di Marotta e Paratici per il tedesco del Liverpool, che però continua a fare muro, forte della solidità economica tipica delle squadre della Premier. Richiesta alta, che andrà per forza di cose accontentata da parte della Juventus. Che pare comunque intenzionata ad arrivare ad un accordo, perchè il mediano, che all’occorrenza può anche diventare difensore centrale, è esattamente il profilo che serve al tecnico. Giovane, ma già esperto, duttile e in grado di garantire quantità e qualità in differenti soluzioni tattiche.

Perchè in questa preparazione è tutto in divenire, modulo compreso. Ed è quindi normale che davanti a una corazzata come il Barça si faccia fatica. Nessun allarme dunque: il cantiere è aperto, i lavori in corso. Le amichevoli servono anche e soprattutto a questo.