Francesco Cavallini

Ventitre anni, talento da vendere, maglia viola numero 10, in odore di trasferimento alla Juventus. Profilo molto specifico, almeno all’apparenza. Ma se è vero che dietro queste informazioni spicciole si nasconde il volto di Federico Bernardeschi, il grande colpo da regalare ad Allegri, tornando un po’ indietro con la memoria, magari fino al 1990, potrebbero venire in mente i capelli lunghi e mossi di Roby Baggio. Anche lui luce e simbolo della Fiorentina e protagonista dell’affare più chiacchierato dell’estate dei mondiali italiani.

Non è la stessa cosa, non potrà mai esserlo. Firenze ha già il suo psicodramma collettivo e non riguarda il ragazzo di Carrara, ma il capitano viola, quel Borja Valero dilaniato tra la fedeltà al giglio e le sirene nerazzurre. Su Bernardeschi alla Juventus c’è fastidio, ma poco più. Nulla a che vedere con la contestazione in grande stile organizzata contro la famiglia Pontello quasi trent’anni fa. È come se l’approdo di Federico in maglia bianconera fosse scontato. Quasi logico.

Fiorentina Juve doppi ex

Baggio esce dal campo con la sciarpa viola il 6 aprile 1991

La Juventus e i giovani talenti

E probabilmente lo è, sia per la recente tendenza della Vecchia Signora ad accaparrarsi i talenti più fulgidi (italiani o stranieri che siano) del nostro campionato, sia per la tradizione che lega la Juventus alla scelta precoce dei migliori prodotti del calcio azzurro. Difficile non ripensare al giovanissimo Alex Del Piero, arrivato direttamente dal Padova e diventato bandiera e leggenda. A Chiellini, scelto a neanche vent’anni dal Livorno e ormai colonna portante dell’edificio bianconero. Anche se forse l’esempio più adatto, Baggio escluso, è quello di Gigi Buffon, campione già conclamato ma che difendendo i pali juventini si è consacrato ai massimi livelli.

Quaranta milioni, unità più, unità meno, non sono pochi, neanche per chi (a sprazzi) ha dimostrato di saper cambiare il corso delle partite. Ma c’è una continuità su cui lavorare, c’è un potenziale campioncino da plasmare e da trasformare in stella indiscussa. A Torino sanno bene come si fa, basta guardare a un ragazzo mancino, anche lui pagato una cifra imporante, che indossa la maglia numero 21 ma che fa gli occhi dolci (con il placido benestare di Pinturicchio) alla sacra dieci. Paulo Dybala è arrivato alla Juventus seguito dagli stessi dubbi che oggi accompagnano Bernardeschi. La società bianconera, maestra nella gestione dei giovani, lo ha accudito, strigliato quando è stato necessario e oggi si ritrova in casa un patrimonio tecnico ed economico da far paura.

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Per Paulo Dybala inizia la terza stagione in bianconero

Dove giocherebbe Bernardeschi?

Juventus a colpo sicuro, quindi? Non necessariamente, perchè si sa, nel calciomercato il flop è sempre dietro l’angolo. Ci sono fior di bidoni, bianconeri e non, pronti a dimostrarlo. Ma quando si tratta di scandagliare il mercato nazionale e soprattutto i prodotti di floridi settori giovanili, come quello della Fiorentina o la semi-leggendaria cantera dell’Atalanta, difficilmente dalle parti di Corso Galileo Ferraris si sbagliano. Se è arrivata l’accelerata sul numero 10 dei toscani, significa che pro e contro sono stati ampiamente valutati, che il ragazzo è ciò che serve alla Signora e che ci sono tutti i presupposti affinchè il suo inserimento nella rosa possa portare i frutti sperati.

Inserimento che, tatticamente parlando, porterebbe in dote una buona dose di duttilità oltre che di indiscusso talento. Bernardeschi è il prototipo del moderno calciatore offensivo, che è difficile definire con un termine esatto. Può giocare indifferente nelle tre posizioni a trequarti di un 4-2-3-1, ma ha anche ben figurato da esterno tutta fascia in un centrocampo a cinque e, all’occorrenza, può trasformarsi in un falso nove tutta tecnica e istinto. È in grado, in buona sostanza, di togliere il posto a tutti i quattro perni della Juventus qualità. L’indiziato numero uno è Cuadrado, dato che una sistemazione sulla destra permetterebbe al toscano di accentrarsi e far esplodere il suo sinistro atomico.

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Federico Bernardeschi in azzurro

Ma non è così scontato. In una stagione in cui dopo sei Scudetti sarà ancor più fondamentale il cammino in Champions, Bernardeschi sarebbe l’elemento perfetto in grado di garantire un costante ricambio nella zona offensiva del campo, senza dover necessariamente diminuire il tasso tecnico. Forse non sarà in grado di far sognare i tifosi come è successo lo scorso anno con Higuain, ma non per questo il suo eventuale acquisto va in qualche maniera sottovalutato. La Juventus, è un dato di fatto, sa scegliere. E forse la storia si ripeterà sul serio. Guardando a Paulo, ad Alex e a Roby. A notti europee da favola, ad un amore durato una carriera e, perchè no, magari anche a un Pallone d’Oro in bianconero…