Redazione

Juventus, qualcosa è cambiato. Al di là delle scelte tecnico tattiche di Allegri, contro il Chievo mancherà la…storia degli ultimi anni. Fuori, tutti insieme, Buffon, Barzagli, Chiellini e Marchisio. L’ultima volta, cosi, risale al 2008: uno Juventus-Cagliari. Erano gli anni dei bianconeri neopromossi in serie A, ancora in cerca di un’identità. Questa Juventus, invece, ne ha almeno due…

Una squadra “vintage”

La Juventus è…esperta: specialmente in difesa dove l’età media oscilla fra i 31 dei portieri e i 29 dei difensori. L’età della squadra è di 27,85 anni. Non “verdissima”. Nella formazione ideale ci sono un 1990 (Pjanic) un 1993 (Dybala) e un 1991 (Alex Sandro). Il resto è tutto molto vintage. Al limite del demodè. Urge dunque un ritocco, che in effetti è già iniziato: la nuova Juventus si reggerà su Caldara, Spinazzola, Rugani, Bentancur, Bernardeschi. Tutti ragazzi di assoluto valore ma ancora da testare nel mondo Juventus. E allora? Perché lasciarli in panchina?

Fare di necessità virtù, nel rispetto del gruppo

Allegri ha un metodo assolutamente personale e funzionale di gestire gruppo e spogliatoio. Accoglie i nuovi senza far sentire inutili i vecchi e preserva la “militanza”, salvo cambiare nel momento in cui il verdetto del campo è incontrovertibile a favore dei neofiti. Una scelta intelligente che limita i problemi dello spogliatoio, nonché funzionale a un’idea di continuità tecnica necessaria per non disperdere il vantaggio accumulato negli anni. La Juve ha due squadre: la A e a B. E se entrambe partecipassero al campionato arriverebbero, con ogni probabilità, prima e seconda. Quindi la società si è mossa nel modo migliore possibile, tutelando l’argenteria di casa ma arricchendo la rosa di petali pregiati.

Il gioco delle coppie

Il costo della rivoluzione? Il rischio più concreto è di creare dualismo in ogni zona del campo: a partire dalla coppia centrale? Chi con Chiellini? Benatia, Barzagli o Rugani. O Howedes. E poi chi dice che Re Giorgio debba essere un titolare inamovibile? A centrocampo, le soluzioni sono meno numerose ma altrettanto complicate fra palleggiatori (Pjanic-Khedira) , incontristi (Matuidi). Insieme formano un centrocampo di lotta e di governo. Decidere il trio a centrocampo, però genera un rebus: il passaggio al nuovo modulo rischia persino di complicare la situazione. Con il 4-3-3 Juventus avrebbe esterni da vendere più che da schierare. Insomma, un bel rompicapo. Allegri ha il suo bel da fare.