Redazione

Nelle due ultime sconfitte della Juventus in Champions, Juan Cuadrado in fondo c’entra poco. A Cardiff il colombiano è entrato dopo il terzo gol del Real e non poteva certo cambiare la partita da solo. Chiaro, magari sarebbe stato meglio evitare di farsi espellere per doppio giallo dopo appena diciotto minuti in campo, ma la debacle in terra gallese non è certo imputabile al riccioluto esterno juventino. Quell’espulsione gli è costata una giornata di squalifica, che lo ha costretto a saltare il match contro il Barça e non poter così aiutare i compagni in una serata difficile.

Da esubero a titolare fisso

Ora però Cuadrado torna e torna da titolare, nonostante un’estate in cui sembrava che il colombiano potesse, anzi dovesse lasciare la Juventus. L’arrivo di Douglas Costa e Bernardeschi pareva aver modificato le gerarchie nella batteria di trequartisti e considerando l’insostituibilità di Mandzukic e Dybala, l’indiziato numero uno a perdere il posto era proprio l’ala destra. Ma il ventinovenne ha continuato a lavorare, ignorando le continue voci di mercato, e presentando come sempre i risultati. Allegri difficilmente se ne priva, perchè Cuadrado, con i suoi strappi improvvisi e con un destro sempre molto pericoloso, può risolverti le partite da un momento all’altro.

Douglas Costa arrivato a Torino per la Champions?

A patto però che non si parli di Champions League, l’ultimo grande limite di Cuadrado. La competizione in cui il colombiano proprio non riesce a ingranare. Non per niente si attendeva spasmodicamente l’arrivo di Douglas Costa, perchè nella percezione generale il brasiliano era la chiave per trasformare questa Juventus in una squadra molto più europea e, di conseguenza, capace di vincere al di fuori dei confini nazionali. Costa ora fa panchina a Cuadrado, che in cinque partite ha già raccolto una rete e tre assist, ma che deve per forza di cose accelerare in Europa.

In Europa Cuadrado non incide

Ventuno presenze per lui in Champions League tra Juventus e Chelsea, con risultati molto al di sotto della sua media. Due reti e un assist, troppo poco per chi in Serie A per valori assoluti riesce a sovrastare quasi da solo intere difese. Quello continentale però è un altro calcio, dove il talento non basta, soprattutto quando ci si confronta con avversari di livello assoluto. Lì Cuadrado si perde e non incide come potrebbe e come dovrebbe, anche contro squadre non irresistibili. La musica deve cambiare, altrimenti Allegri sarà costretto a verificare se effettivamente Douglas Costa, almeno in Europa, può dare di più. E la lotta per una maglia si farebbe molto più dura per il colombiano.