Luigi Pellicone

Signora, tappiamolo quel buco, che rischia di trasformarsi in una perdita. La Juventus affondata a Cardiff deve tamponare la falla a destra. In quella zona è priva di interpreti: Dani Alves ha dato l’addio. Lichtsteiner è in scadenza di contratto e neanche Cuardado è certo della permanenza. Insomma, Marotta ha il suo bel fare.

Lichtsteiner, con ogni probabilità, sarà ceduto: 33 anni, ultimi sei spesi al servizio della causa bianconera. Ha tanti pregi ma un brutto carattere. Non accetta la panchina e manda a quel paese chi ce lo manda. Un atteggiamento che gli è costato l’esclusione dalla lista UEFA all’inizio dello scorso anno e zero possibilità di un rinnovo. Il suo contratto scade nel 2018. La Juventus non ha intenzione di perderlo a parametro zero. Anzi. La sua destinazione più probabile è il Lilla, pronto a sborsare sei, graditissimi, milioni di euro. Non che la Juve abbia problemi di liquidità, però, sai com’è: è il principio che conta.

Quasi out lo svizzero, la sensazione è che la maglia di Dani Alves cambierà padrone, ma non nazionalità o idioma. In corsa, Danilo e Fabinho con Soares a ridosso. Tre scelte diverse.

Cedic Soares

Cominciamo dal basso, in tutti i sensi. Soares è uno specialista del ruolo, ma ha poca fisicità: centosettantadue centimetri. Due anni a Southampton. La Premier, da un punto di vista fisico, è stato probante. Oltremanica ha perfezionato i movimenti in fase di copertura. Del resto, la sua morfologia non gli concede alternative. O arrivi prima, o ti sovrastano.

Danilo in azione con il Real

Soares va bene, ma c’è anche altro: Danilo, scaricato sia dal Real che dai suoi tifosi. Fisicità importante (184 cm per 78 chili) è chiuso da Carvajal. Nell’anno dei mondiali, non vuole rischiare il posto in nazionale. Può essere utilizzato a tutta fascia in un 3-5-2 o come esterno basso in una difesa a quattro: 15 milioni sono più che sufficienti per vestirlo di bianconero. Candidatura importante.

Fabinho

Il sogno, però, è Fabinho: Allegri ne stima la duttilità tattica, difficilmente rintracciabile: efficacissimo come terzino e centrocampista, sa inserirsi fra linee e avversari. Nel Monaco, da mediano, scia fra le linee, libera i compagni davanti al portiere e tenta la soluzione personale Ha un’accuratezza del 79% nelle conclusioni verso lo specchio della porta. Dove lo metti, sta. E benissimo. Unica controindicazione: costa 50 milioni. E ha, come Danilo, un problema: la nazionalità. L’arrivo di un brasiliano chiuderebbe la finestra per un altro extracomunitario: ciò significa rinunciare a Douglas Costa.

Bernardeschi

Bernardeschi

Ecco perchè la Juventus ha in serbo il jolly: in rampa di lancio Federico Bernardeschi. Perfetto per il 4-3-1-2 che per il 4-2-3-1. Entrambi i moduli lo mettono nelle condizioni di giocarsi l’uno contro uno, marchio di fabbrica del ragazzo che, come pochi, concilia il gol con un contributo fondamentale alla manovra offensiva. Bernardeschi salta l’uomo, calcia da lontano come se fosse dentro l’area di rigore, può esprimersi indifferentemente al centro o sui lati. Tiene sempre lontano il pallone dall’avversario, predilige la giocata semplice ed efficace ai ghirigori, ha una fisicità incidente almeno quanto la tecnica. Certo, costare, costa. Servono 35 milioni, che sommati ai 15 per Danilo o ai 30-35 per Fabinho (comunque è previsto solo l’arrivo di uno dei due) rappresentano una bella sommetta. Coprire la falla, sulla destra, costerà da un minimo di 50 a un massimo di 70 milioni.

Sconticino? No, i soldi non mancano. Averceli però non significa scialacquarli. E in questo senso, c’è un altro sudamericano che può contribuire alla causa riducendo i costi: identikit di Juan Cuadrado. La Juventus lo ha prelevato dal Chelsea per 20 milioni di euro, rateizzabili in 3 anni. Ciò significa che venderlo a 25-30 (e qualcuno, in Francia o Inghilterra si trova) garantirebbe una cospicua plusvalenza. Ecco perchè niente sconti: la Juventus accetterà solo pagamenti in contanti e in un’unica soluzione. Per i saldi, rivolgersi altrove.