Redazione

Un centrocampo statico. Una difesa….Immobile. Un mercato bocciato. La sensazione è che la Juventus abbia speso tantissimo (90 milioni) dove era già coperta. E abbia sguarnito una difesa rimasta orfana di Bonucci e che deve fare i conti con la carta d’identità. E un centrocampo dove serve, a questo punto, anche qualcuno che sia di fatica. Campagna acquisti bocciata da Allegri, che non ha schierato nessuno dei nuovi acquisti. Poi dal campo. Una serataccia che deve far riflettere. La reazione è di nervi. D’orgoglio ma i gol sono venuti solo su calcii da fermo. Una intuizione di Dybala e un rigore. Il resto? Non pervenuto.

Difesa in grave difficoltà

Linea a quattro, questa linea a quattro bocciata. Senza se e senza ma. Tre mesi fa, la Juventus vinceva la Coppa Italia grazie a una prova maiuscola di Dani Alves. Oggi la perde perché De Sciglio si dimentica di difendere e permette una percussione a Lukaku. Gettare addosso la croce al ragazzo è comunque ingeneroso. L’assenza di Bonucci si vede, si sente. Paradossalmente più nella costruzione del gioco: Buffon è costretto al lancione o ad allargare su Sandro e De Sciglio. Si è persa fluidità di manovra e compattezza di squadra. Allegri deve correre immediatamente ai ripari.

Centrocampo da… passeggio

Centrocampo in grave difficoltà. L’assenza di Bonucci, paradossalmente, si fa sentire anche in mezzo al campo. Privata dei piedi buoni del regista difensivo, Pjanic è costretto a retrocedere in cerca di palloni giocabili e perde almeno un tempo di gioco. Il bosniaco non ha nelle proprie corde tattiche l’abbassarsi, spalle alla porta, e poi giocare il pallone nella trequarti difensiva. É esattamente l’opposto del compito dello scorso anno. E i risultati sono evidenti. Poco possesso palla. Meno idee. I gol sono arrivati da due calci da fermo. Come molti protagonisti in campo. La sensazione è che la Juventus debba ancora lavorare parecchio sul fondo. Oggi è mancata la brillantezza. Ciò che, aveva, e da vendere, una Lazio cui è bastata essere ordinata e poco più.