Redazione

Douglas Costa? Nei primi sei mesi aveva giocato benissimo con noi, poi ha avuto un calo. Questa dichiarazione di Karl-Heinz Rummenigge, icona e dirigente del Bayern Monaco, rischia di causare più di qualche incubo ai tifosi della Juventus. Il brasiliano, prelevato in estate dai tedeschi in prestito per 6 milioni di euro e con il diritto di riscatto fissato a 40, doveva essere il crack del mercato bianconero, il calciatore in grado di far fare alla Signora il salto di qualità in Europa. Della Serie A meglio non parlare, perchè secondo la totalità degli addetti ai lavori, uno così nel nostro campionato vince le partite da solo.

Mai titolare in campionato con la Juventus

Ecco, la Juventus le partite le vince. Da sola però, spesso e volentieri senza Douglas Costa. Che gioca, ma neanche troppo. Titolare a Barcellona, con risultato e prestazione parecchio da rivedere. Mai dall’inizio in Italia, nè in campionato nè in Supercoppa. E ok che Allegri solitamente ci mette un bel po’ per inserire i nuovi nel suo sistema di gioco, ma l’arrivo del brasiliano, fiore all’occhiello della campagna acquisti di Marotta e Paratici, comincia a sollevare più di qualche dubbio. Era veramente quello che serviva alla squadra? E se è così forte, perchè il Bayern è stato disposto a privarsene?

Due anni al Bayern, inizio perfetto, ma poi…

Vil denaro, ovviamente, ma probabilmente a Monaco di Baviera hanno soppesato un po’ caratteristiche e prestazioni dell’esterno carioca. Due stagioni al Bayern, che ricalcano esattamente il pattern descritto da Rummenigge. L’inizio è da urlo, al punto che in Germania si convincono di aver fatto l’affare del secolo strappando Douglas Costa allo Shakhtar per 25 milioni di euro. C’è da capirli: il brasiliano manda a segno almeno un compagno per sette partite consecutive in Bundesliga, per un gran totale di undici assist in neanche un mese di campionato. In più si fa notare anche in Champions. Poi arriva un breve stop, quattro partite che però cambiano tutto. Al ritorno dalla sosta invernale, l’esterno si trasforma in quello che finora hanno visto a Torino. Impalpabile ed inconcludente. Passi mezza stagione così, ma anche quella dopo non è molto diversa.

Vale la pena investire su Douglas Costa?

E quindi la cessione alla Juventus. Nelle idee iniziali, Douglas Costa doveva sostituire Cuadrado, che durante l’estate è stato più volte dato per sicuro partente. E invece il colombiano non è solo rimasto, ma si è anche tenuto stretto il posto da titolare sulla fascia destra. Allegri di Costa non si fida. Anzi, si fida poco, perchè riconosce il talento del brasiliano, ma non è soddisfatto di ciò che può dare alla squadra dal lato tattico. Poca copertura, poco sacrificio. E alla Juventus queste qualità sono richieste anche alle stelle conclamate, figurarsi a chi arriva a Torino con l’etichetta di fenomeno, ma con molto da dimostrare. E per farlo, il tempo stringe. La Signora non aspetta per sempre. Ed è più probabile che a Corso Galileo Ferrari siano propensi ad attendere e coccolare Bernardeschi, lui sì un investimento per il futuro, che l’umorale brasiliano. Del resto i soldi non crescono sugli alberi. E quei 40 milioni per il riscatto, forse, possono servire alla Juventus per ritoccare qualche altro reparto.