Mattia Deidda

Vittoria di carattere. Trascinati da un campione che è (almeno) di un’altra categoria. Juventus sotto di due gol dopo appena sette minuti? No problem. Ci pensa Dybala che si prende la scena con una tripletta.  La Juventus deve ritrovare l’equilibrio in difesa. Tre partite, (Supercoppa compresa) cinque gol subiti. Sarebbero stati sei, se Buffon non avesse parato il rigore contro il Cagliari. A far passare tutto in secondo piano c’è una fase offensiva straordinaria. La vittoria contro il Genoa è targata Paulo Dybala, trascinatore. Una vittoria in rimonta più forte degli episodi: il rigore assegnato al Genoa con il Var è viziato da un fuorigioco di partenza.

Assestamento

Prima precisazione: la difesa è meno forte, ma la Juventus continua ad essere la squadra da battere. Se vendi uno dei migliori difensori d’Europa il livello si abbassa. La grande differenza rispetto agli ultimi anni, è che quest’anno la retroguardia sembra più perforabile. L’addio di Bonucci ha lasciato in eredità qualche crepa. L’attuale capitano del Milan è  un calciatore che sposta gli equilibri. Nessuno tra Rugani, Chiellini, Benatia e Barzagli può prendere il suo posto in campo. Neanche Howedes, campione del mondo con la Germania, in arrivo dallo Schalke 04. È un periodo di assestamento. Presto per definire Rugani-Chiellini la coppia centrale titolare. Benatia scalpita e l’arrivo del tedesco potrebbe riscrivere le gerarchie.

La squadra prima del singolo. Poi c’è Dybala…

E’ la politica delle grandi società. Il singolo può decidere le sorti di una partita, ma il campionato lo vince la squadra. Si gioca a calcio anche senza Bonucci, serve solo ritrovare gli equilibri. Sono anni che la più grande differenza tra la Juventus e le inseguitrici è la mentalità. Tante volte chiamata in causa, senza mai capire cose sia veramente. La partita contro il Genoa l’esempio migliore: carattere e consapevolezza. Poche squadre sarebbero in grado di recuperare due gol fuori casa. I bianconeri ci sono riusciti e hanno fatto sembrare tutto semplice. Sullo 0-2 nessuno degli uomini di Allegri era demoralizzato. Anche perché è normale avere fiducia se dalla tua parte c’è Dybala. Con il Genoa tre gol, in Supercoppa due, contro il Cagliari uno. Il dieci sulle spalle lo poteva affossare, invece lo fa volare. Carattere. Come volevasi dimostrare.