Redazione

La Juventus che perde allo Stadium fa notizia: stupisce, però, che sia proprio la Lazio a superarla. Ancora una volta, dopo la vittoria in Supercoppa. I biancocelesti dimostrano che sì, si può fare: certo, sono stati anche aiutati dalla fortuna, ma la dea bendata ha inciso sino a un certo punto. Sembra che Inzaghi abbia trovato gli anticorpi. In realtà è la Juventus che ha perso parecchia qualità di gioco. Non è solo questione di uomini, ma di caratteristiche.

Un muro che mostra più di qualche crepa

Le prodezze di Dybala hanno abbagliato e spostato l’attenzione su alcune questioni non più rinviabili. In primis, l’assenza di Bonucci. Ci hanno perso entrambi: la Juventus, privata del suo regista difensivo. Il calciatore che, privato del supporto di un marcatore e costretto a giocare in spazi larghi, è in enorme difficoltà. Tant’è. Bonucci era molto più prezioso in fase di “regia” che di marcatura, deputata più a Chiellini o Barzagli. La sua partenza ha costretto la Juventus a cambiare gioco. Non è un caso che nelle partite giocate anche senza Pjanic la squadra abbia perso qualità e costruzione. Bentancur ha qualità ma non ancora la personalità necessaria per prendere in mano un squadra che ha perso totalmente punti di riferimento. Allegri ha provato a rimediare con Matuidi. Non basta.

Alla Juventus mancano i creatori di gioco

Lo scorso anno la Juventus aveva diverse soluzioni: se Pjanic era pressato, poteva sfruttare il lancio lungo e preciso di Bonucci. Senza il centrale, è tutto diverso. Il bosniaco è costretto ad abbassarsi a ricevere palla nella metà campo bianconera. Una situazione tattica che stride con le sue caratteristiche. Pjanic soffre se riceve il pallone spalle alla porta perché perde un tempo di gioco e comunque resta distante dalla trequarti, sua zona di competenza ideale. Non è un caso che anche Higuain abbia a disposizione meno palloni giocabili. Contro la Lazio Pjanic non c’era. E Inzaghi ha vinto la partita alzando la diga e sfruttando la fisicità di un centrocampo che ha messo in difficoltà i bianconeri sopratutto sul piano della corsa e del ritmo. Il gol della Juventus è stato tutto sommato casuale e spesso i bianconeri si sono ritrovati a sbattere contro il muro difensivo di Inzaghi e soffrirne le ripartenze in campo aperto. Una Juve che soffre tatticamente e fisicamente. Non una bella novità. É solo ottobre, d’accordo, e Allegri ha abituato a straordinarie rimonte. Il problema, però, non è né di pancia piena, né atletico. Piuttosto anagrafico e di caratteristiche tattiche. Proprio un bel rebus.