Redazione

Da quando Baggio non gioca più… cantava Cesare Cremonini. E, sostituendo al Divin Codino il nome di Alex Del Piero, così sussurra la numero 10 della Juventus, che dall’addio di Pinturicchio soffre un pochino di solitudine. Anche in questa stagione infatti l’iconica maglia non sarà assegnata. La telenovela Bernardeschi aveva compreso nei suoi tanti dettagli anche questo. Pareva una scelta scontata. Italiano, talentuoso, che arriva alla Juventus dalla Fiorentina a 23 anni, proprio come Roby Baggio. I tifosi stessi, in una sorta di plebiscito online, chiedevano di assegnargli quel numero, quello del fantasista, di chi con il piede crea e affascina. E invece? Niente, Berna dice 33. Scelta condivisa con la società, perchè la 10 se la deve meritare con le proprie prestazioni in bianconero. Sarà, ma a questo punto il dubbio diventa più che legittimo. Non è che questa maglia comincia un po’ a spaventare?

del piero trezeguet 5 maggio

La 10 sulle spalle di Alex Del Piero

Un’eredità pesante

Il ragionamento è semplice. Dalla stagione 2012/13 ad oggi, per ben tre volte su sei quella casella è rimasta vuota al momento di consegnare le liste. Il primo anno era anche abbastanza normale, quasi scontato, con l’addio di Del Piero ancora fresco e non del tutto metabolizzato. Meglio quindi concedere un po’ di riposo alla maglia numero 10, dopo circa vent’anni di onorato servizio sulle spalle di Alex. Neanche dodici mesi dopo, sono cominciate le polemiche. Giusto assegnare la 10, anzi, la Diez, a Carlitos Tevez? Con il senno di poi, sì. L’argentino, arrivato nell’estate 2013, ha onorato i colori bianconeri e lo ha fatto con classe, come si addice ad un vero numero dieci. A suo favore, va detto, c’è anche una certa dose di coraggio (mai mancato all’Apache), ma anche una sorta di abitudine, da lui stesso serenamente confermata in sede di presentazione. C’è da capirlo. Dopo aver indossato quel numero che al Boca fu di Maradona, qualsiasi altro paragone può tranquillamente scivolare sulle spalle dell’argentino senza creare particolari ansie.

Tevez con la maglia numero 10 della Juventus durante la finale di Champions League 2014.

Ma Carlitos a Torino resta solo due stagioni e nel 2015 il problema si ripresenta. Stavolta però niente dubbi, la 10 viene assegnata a furor di popolo. A prendersi oneri e onori è Paul Pogba, che 10 non è e non sarà mai, ma che viene scelto per indossarlo. La squadra, la società e i tifosi lo incoronano così unico re, dopo tre splendide stagioni con sulle spalle un anonimo 6. Ma l’incoronazione, strano a dirsi, è non senza qualche reticenza del francese. Che alla fine accetta, perchè rifiutare sarebbe uno sgarbo troppo forte, ma che attua un fine stratagemma per liberarsi la mente dalla pressione che a suo modo di vedere il 10 bianconero conferisce a chi lo indossa. Uno sguardo attento alla sua maglia fa saltare infatti gli occhi un’aggiunta a penna, uno strano +5, che incuriosisce tutti e che alla fine viene spiegato dopo il derby di quella stagione. Troppo peso quel numero, tanto vale trasformarlo, stile Zamorano. 1+0+5, che alla fine fa di nuovo 6, come gli anni precedenti. Scelta particolare, ma segno che per la 10 ci vogliono spalle larghe, che possono mancare persino a Pogba.

pogba juventus 10

Paul Pogba con la maglia numero 10

Pogba che vola a Manchester (dove riprende di corsa il suo amato 6) e lascia di nuovo libero il simbolo del potere juventino. Altro casting, altri pretendenti. Anzi, altro, perchè nella rosa della Vecchia Signora versione 2016/17 c’è solo un giocatore in grado di rappresentare la classe, la genialità e l’imprevedibilità del numero 10. Paulo Dybala, stella ormai consacrata della nuova Juventus. Ma anche la Joya glissa. La motivazione ufficiale è l’amore per il 21, ma andando a ritroso ci si accorge che per esempio a Palermo l’argentino aveva la 9. E quindi anche in questo caso, qualche dubbio viene. A chiarire la situazione ci pensa il mancino di Laguna Larga in un’intervista. La 10? Solo se me lo chiede la Juventus. Non una scelta, quindi, ma una vera e propria imposizione. Meglio lasciar perdere, le cose fatte controvoglia non portano mai ottimi risultati.

Dybala autore di una doppietta contro l'Udinese

Dybala e il suo 21

E arriviamo alla storia di questi giorni, a quel 10 già annunciato che diventa 33, ragioni di Fede, in tutti i sensi. Bernardeschi non nasconde di puntare a vestire un giorno quella maglia così pesante, ma nel frattempo si scarica un po’ dalla pressione. Che comunque, con un cartellino da 40 milioni, non sarà poca. Però a questo punto, tre indizi fanno più o meno una prova. Non è un caso, non può esserlo, che l’unico ad abbracciare il 10 bianconero con felicità e sicurezza sia stato un veterano come Tevez, rinomato per il suo coraggio e per uno spirito combattivo non indifferente. E non è neanche un caso che, chi più, chi meno, tre ragazzi poco più che ventenni abbiano rinunciato all’onore, ma soprattutto agli oneri che essere il 10 della Juventus comporta.

Perchè è vero, la numero 10 bianconera è la maglia che tutti sognano. Ma poi, quando ti accorgi che metaforicamente ti stanno osservando Cabezon Sivori, Roi Michel Platini, Roby Baggio e Alex Del Piero, beh, qualche tremore è più che giustificato.