Redazione

Prima o poi, doveva accadere. Dopo un’annata stratosferica, Super Mario Mandzukic è…sceso di livello. Come il suo omonimo nel videogame, ha perso un po’ dei suoi poteri. Non è più l’ariete spaccaporte che negli anni ha dimostrato di poter essere, ma neanche l’esterno alla Eto’o della stagione scorsa, la vera chiave del sesto scudetto della Juventus e della cavalcata trionfale in Champions poi interrottasi a Cardiff. Del resto, Allegri è sempre più restio a riproporre l’alchimia del 4-2-3-1, che tanta fortuna gli ha portato, ma che in questo momento non sembra la soluzione a qualche difficoltà di troppo da parte della Juventus.

Chi è Mandzukic in questa Juventus?

E la domanda si fa lecita. Fallisce il modulo perchè Mandzukic non è più lo stesso o il croato soffre di un periodo di appannamento perchè l’allenatore non gli trova una collocazione precisa, come invece avvenuto nel 2016/17? Ad oggi, chi è nella rosa juventina il numero 17? L’esterno titolare di sinistra? N…ì, perchè di tanto in tanto Allegri rispolvera il vecchio spartito, piazzando il croato sull’out mancino. Eppure, dopo la sconfitta contro la Samp, la Juventus fantasia si è vista solo contro l’Olympiacos e Super Mario non ha giocato. È quindi diventato la riserva di Higuain? N…eanche, perchè se è vero che nel nuovo modulo con due seconde punte Mandzukic ha ben figurato da centravanti contro il Crotone, il match con l’Inter ha visto i due fianco a fianco nel 4-3-3.

Un super-ibrido senza più la certezza del posto

Un Super Mario ibrido, dunque, e forse per questo non performante come nella scorsa stagione. Quando la maglia numero 17 era la prima ad essere assegnata, anche a scapito di individualità importanti come i Dybala, i Bonucci e gli Higuain. Prima la Juventus era Mandzukic più altri dieci, grazie allo spirito guerriero del croato (apprezzatissimo e ben sintetizzato dalla coreografia che ha preceduto Juventus-Barcellona). Ora la squadra di Allegri è talmente ingarbugliata in un continuo tourbillon di scelte tecniche, cambi di modulo e di gerarchie, che sono davvero in pochi quelli che hanno la pressochè totale certezza di scendere in campo. E tra questi, non c’è il croato.

Il rischio è perdere il plusvalore garantito dal croato

E anche quando ha una maglia da titolare, anche se in maniera inconscia, un po’ risente della situazione di equilibrio precario in cui si ritrova. La serata dell’Allianz contro l’Inter è emblematica da questo punto di vista. Una traversa sfortunata, ma anche e soprattutto un paio di occasioni che il vecchio Super Mario, il Mandzukic dello scorso anno, difficilmente avrebbe fallito. L’impressione è che il croato sia al momento un po’ scarico, con le energie mentali in riserva. E non garantendo più l’intensità abituale, Allegri è a volte costretto a relegarlo in panchina, dando così vita al più classico dei circoli viziosi. Il tecnico dovrà essere molto attento nel gestire la situazione. In una stagione in cui la concorrenza è ampia e agguerrita, c’è bisogno di avere il massimo da tutti. E perdere Super Mario, uno che sa spaccare i muri avversari a testate, non è un’opzione percorribile.