Redazione

Matuidi, Cuadrado e…i suoi fratelli. Forse la Juve ha un problema. Ben trenta infortuni in stagione. L’esterno colombiano, costretto a finire sotto i ferri, è solo l’ultimo caso di una lunga serie di problemi muscolari che ha coinvolto tutti i ruoli e solleva qualche dubbio sia sulla tenuta atletica dei calciatori, che sulla preparazione fisica di Allegri. L’ultimo caso, quello che preoccupa di più la Juventus, è Balise Matuidi, uomo chiave nei meccanismi di Allegri.

Una lista troppo lunga…

Il francese è solo l’ultimo di una lista troppo lunga. Cuadrado è un lungodegente, ma vi sono anche altri e numerosi infortuni, più o meno eccellenti. Howedes non si è praticamente mai visto. Matuidi si ha alzato bandiera bianca contro il Sassuolo. Dybala si è stirato a Cagliari e spesso Khedira e Benatia accusano fastidi più o meno gravi durante i 90’. Buffon è stato fuori per quasi due mesi e anche De Sciglio è rimasto ai box per diverse settimane. E non si parla solo di traumi, quindi evidenti legati all’imponderabile, ma di problemi fisici legati al logorio.

…ma non una sorpresa per Allegri

È vero, si gioca tanto, forse troppo, ma è altrettanto innegabile che la Juve sia nella hit parade dei casi clinici. Eppure non è una novità. La gestione dell’allenatore toscano, anche ai tempi del Milan, è sempre stata caratterizzata da contrattempi fisici più o memo gravi durante l’inverno. E da una curva comune. Le sue squadre hanno un avvio difficile, poi c’è qualche contrattempo di troppo in inverno, infine la fioritura in primavera. La preparazione di Allegri è paragonabile a un SUV a diesel che lascia per strada qualche pezzo, ma poi ritrova tutti e a marzo vola.

L’incidenza dell’età

Anche la carta d’identità ha la sua influenza. La Juventus è comunque una delle squadre più  ”esperte” del campionato. Chiellini e Barzagli sono spesso finiti ai box complice anche l’usura di una carriera carica di trofei ma anche di sforzi che, alla lunga, vengono inevitabilmente pagati.  Anche Marchisio dopo il grave infortunio al ginocchio, entra ed esce dalla sala del dottore con continuità preoccupante. Non stupisce, dunque, che Marotta stia guardando al futuro puntando sulla linea verde. Rugani, Caldara, Spinazzola, Szczesny. La Juventus del futuro è già pronta. Quella del presente, invece, è chiamata all’impresa più bella e difficile. Chiudere il ciclo conquistando il triplete.