Francesco Cavallini

Champions, Champions, fortissimamente Champions. Incredibile ma vero, è possibile vincere sei Scudetti consecutivi e lamentarsi con la società. Sì, perchè se è vero che vincere è l’unica cosa che conta, vi diranno a Torino, la Champions ancora non si è vinta. E se per l’aumento dei prezzi degli abbonamenti la protesta era al di fuori del lato puramente tecnico della gestione del club, il malumore dei tifosi della Juventus è ora rivolto al passatempo estivo preferito di ogni amante del football. Già, il calciomercato, che negli ultimi anni ha portato molte gioie ai supporter della Vecchia Signora, ma che quest’anno stenta a decollare. C’è chi accusa la società di immobilismo, dimenticando forse che in realtà è già arrivato Patrick Schick, la rivelazione assoluta della scorsa serie A. Eppure l’ambiente non è per nulla entusiasta della campagna acquisti, anzi, meglio, dei nomi che vengono accostati alla Juventus.

Vale la pena di ricordare che i tifosi juventini, forse, sono abituati anche troppo bene. Nella scorsa sessione estiva, poi, si è raggiunta una apoteosi difficilmente ripetibile. Certo, sono partiti Pogba e Morata, entrambi a modo loro tornati “a casa”, ma a Vinovo sono arrivati prima Miralem Pjanic, strappato alla Roma di Spalletti, e soprattutto Gonzalo Higuain, che aveva creato entusiasmo per l’acquisto del capocannoniere della serie A, ma anche qualche scetticismo per la cifra spesa per liberarlo dal Napoli. Acquisti galattici, che però sono stati possibili anche e soprattuto alla luce delle mosse in uscita, ai circa 140 milioni entrati nelle casse di Corso Galileo Ferraris da Manchester e Madrid.

Beppe Marotta e Fabio Paratici, rispettivamente amministratore delegato e direttore sportivo della Juventus. I tifosi chiedono la Champions

Quest’anno di cessioni pesanti non ce ne sono (finora) state e l’impressione è che solo un addio molto remunerativo (come quello di Alex Sandro, per il quale si parla di 70 milioni offerti dal Chelsea) possa cambiare le carte in tavola. La Juventus è ricca, ha raddoppiato il fatturato nel corso degli ultimi cinque anni, ma se non ha introiti stellari dalle cessioni non può certo ripetere il mega-investimento del mercato estivo del 2016. A meno che, appunto, non diventi pressochè impossibile per il terzino brasiliano resistere alle sirene inglesi. Ma a quel punto, parte dei soldi incassati dovrebbero comunque essere reinvestiti per un laterale sinistro di livello, che di questi tempi è merce assai rara e, di conseguenza, molto molto costosa.

Basti pensare a Darmian, che vorrebbe terminare il suo esilio neanche troppo dorato in Premier, ma che ha trovato il netto veto di Mourinho alla sua partenza. Il che non significa che il terzino bifascia ex-Toro sia incedibile, ma che per intavolare una trattativa la Juventus deve portare denaro contante (da girare al Real per Morata) e non richieste di prestito con obbligo come pare intenzionata a fare. Ma anche l’azzurro, come Danilo, che è il maggior indiziato a tappare il famoso buco sulla destra aperto dall’addio di Dani Alves e dalla probabile partenza di Lichtsteiner, non scatena la fantasia dei supporter. Che poi, quando si parla di centrocampo, si mettono addirittura le mani nei capelli.

Danilo. lui la Champions l’ha vinta con la maglia del Real Madrid

N’Zonzi non piace molto alla tifoseria. E non piace neanche alla dirigenza, almeno non abbastanza da versare con serenità al Siviglia l’ammontare della clausola rescissoria (40 milioni) come già fatto per Schick e, lo scorso anno, per Pjanic e Higuain. Se Marotta e Paratici fossero stati convinti, il francese sarebbe già pronto per il ritiro. Ma così non è, ed un buon motivo sicuramente c’è. Per la mediana bianconera spunta quindi il solito Matuidi, che viene accostato ogni estate alla Juventus con la regolarità di un’ondata di caldo torrido a metà luglio. Anche qui però ci sono molto dubbi, soprattutto da parte dei tifosi, che non vedono nel calciatore l’elemento in grado di far fare al centrocampo juventino il salto di qualità necessario per vincere finalmente la Coppa dalle grandi orecchie.

Ma in fondo, chi vorrebbero vedere nella zona nevralgica del campo i fedelissimi del club torinese? Facile fare i nomi. Un po’ più difficile convincerli ad arrivare allo Juventus, pardon, all’Allianz Stadium o far sì che i propri club decidano di lasciarli andare. Cominciamo dai sogni davvero proibiti, che portano i nomi di Toni Kroos, nella scorsa stagione miglior centrocampista d’Europa per distacco, e Radja Nainngolan, difficile da raggiungere anche per questioni ambientali (ma c’è da scommettere che il pubblico juventino gli perdonerebbe qualsiasi cosa se decidesse di vestirsi di bianconero). Ci sarebbero poi due scommesse, il laziale Milinkovic-Savic e il tedesco Goretzka, che tra l’altro andrà in scadenza il prossimo giugno. I profili sono ottimi, ma i nomi non sono esattamente celeberrimi. Basterebbero per riportare l’entusiasmo che tra i campioni d’Italia sembra latitare? Difficile a dirsi.

Marco Verratti, il sogno proibito della Juventus in chiave Champions

Chi di certo rappresenta il desiderio neanche troppo segreto della Juventus è Marco Verratti, che diventerebbe così l’erede di Pirlo anche in maglia bianconera. Ma il calciatore sembra promesso al Barcellona (dove prenderà nello scacchiere tattico il posto che fu di Xavi) e soprattutto il PSG spara alto. Molto alto, almeno novanta milioni. Una cifra spendibile dai bianconeri, a patto però di incassare da qualche cessione illustre. E vale la pena lasciare andare verso Londra Bonucci o Alex Sandro (o addirittura entrambi) e magari ritrovarsi con due falle al posto di una? Probabilmente no.

Arriviamo all’attacco, altro punto assai dolente. Piaccia o no, in fondo Douglas Costa è uno scarto (per quanto di valore, il triplete interista insegna) del Bayern, mentre Bernardeschi è una splendida promessa che ancora stenta però a trasformarsi in solida realtà. E la casella delle promesse la Juventus ce l’ha già occupata, sia da Schick che da Marco Pjaca, che rientrerà dall’infortunio patito qualche mese fa con tutta la voglia del mondo di prendersi la ribalta. Ma non basta, come non bastano i nomi fatti in precedenza. Se Douglas Costa fosse un profilo in grado di spostare gli equilibri in chiave Champions, suggeriscono i maligni, come mai il Bayern non ha vinto la Coppa nelle due stagioni bavaresi del brasiliano? Potenzialmente Bernardeschi è un acquisto top, ma se poi in campo continentale fosse quello un po’ svogliato intravisto in alcuni frangenti dell’Europeo Under-21?

Bernardeschi

Federico Bernardeschi, valutato circa 40 milioni è da Champions?

Il colpo a sorpresa, udite udite, potrebbe essere Gareth Bale, che tra la fiducia che Zidane ripone in Isco e l’esplosione della stellina Asensio rischia seriamente di vedere molti dei prossimi match del Real dalla panchina. Il problema qui è addirittura duplice. Non solo il cartellino, che di certo non scende sotto gli ottanta milioni, ma anche l’ingaggio, dato che il gallese percepisce uno stipendio assolutamente fuori portata per la Juventus, il cui tetto è stabilito dagli otto milioni annui di Mister Allegri e dai sette e mezzo circa di Higuain e Dybala. A meno che, e torniamo al discorso di prima, non si decida di tentare davvero il tutto per tutto per puntare a Kiev 2018 e si lasciasse andare qualche pezzo pregiato a cifre congrue.

Insomma, la Juventus attende. D’altronde il mercato è appena iniziato ed i tifosi se ne faranno di certo una ragione se il top player tanto agognato dovesse arrivare a inizio agosto, piuttosto che nei prossimi giorni. L’importante è che le scelte della dirigenza bianconera servano davvero al tanto sospirato salto di qualità. È vero, vincere aiuta a vincere, e di certo il settimo campionato in sette anni (avversarie permettendo) sarebbe ben accetto. Ma la Champions è la Coppa. Quella Coppa, guarda la Vecchia Signora con aria di sfida da ormai troppo tempo. E forse è ora di aggiornare il buon vecchio motto della Marisa (che il 4 luglio compie 89 anni). Vincere la Champions non è importante: dopo sei Scudetti consecutivi, è la sola cosa che conti.