Francesco Cavallini

Sarà la vicinanza geografica, sarà lo storico rapporto tra Casa Savoia e le diverse incarnazioni statali d’Oltralpe, ma tra la la Juventus e la Francia c’è un legame forte, che negli soprattutto dal 1980 in poi, anno della riapertura delle frontiere, ha portato a Torino alcuni dei migliori talenti dell’equipe de France. Come non iniziare da Le Roi, Michel Platini, sei stagioni in bianconero, il simbolo della Juventus sfrontata e vincente degli anni Ottanta. Poi è arrivato Zizou a seguire le orme del tre volte Pallone d’Oro. Anche nel suo caso, classe sopraffina e giocate indimenticabili.

Sarà un caso, ma nelle grandi Juventus degli ultimi quarant’anni c’è sempre almeno un transalpino. Oltre al talento di Zidane, Lippi aveva a disposizione anche l’ordine e la geometria di Deschamps, l’implacabile Trezeguet, il roccioso Thuram. Capello ha portato a casa due Scudetti grazie a Vieira e Zebina. La squadra di Conte decolla quando in un motore già affidabile viene inserito il turbo di Paul Pogba, mentre Allegri sulla sinistra si affida all’esperienza di Patrice Evra. Certo, ci sono stati anche dei francesi che non hanno lasciato particolarmente il segno. È lo strano caso di Titi Henry, campione indiscusso all’Arsenal, ma meteora in bianconero. Eppure, in generale, il discorso fila.

Zidane con la maglia della Juventus, stagione '97-'98

Zidane con la maglia della Juventus, stagione ’97-’98

Ed ecco perchè non sorprende affatto la scelta di Marotta e Paratici di guardare dall’altra parte delle Alpi, in particolare verso Parigi, nella spasmodica ricerca del calciatore (o dei calciatori) in grado di far compiere il definitivo salto di qualità ad una squadra che in Italia domina ininterrottamente da sei stagioni, ma che in Europa è arrivata ad un passo dalla consacrazione, senza però mai toccarla con mano. Si è detto di Pogba, della sua esplosività e strapotenza fisica. Ecco, se c’è un buco che lo scorso, ricchissimo mercato ha lasciato alla Juventus, è quello a centrocampo. Il Polpo Paul, con la sua perfetta sintesi di quantità e qualità, non è stato adeguatamente sostituito. L’assenza di sostanza nella zona nevralgica del campo si è sentita particolarmente a Cardiff, soprattutto quando nel secondo tempo sono usciti fuori i palleggiatori del Real. Nello scorso giugno è arrivato Pjanic a rimpolpare la linea centrale, ma si tratta di una tipologia di calciatore diversa, più incline al fioretto che alla spada.

I bianconeri quindi cercano un mediano, qualcuno il cui compito primario sia recuperare palloni e interrompere le trame di gioco degli avversari. Magari non un semplice randellatore, ma un calciatore in grado di padroneggiare la fase difensiva e di fare la differenza anche quando la palla ce l’ha la Juventus. E le luci si accendono, appunto, su due giocatori a disposizione della nazionale di Deschamps. Il profilo individuato già da parecchio è quello di Steven N’Zonzi, ma la richiesta del Siviglia di pagare per intero la clausola del corazziere transalpino (40 milioni, cash), ha un po’ calmato i bollenti spiriti degli uomini mercato di Corso Galileo Ferraris. N’Zonzi è fisicamente imponente con il suo metro e novantatre, è in grado di portare ordine e buona distribuzione di palla a centrocampo ed ha un buon tiro da lontano, dote che naturalmente non guasta mai.

 N'Zonzi, centrocampista del Siviglia obiettivo della Juventus

N’Zonzi, centrocampista del Siviglia obiettivo della Juventus

Ma costa troppo, anche considerata la poco celata volontà della Juventus di comprare via clausole, senza necessità di intavolare lunghe e snervanti trattative con i club proprietari dei cartellini dei calciatori. N’Zonzi rimane quindi in stand-by e nel taccuino di Marotta e Paratici spunta un altro nome, sempre dal suono vagamente d’Oltralpe. Se i bianconeri sono alla ricerca spasmodica di un centrocampista box-to-box, che possa coniugare eccellentemente un calcio fisico e una gestione del pallone fatta di tecnica, potrebbero trovare a Parigi il loro uomo. Blaise Matuidi, trent’anni compiuti da qualche mese, perno del PSG e della nazionale francese. In una squadra di stelle, l’ex Saint-Etienne è l’equilibratore. Per fare un esempio concreto è il Casemiro dei vicecampioni della Ligue 1. Eppure, per un calciatore così importante nel loro scacchiere, i parigini chiedono solo 15 milioni di euro.

Come mai? Semplice, Matuidi è in scadenza a giugno 2018 e vorrebbe provare un’esperienza all’estero dopo aver ininterrottamente calcato i campi di casa per quasi quindici anni. Ecco perchè la Juventus sarebbe felice di inserirsi, di regalare al trentenne una nuova maglia (ed un posto da titolare) e di chiudere la falla che si è aperta nella sua mediana. Il problema, pare, sarà però convincere Matuidi stesso, che sembra essere molto attratto dalla Premier League e per nulla spaventato dal calcio fisico di oltremanica nonostante il suo metro e ottanta scarso. A chiamare dal lato rosso di Manchester sono Josè Mourinho (che sta incontrando un po’ troppe difficoltà per assicurarsi Matic dal Chelsea) e soprattutto Paul Pogba, che del giocatore del PSG è compagno di reparto in nazionale. La dirigenza bianconera però non demorde e continua i contatti con la società di Al-Khelaifi.

Serge Aurier, terzino del PSG inseguito dalla Juve

Serge Aurier, terzino del PSG inseguito dalla Juve

Anche perchè sempre al Parco dei Principi c’è un altro degli obiettivi del mercato della Juventus. Il centrocampo non è l’unica zona del campo da rinforzare e per affidare ad Allegri una macchina perfetta c’è da trovare chi sostituirà Dani Alves e il possibile partente Lichtsteiner sull’out destro. Il nome di Danilo è sempre in pole position, ma Marotta e Paratici non intendono farsi trovare impreparati in caso di rifiuto del Real o del brasiliano e sondano il terreno per Aurier, terzino della Costa d’Avorio con passaporto, neanche a dirlo, francese. Il venticinquenne, balzato agli onori delle cronache quando insultò pesantemente il suo ex allenatore Blanc, in questa stagione ha rappresentato la prima scelta di Emery ai danni del nuovo arrivo Meunier, ma ha da poco rifiutato la proposta di rinnovare il contratto in scadenza giugno 2019. La frattura con il club c’è, non dovrebbe essere insanabile, ma la Juventus potrebbe volerne approfittare.

Quindi in un mercato che ancora stenta a carburare (escludendo l’affare Schick), i bianconeri guardano alla Francia per sistemare l’organico. Una scelta in linea con la storia e la tradizione juventina, ma anche con dietro un minimo di scaramanzia. A Bruxelles nel 1985 c’era Platini. A Roma nel 1996 le chiavi del centrocampo erano affidate a Deschamps. La speranza è che si arrivi a Kiev 2018, magari con un transalpino nel motore. E allora forse la sorte potrebbe decidere di arridere finalmente alla Vecchia Signora. Ops, pardon. À la Vieille Dame.