Redazione

Se la partita contro l’Udinese aveva lasciato negli occhi una Juventus stile tennis, con un bel 2-6 rifilato ai friulani sul terreno di casa, quella che strapazza la SPAL cambia di nuovo sport e passa al basket. Già, perchè le percentuali di conversione dei tiri in porta bianconeri sono spaventose. Sei conclusioni nello specchio, quattro reti, che sarebbero state cinque su sette se a Higuain non fosse stato annullato il gol del 5-1. Ed il bello è che i due tiri “sbagliati” (entrambi parati da Gomis), sono arrivati già sul risultato di tre a uno.

Attacco atomico e cinico

Il che, aggiungendo il match della Dacia Arena, in cui era anche avvenuto il mezzo miracolo di fare più reti che tiri in porta (cortesia dell’autorete di Samir), significa che al momento della marcatura di Higuain la Juventus era andata in rete otto volte con le ultime otto conclusioni. Cifre che fanno spavento e che sottolineano quanto questa squadra sia cinica e capace di sfruttare ogni minimo spiraglio. Ormai il buon vecchio motto primo non prenderle sembra definitivamente andato in soffitta e poco importa se la palma di miglior difesa resta saldamente nelle mani della Roma, perchè l’attacco atomico è quello bianconero, salito a trentuno reti in dieci partite. Facendo un semplice calcolo, tre per ogni match.

Una Juventus in netta ripresa

Questo improvviso e benaugurante aggiustamento nella mira arriva nel momento giusto, quello cioè in cui la Juventus ha più avuto di bisogno di vincere e convincere. Dopo il pareggio con l’Atalanta e la sconfitta con la Lazio, in cui in alcuni momenti sembrava difficile buttare la palla in porta anche dagli undici metri, arrivano sei punti arrivati in maniera netta, efficace e, almeno secondo i numeri, con il minimo sforzo. E se i…game del set vinto contro l’Udinese sono arrivati quasi tutti attraverso giocate estemporanee, il poker servito alla SPAL ha mostrato anche progressi incoraggianti dal punto di vista del gioco e, soprattutto, dell’inserimento di Costa e Bernardeschi, con i meritati applausi all’ex viola per la rete d’apertura.

Difesa ancora da rivedere

Da basket infine, anzi da NBA, anche l’atteggiamento della difesa, che si conferma abbastanza ballerina e non più abbonata ai clean sheet come nelle scorse stagioni. Stavolta a bucare la retroguardia della Juventus è stato Paloschi, che ha approfittato di una dormita di Lichtsteiner sugli sviluppi di un corner corto. E nel secondo tempo ci è voluto il VAR per stabilire che la carambola che aveva permesso a Oikonomu addirittura di pareggiare fosse viziata da un fuorigioco. Carambola in area di cui la Juventus era campione mondiale, ma di cui ora è troppo spesso vittima e quasi mai carnefice, almeno nelle situazioni che avvengono nei propri sedici metri. Certo, se essere sballottati di tanto in tanto è il prezzo da pagare per questi risultati scintillanti, i tifosi sono pronti a pagarlo. Ma quando le percentuali di tiro fisiologicamente scenderanno, bisognerà ritrovare anche la solidità lì dietro. Perchè in fondo non è che si può sempre fare gol…anzi, canestro.