Francesco Cavallini

Com’è che si dice, prendere due piccioni con una fava. Trovare una soluzione comune che permetta di accantonare due problemi, magari slegati tra di loro. Non è semplice, a volte neanche possibile, ma quando succede è festa grande. Se poi i piccioni e fave raddoppiano, diventando rispettivamente quattro e due, c’è seriamente da segnare la data sul calendario. Non è ancora avvenuto, ma potrebbe. E Marotta e Paratici già si fregano le mani all’idea. I problemi della Juventus, come sempre, vanno in coppia. Esuberi da piazzare e alternative di livello da trovare. Non esattamente due cose facili. Eppure…

Juventus: gli esuberi da piazzare

Eppure gli esuberi bianconeri fanno gola a tutti. C’è Sturaro, che se andiamo sui numeri dice 24 anni, tre scudetti e 18 milioni di euro di valutazione. È una riserva affidabile, basta chiedere al Bayern Monaco, che in una notte di Champions si è visto trafitto dalla freccia bianconera con il numero 27. Settantuno presenze in due stagioni e mezza, segno che Allegri lo ha mandato in campo spesso, credendo nella verve e nell’impegno dell’ex Genoa. È quasi sempre stato ripagato, anche se lo Sturaro del 2015/16 non si è visto granchè nello scorso campionato. E quindi arriva la possibilità dell’addio, perchè a ventiquattro anni, quando tra dodici mesi c’è un Mondiale, la voglia di giocare diventa più forte dell’orgoglio di far parte della squadra padrona d’Italia.

Juve esuberi

Sturaro e Pjanic

Poi c’è Lemina, arrivato dal Marsiglia e subito lanciato tra i titolari da Allegri. La sua stella, che all’inizio sembrava poter e voler ripercorrere le orme di Pogba e Coman, si è andata pian piano offuscando, ma non abbastanza da farlo apprezzare di meno da quella che, a conti fatti, è la concorrenza. C’è metaforicamente la fila davanti a casa sua, tante sono le squadre che lo cercano e che sono disposte a sborsare i circa 15 milioni che la Juventus chiede per il classe ’93 che viene dal Gabon. Perchè anche qui la necessità di essere protagonista bussa alla porta. Arriverà un altro centrocampista, questo è certo, e nella prossima stagione gli spazi rischiano di essere ancora di meno. È una separazione dolorosa, ma necessaria.

Restiamo a centrocampo, dove anche tra gli esuberi c’è abbondanza. El General Rincon è arrivato a gennaio, strappato alla Roma e presentato, come gli si addice, con tanto di fanfara. Ma l’utilizzo è quel che è, 19 presenze di cui pochissime da titolare. Una situazione che il capitano del Venezuela non può apprezzare. E concludiamo la panoramica con Stephan Lichtsteiner, trentatrè anni da compiere, uno dei pluriscudettati del gruppo. Non proprio un esubero, più un’alternativa, ma comunque in scadenza a giugno 2018 e ormai chiuso dall’arrivo di De Sciglio. In teoria, spazio per un ultimo remunerativo contratto ce n’è e la Juventus e lo svizzero potrebbero decidere di separare consensualmente le proprie strade.

I top player da acquistare

Fino a qui abbiamo parlato delle fave. C’è da passare ai metaforici piccioni e alla loro provenienza. Perchè il segreto sta lì. I calciatori fuori dal progetto tecnico di Allegri rappresenterebbero invece delle prime scelte di altri team. Ed ecco perchè la Juventus può sfruttare queste richieste a suo favore, soprattutto se in queste squadre militano degli obiettivi di mercato. Esempio pratico. Lemina e Lichtsteiner piacciono (e parecchio) al Valencia di Marcelino. Che a sua volta ha in rosa João Cancelo, terzino destro della nazionale portoghese, sul quale Marotta e Paratici hanno messo gli occhi da un po’ di tempo. Dalla Spagna filtrano voci secondo cui il ventitreenne sarebbe già d’accordo con la Juventus, che potrebbe minimizzare l’esborso richiesto (la valutazione di Cancelo si aggira sui 25 milioni) offrendo ai pipistrelli proprio lo svizzero ed il gabonese. I quali andrebbero rispettivamente a coprire il buco lasciato dalla partenza del portoghese e a rinforzare la mediana degli spagnoli. Come si dice in questi casi, una win-win situation.

juventus cancelo

Joao Cancelo con la maglia del Valencia

Ma se Cancelo andrebbe a ricoprire una casella non del tutto scoperta dopo l’arrivo di De Sciglio, l’affare, quello grosso, la Juventus punta a farlo in Italia, dove l’interesse per i suoi esuberi è altissimo. La scorsa Serie A ha messo in evidenza un centrocampista con le precise caratteristiche di cui la Juventus ha bisogno. Forte fisicamente, tecnico, con un gran senso tattico e confidenza con il gol. Questo giocatore, all’apparenza perfetto, dal punto di vista dei bianconeri ha solo un difetto. Il suo presidente è Claudio Lotito. Che per vendere Sergej Milinković-Savić non chiede la Luna, ma quasi. La Juventus avrebbe già offerto 50 milioni di euro alla Lazio, vedendosi però respingere la proposta. Per il serbo ne servono almeno 70. A meno che… A meno che Inzaghi, facendosi un paio di rapidi calcoli, non decida che il perdere un centrocampista (peraltro di assoluto valore) possa essere mitigato dall’arrivo di un pari ruolo. O perchè no, magari un paio. Due nomi a caso, Sturaro e Rincon, che farebbero proprio al caso del tecnico biancoceleste, impegnatissimo nel costruire una mediana solida per un 3-5-2 che liberi la vocazione della sua Lazio a giocare negli spazi e di rimessa.

Milinkovic-Lazio-5 cose

Milinkovic-Savic, 33 presenze e 7 gol in stagione tra campionato e Coppa Italia

La situazione di Milinković-Savić è, se così si può dire, a orologeria, nel senso che il giocatore stesso ha dichiarato più volte che prima o poi lascerà Roma e l‘interesse della Juventus nei suoi confronti è ormai conclamato. Cederlo ora, dopo una stagione stratosferica, ma soprattutto sapendo di poter ricevere  (oltre a una buona quantità di cash) due contropartite che sarebbero molto funzionali nel progetto, può rappresentare per Lotito un buon affare. Ma soprattutto porterebbe a Torino, a costi relativamente contenuti, uno dei top player del nostro campionato e libererebbe la rosa da due elementi che non sono certo scomodi, ma che al momento aggiungono poco al valore complessivo di questa Juve.

Insomma, due giri di mercato complessi, forse difficili da portare a termine. Ma dai quali, in fin dei conti, potrebbero guadagnarci tutti. Il che, di questi tempi, non dispiacerebbe certo a nessuno.