Redazione

Come cambia la vita in poche settimane… Se n’è accorto Paulo Dybala, che poco più di un mese fa festeggiava le reti numero 11 e 12 della sua stagione nel trionfo della Juventus contro il Torino. In quel momento la Joya era in cima al mondo e soprattutto in cima ai pensieri di ogni juventino. L’investitura estiva, quel numero 10 carico di onori e oneri, non sembrava aver pesato sulle spalle dell’argentino, anzi. L’inizio di stagione con gol a raffica e prestazioni da incorniciare confermava che anche in questo caso la Juventus ci aveva visto lungo. Un Dybala così protagonista non si era mai ammirato, neanche quello della scorsa stagione era così decisivo.

Nedved tuona: Dybala deve fare sacrifici

Poi però è arrivato il buio. Improvviso e pressochè totale, se si escludono un paio di reti in campionato. E come in un incubo, Dybala cade dalla vetta, rimanendo però sempre in cima ai ragionamenti di chi ha il cuore bianconero. Anche in quelli di Pavel Nedved, che sulla Joya si è espresso in termini abbastanza chiari. Il numero 10 deve concentrarsi sul campo e fare sacrifici nella vita privata. Un campanello d’allarme abbastanza importante, perchè la Juventus non è una società abituata ad esporre le dinamiche interne allo spogliatoio o a criticare apertamente uno dei suoi tesserati. E, quando lo fa, di solito non si mette molto bene per il calciatore in questione.

Il poco rincuorante precedente di Pogba

Basterebbe chiedere a Pogba, a cui lo stesso Nedved non ha risparmiato una bella tirata di orecchie quando il francese vestiva la maglia bianconera. Lì si era rimasti nell’ambito tecnico senza scivolare in questioni che riguardano la sfera privata del calciatore, ma il senso era più o meno lo stesso. Peccati di gioventù da evitare ed atteggiamento in campo da affinare. Ma quello che preoccupa più i tifosi della Juventus è la fine di quella storia. Perchè se è vero che, dopo il rimbrotto del Pallone d’Oro 2003, Pogba ha trascinato la squadra di Allegri a uno scudetto che sembrava impossibile, bisogna anche ricordare che proprio al termine di quell’annata il transalpino ha salutato Torino, accasandosi al Manchester United. Una scelta a prima vista discutibile, ma su cui la Juventus non ha assolutamente rimpianti. Possibile che al ragionamento tecnico e tattico si sia aggiunta una valutazione sui comportamenti di Pogba? Se così fosse, Dybala avrebbe di che pensare.

La Joya dà l’impressione di voler lasciare Torino?

E gli conviene anche farlo in fretta, perchè con il passare del tempo e a forza di prestazioni opache (anche se sarebbe più giusto definirle poco incisive), la Joya sta perdendo parecchio credito, sia all’interno delle mura di Vinovo, che sugli spalti dell’Allianz e nelle arene virtuali. Qualsiasi siano le problematiche dietro i suoi comportamenti, la sua mancanza di applicazione in campo ed il suo nervosismo continuo vengono percepiti dalla maggioranza degli juventini come segnali di una volontà di addio neanche troppo ben celata. E alla Juventus, si sa, non trattengono chi resta controvoglia, una scelta da sempre apprezzata e condivisa anche dalla tifoseria. Le parole di Nedved assumono quindi tutti i connotati di un ultimatum. O Dybala si sveglia dal torpore autunnale e migliora i propri atteggiamenti, o è meglio salutarsi già a giugno 2018. Del resto le offerte non mancano. E il rapporto tra i bianconeri e l’argentino ricalca esattamente ogni altra relazione affettiva.: se non c’è più…la Joya, è il caso di dirsi addio.