Vincenzo Marangio

La storia insegna, o forse no. Succede nella vita e si rispecchia anche nel calcio. E così, nonostante un passato illustre, dopo un pareggio a Bergamo e una sconfitta (la prima dopo due anni) all’Allianz Stadium contro la Lazio di Simone Inzaghi, partono gli inevitabili processi alla Juventus. È sotto gli occhi di tutti che i bianconeri, dopo un altro mercato a suo modo rivoluzionario, sono alla ricerca dei giusti equilibri, ma è altrettanto vero che di partenze ad handicap, la Juventus ne ha avute tante, puntando sull’allungo nella fase decisiva del campionato per raggiungere l’obiettivo. Del resto, come si dice: i cavalli vincenti si vedono all’arrivo. Passato illustre dicevamo. Sì, perché molti dimenticano quella stagione che Allegri ricorda bene e che, non a caso, ha ricordato spesso nelle ultime interviste.

Una partenza ad handicap, ma lo Scudetto è arrivato comunque

Era la stagione 2015-2016, la Juventus cambiò molto con le partenze di Pirlo, Vidal, Tevez e Llorente e gli arrivi di Dybala, Mandzukic, Khedira, Cuadrado e Alex Sandro; tutti giocatori che in quella stagione ebbero un rendimento molto deludente ma che, non a caso, sono diventati titolari imprescindibili nel ciclo vincente della Juventus. Ma la pazienza in quella stagione non c’era, così come mancava l’equilibrio, saltato per la partenza di tre elementi fondamentali. La macchina all’inizio sbandò. Volendo fare un raffronto tra quella stagione e questa (dove pure si è cambiato tanto soprattutto in difesa), dopo otto giornate quella Juve aveva subito un gol in più (8) ne aveva segnati 12 in meno (9) e aveva lasciato per strada 11 punti in più (8): poi, però, a fine anno quella squadra rivoluzionata, partita malissimo e criticata, vinse lo scudetto.

Quest’anno però è più difficile per la Juventus

Quella sì che era una montagna da scalare, rispetto ai 5 punti da recuperare al Napoli a causa di un pareggio a Bergamo con l’Atalanta e una sconfitta casalinga contro la Lazio. Di diverso ci sono, ad onor del vero, le avversarie. Mentre nella stagione 2015-2016 si alternarono, in attesa che la Signora si svegliasse, 3-4 squadre diverse in vetta alla classifica, ma nessuna fu capace di lanciare la volata, quest’anno ce ne sono almeno tre molto forti (Roma, Inter e Lazio) che possono togliere punti importanti e una quarta forte in prospettiva (Milan). E, soprattutto, una certezza come il Napoli che in questo momento è la vera antagonista alla Juventus, avendo un gruppo già formato, che lavora da tanto insieme, gestito da un tecnico preparatissimo e con la consapevolezza che questo può essere l’anno giusto a patto che si mantengano concentrazione e tenuta fisica.

Se il Napoli scappa, Allegri non può permettersi sperimentazioni

Rispetto al 2015-2016, dunque, la Juventus ha una sola vera rivale, che più punti di vantaggio raccoglie e più alta renderà la montagna da scalare alla Juventus. Allegri, quindi, pur avendo avuto partenze ad handicap peggiori, questa volta ha molto meno tempo per trovare la quadratura del cerchio, senza potersi permettere stavolta il lusso di sperimentazioni pericolose che possano mettere i bianconeri in condizione di perdere altri preziosi punti, favorendo la fuga del Napoli che al momento è lanciatissimo ma che, fisiologicamente, avrà un calo. E sarà quello il momento in cui si capirà davvero se il settimo (che sarebbe clamoroso) scudetto di fila della Juventus può essere realtà. E se pure fosse, tranquilli, la storia anche in questo caso non avrà insegnato nulla…