Francesco Cavallini

E finalmente arrivò il giorno. Il 3 giugno, la data cerchiata in rosso sui calendari di tutti gli appassionati di calcio del globo terrestre. Juventus contro Real Madrid, Dybala contro CR7, Allegri contro Zidane, per una sfida che, comunque vada, consegnerà uno dei due club alla storia. I bianconeri potrebbero diventare il settimo club a entrare nell’esclusivo club del triplete, mentre le merengues puntano a essere i primi in grado di difendere con successo la Coppa da quando la competizione si chiama Champions League. È una partita che promette spettacolo, tra due squadre che nei turni precedenti hanno convinto e a volte impressionato. Ma che match dobbiamo aspettarci al Millennium Stadium?

Dani Alves-Juve

Il piattone di Higuaìn dopo il tacco di Dani Alves in semifinale

Juventus – Real Madrid: un’analisi

In campo andranno due squadre dalla filosofia simile, molto più propense a tenere in mano il pallino del gioco, piuttosto che ad attendere l’avversario. Il pallone però è uno, quindi una delle due sarà costretta (a intervalli più o meno regolari) a far fronte agli attacchi dell’altra. Da questo punto di vista sembra meglio attrezzata la Juventus, che con solo tre reti subite nell’arco del torneo (contro le 17 delle merengues) dimostra una solidità difensiva invidiabile, ben evidenziata nella sfida al tridente dei sogni del Barça nei quarti di finale. Certo, l’attacco del Real fa paura, con CR7 che punta almeno a raggiungere Messi sul trono dei bomber di questa Champions (10 reti per il fenomeno di Madeira, 11 per la Pulce), ma anche con un Benzema che sembra aver ritrovato lo smalto dei giorni migliori. Dall’altra parte toccherà a Dybala e Higuain, con la preziosa collaborazione di Mandzukic, impensierire la difesa di Zidane.

Ed è proprio con le individualità, oltre che con l’organizzazione di gioco collettiva, che il match potrebbe trovare la propria chiave di volta. Il Real non è imbattibile, è spesso andato in difficoltà, soprattutto contro squadre organizzate e capaci di aggredire i portatori di palla, come il Bayern dell’andata dei quarti o l’Atletico nella semifinale di ritorno. Ma in momenti come questi, l’immensa qualità dei singoli ha fatto la differenza. Cristiano, se è in serata, è pressoché immarcabile. Appunto, pressoché. Ed è su quella possibilità sottintesa che giocherà la Juventus, che con tutta probabilità rinuncerà almeno inizialmente all’assetto a cinque stelle per un’impostazione più difensiva, nel tentativo di contenere le sfuriate dei Campioni d’Europa in carica.

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Dieci reti in questa edizione della Champions per CR7

Ma anche la difesa del Real non può dormire sonni tranquilli, perchè i bianconeri hanno un Dybala in grande spolvero, vera rivelazione di questa Champions, capace di spaccare le partite con guizzi improvvisi. Per informazioni, citofonare Luis. Discorso a parte fanno i calci piazzati, diretti e indiretti. Certo, fanno parte del gioco e rappresentano spesso l’origine di occasioni più o meno importanti, ma la presenza in campo di cecchini quasi infallibili come Ronaldo e Pjanic, aggiunta alle medie gol da attaccanti puri di Ramos e Bonucci sugli sviluppi dei calci d’angolo, farà sobbalzare i tifosi dalle sedie ogni volta che il signor Felix Brych assegnerà un calcio di punizione nella trequarti offensiva di una delle due squadre.

Schieramenti in campo quasi speculari, con il Real che abbandona il 4-2-3-1  in favore di un 4-3-1-2 con rombo a centrocampo di ancelottiana memoria. Il motivo è semplice, la probabile assenza dal primo minuto di Gareth Bale, ancora non perfettamente recuperato da un infortunio che ha costretto i blancos a fare a meno di lui nella parte finale della stagione. Senza il gallese, Zidane ha optato per il pragmatismo di scuola italiana, accentrando CR7 a fianco di Benzema e facendo densità nella zona centrale del campo con l’aggiunta di Isco. Le fasce sono quindi divenute territorio di caccia del temibile Marcelo (probabilmente il miglior terzino sinistro del mondo) e di Dani Carvajal, ormai una sicurezza sulla destra.

Casemiro, mediano del Real Madrid

A tenere in piedi la baracca (nel vero senso della parola) sono i muscoli e i polmoni di Casemiro, che getta in campo la qualità necessaria a sopperire al poco atletismo della coppia di cervelli di centrocampo, Modric e Kroos, che grazie a questa soluzione tattica escono finalmente dall’equivoco di una tanto sbandierata quanto irreale inconciliabilità in campo. In difesa Zizou è riuscito nell’impresa di panchinare definitivamente Pepe (che infatti cerca una nuova squadra), schierando nell’undici titolare il talentuoso Varane, che farà coppia con l’eterno Sergio Ramos. Chiudiamo con il primo della lista, Keylor Navas, che da illustre semisconosciuto è stato ripetutamente in grado di dimostrare perchè è il portiere dei Campioni d’Europa.

E proprio dall’inizio analizziamo invece l’undici bianconero. Impossibile non cominciare con Gigi Buffon, capitano di mille battaglie, che alla soglia dei quarant’anni sogna di ripercorrere l’epopea di DinoMito Zoff, capace di conquistare l’unico trofeo che gli era sfuggito proprio appena raggiunti gli anta. Il portierone di Carrara è una sicurezza, così come lo è la linea difensiva della Juventus, talmente iconica da aver guadagnato un soprannome ormai diffuso in tutto il mondo. A Cardiff la BBC andrà però in onda in maniera leggermente sperimentale, con Barzagli decentrato sulla destra e Bonucci e Chiellini a tenere la zona centrale. A perdere il posto nei quattro dietro è l’esperto di finali, Dani Alves, che ovviamente sarà della partita, ma come mezzapunta di destra nell’atipico 4-2-3-1 della terza gestione Allegri.

Dani Alves in azione al Louis II contro il Monaco

Con tutta probabilità resterà quindi fuori dall’undici titolare Cuadrado, la quinta stella dello schieramento tutta qualità che ha fatto la fortuna della Juventus 2016/17. La volontà di Acciughina di affidarsi ad un Dani Alves più avanzato (coperto dalla solidità di Barzagli) non può che essere letta come un tentativo di non concedere troppi spazi a Marcelo, che con di fronte un difensore puro troverà di certo maggiori difficoltà. Non dimentichiamo però che questa formazione bianconera ha una capacità camaleontica non da poco, che potrebbe essere messa in bella mostra anche in Galles. Molto ruota intorno alla condizione di Khedira, recuperato in extremis e chiave del centrocampo bianconero. Se il tedesco dovesse evidenziare problemi, l’ingresso di Marchisio in mediana sposterebbe gli equilibri verso un ritorno alla difesa a 3, con la coppia carioca Alex Sandro – Dani Alves a prendersi le fasce, il numero 8 a fare compagnia a Pjanic e Dybala a innescare la strana coppia Higuain-Mandzukic.

Giusto, il croato, la vera chiave di volta dello schieramento di Allegri. La sua abnegazione e l’intelligenza tattica dimostrata in questa stagione sono l’arma in più della Juventus, che si ritrova tra le mani una variabile importante, un calciatore che è l’uomo in più in difesa, ma che venti secondi dopo può segnare la rete decisiva su un ribaltamento di fronte. L’unico in grado di garantire questa tipologia di lavoro nel Real pare essere il buon Marcelo, che però deve per forza di cose limitare le proiezioni offensive per non lasciare troppo spesso scoperti i compagni di reparto, soprattutto nell’uno contro uno contro Dybala. Infine occhio alle panchine. La Juventus ha nel già citato Cuadrado il supersub in grado di cambiare il volto del match, ma accanto a Zidane siederanno Asensio, Bale e soprattutto il grande ex Morata, che verranno quasi certamente gettati nella mischia quando la situazione lo richiederà.

Tecnica e tattica, giocate e sacrificio, attacco e difesa. Insomma, al Millennium Stadium ce ne sarà per tutti i gusti, in un match che, data la posta in palio, si annuncia tirato e vibrante. Una partita a scacchi tra due allenatori capaci di guidare i propri uomini senza attacchi di fenomenite, entrambi alla seconda finale di Champions League, che si giocano quasi certamente anche il titolo di tecnico dell’anno. Si decide tutto a Cardiff, in una sera di inizio giugno. Comunque vada, dicono da queste parti, history will be made.