Francesco Cavallini

In un pomeriggio londinese, la Juventus si ritrova improvvisamente verde di rabbia. Sarà colpa della nuova terza maglia, ma il match con il Tottenham non regala certezze ad Allegri, anzi, preoccupa parecchio in vista della Supercoppa Italiana del 13 agosto. Problemi su problemi per i bianconeri. Certo, meglio averli ora e poter ancora pensare a delle contromosse, ma in ogni caso un 2-0 netto, senza scuse, non è un ottimo viatico per la stagione che sta per iniziare.

Problemi di impostazione per la Juventus

Detto delle prevedibili falle di una difesa ancora da registrare, l’attenzione si sposta sulla linea mediana della Juventus. Si sa, serve un centrocampista, i tifosi lo ripetono dalla sera di Cardiff eppure, pare, non vengono ascoltati da chi si occupa del mercato. Si cerca l’elemento di rottura, in grado di sporcare le trame di gioco degli avversari e di riportare la sfera tra i piedi della Juventus. E poi? Chi lo gestisce il pallone appena recuperato? Già, perchè dalle amichevoli disputate tra Stati Uniti e Inghilterra, emerge un dato che Allegri non può e non vuole sottovalutare. I bianconeri hanno grossi problemi di impostazione.

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Miralem Pjanic

Il gioco non è fluido, la difesa, se pressata alta, ha problemi nell’uscita della sfera ed il playmaker designato, Miralem Pjanic, soffre. Soffre perchè nella scorsa stagione è stato abituato a vedersi a volte scavalcato dai lancioni di Bonucci, che oggi più che mai diventa il vero innominato ed innominabile, perchè nonostante le dichiarazioni di facciata la sua assenza si sta facendo sentire molto più del previsto. Ora infatti il bosniaco è costretto ad arretrare di molto il suo raggio di azione, andando sempre a suggerire la soluzione al difensore che sta gestendo la sfera. Il che significa partire dal limite della propria area invece che da centrocampo. E questo implica corsa. Resistenza. Due qualità che non sono esattamente il piatto forte della casa.

Il gioco non è fluido

Ne risulta una Juventus macchinosa, a tratti persino molto brutta, che vive sulle folate offensive garantite dall’ampia qualità dei quattro davanti, che alla lunga però non possono certo bastare. Il giro palla non è per nulla fluido, soprattutto all’inizio dell’azione, e le idee scarseggiano. Pjanic non è Pirlo, non è adatto a fungere da vertice basso e soprattutto, rispetto al regista bresciano, non ha accanto altri due centrocampisti che possano aiutarlo nella gestione. Khedira e Marchisio hanno caratteristiche diverse, il nuovo compagno di reparto, chiunque sia, sarà più votato alla distruzione che alla costruzione. Una gran bella gatta da pelare.

Steven N’Zonzi, centrocampista del Siviglia, obiettivo bianconero

E quindi Allegri pensa a delle soluzioni, più o meno radicali. La prima è la più semplice, ma allo stesso tempo la più complicata. Perchè magicamente i centrocampisti da acquistare diventerebbero due, un mediano ed un regista, da inserire nelle rotazioni bianconere. Problematica come cosa, sia dal punto di vista dello spogliatoio che da quello tecnico del mercato. Il tempo scarseggia e i registi puri sono merce rara. Seconda idea, altrettanto difficile da applicare, l’arrivo di un centrale di difesa che sappia impostare il gioco. L’idea sarebbe quella di replicare la vecchia Juventus della BBC e sgravare il centrocampo di parte dei compiti di creazione del gioco. Ma chi sarebbe il prescelto? Anche qui, non è che di profili del genere sia piena l’Europa…

Dal 4-2-3-1 al 4-4-2

Ne consegue la voglia del tecnico di fare di necessità virtù, cosa che comunque gli riesce abbastanza bene. Ed ecco la soluzione tattica, provata già nella ripresa del match londinese. Passare dal fantasioso 4-2-3-1 ad un più compatto 4-4-2. Nulla di radicale, solo l‘abbassamento degli esterni, che vanno così ad offrire soluzioni diverse da quella centrale ai difensori in fase di uscita della sfera. Un’idea che ha trasformato, seppure solo leggermente, la Juventus vista contro il Tottenham nei secondi quarantacinque minuti. La squadra è apparsa meglio registrata e più equilibrata, ma le idee hanno continuato a scarseggiare. 

Insomma, per i bianconeri c’è molto da lavorare. Il film della stagione sta per cominciare, ma il regista continua a latitare. E Allegri deve necessariamente fare qualcosa. Perchè improvvisare, recitare senza copione, a volte va bene. Ma per i palcoscenici più importanti, quelli continentali, non basta di certo.